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Il piano di sindaci e governo è all’esame del Comitato tecnico scientifico: l’obiettivo è riaprire a giugno

Nidi e materne, ancora passi avanti per i genitori

di Redazione Web 08/05/2020

Il progetto è in via di definizione. Per riaprire a giugno nidi d’infanzia, scuole materne e centri estivi – in cortili, giardini e aree verdi pubbliche – si pensa innanzitutto a un triage agli ingressi, con misurazione della temperatura, entrate scaglionate a piccoli gruppi e precedenze alle famiglie che hanno più difficoltà a conciliare le proprie esigenze di lavoro con la cura dei figli.

Da ieri il “pacchetto” messo a punto dal tavolo permanente costituito da Anci (l’associazione dei sindaci), Società italiana di pediatri e ministeri della Famiglia, dell’Istruzione, della Salute e del Lavoro, è all’esame del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid. Stabilite tutte le regole per garantire la massima sicurezza di bambini, genitori, insegnanti ed educatori, potranno ripartire le attività didattiche, creative e ludiche interrotte prima del lockdown e quelle programmate per l’estate, ora non più a rischio. Il documento allo studio potrebbe essere modificato ma le linee generali dovrebbero restare quelle della bozza presentata ieri. In ogni caso, tutte le soluzioni, ha riferito la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, «saranno soppesate e calibrate» tenendo conto di necessità e istanze dei diversi soggetti interessati.

Tra le condizioni di accesso c’è l’obbligo di presentare un certificato medico del pediatra che attesti la buona salute del bambino. Inoltre avranno priorità i figli di lavoratori che non possono usufruire dello smart working e chi vive in situazioni di fragilità, come i minori disabili. È previsto anche l’obbligo delle mascherine (tranne che per i più piccoli). Per evitare gli assembramenti ci saranno orari di entrata ed uscita cadenzati di 5– 10 minuti con percorsi diversi (per evitare incroci) laddove gli spazi lo consentano. I bambini dovranno essere accompagnati sempre dallo stesso familiare per tutto il periodo di frequenza e non da persone anziane o affette da determinate patologie. Niente nonni, dunque. Al triage il genitore accompagnatore dovrà dichiarare se il piccolo ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratorie o altri sintomi. Educatori e bambini saranno sottoposti al controllo quotidiano del termo– scanner. L’altra regola che vale per tutti è lavarsi le mani con acqua e sapone o gel igienizzante all’ingresso e prima di andare via. Per garantire il distanziamento fisico verranno creati gruppetti di 3, 5 o 7 bambini, a seconda dell’età, ognuno dei quali sarà seguito per tutto il tempo da un adulto. Si prevede, invece, la presenza di un operatore per ogni bambino o ragazzo diversamente abile. Locali e attrezzature verranno continuamente sanificati. Ovviamente, niente feste di fine corso o giochi collettivi.

E per i nidi e le scuole materne paritarie sarà lo stesso? La ministra Azzolina lo aveva detto alla Camera mercoledì: «Sono allo studio del governo le soluzioni più idonee per scongiurare le nefaste conseguenze della chiusura di strutture private e convenzionate ». Buone notizie pure per gli oratori estivi: per poter aprire i cancelli, dovranno attenersi ai medesimi criteri del progetto che riguarda gli asili. Così, mentre la Lombardia ha già varato un suo piano per far funzionare le 2.500 strutture parrocchiali esistenti sul territorio regionale (ora a confronto con le autorità pubbliche), la diocesi di Torino studia la riapertura degli oratori insieme alla Regione Piemonte. L’arcivescovo Cesare Nosiglia ha presentato ieri al governatore Alberto Cirio il progetto “Top, tavolo oratori piemontesi”.

Intanto si conoscono anche le prime indicazioni del ministero per il rientro in sicurezza nelle aule scolastiche, in settembre: orari differenziati, uscite ogni 15 minuti, turni a mensa, distanza fisica negli ambienti, mascherine durante le lezioni, niente capannelli dentro e fuori gli istituti. E chi ha la febbre (almeno 37.5) resta a casa.

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