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''Riparti Calabria'', la disamina del pacchetto di misure a sostegno delle attività produttive e dei liberi professionisti non convince la commissaria Vilma Iaria

Confprofessioni: «Provvedimenti della Regione sono insufficienti»

di Redazione Web 11/05/2020

Attraverso le misure “Riapri Calabria” e “Lavora Calabria” la Regione intendeva mettere in campo un sostegno concreto e rapido al tessuto produttivo danneggiato dall’emergenza Covid-19, puntando ad integrare i provvedimenti del governo, e soprattutto elaborando un provvedimento di aiuti alle imprese che incide sul mondo del lavoro per il mantenimento occupazionale.

Subito dopo la pubblicazione delle misure, però, Confprofessioni Calabria ha espresso forti perplessità rispetto ai provvedimenti decisi dalla Santelli. «Le misure straordinarie sono efficaci solo se snelle, senza burocrazia e capaci di pervenire entro breve tempo ai destinatari – si legge in una nota diffusa nella mattinata di oggi - altrimenti si rischia di incorrere in normazione troppo simile a quella governativa che ha sortito esiti troppo farraginosi in tema di adempimenti. La chiarezza nei contenuti (e ne abbiamo avuto contezza sinora) evita inutili perdite di tempo ed interventi chiarificatori successivi».

Confprofessioni, parte sociale, che siede e partecipa dal 2010 ai tavoli governativi e regionali, chiede: «Che venga rivisto il preavviso pubblicato dalla Regione Calabria in maniera da rendere immediatamente fruibili le risorse; che venga inserita una misura espressamente dedicata e destinata ai professionisti ordinisti i e/o equiparati, convinti che questi ultimi siano utili all’economia regionale alla stregua delle imprese».

Infatti, secondo la commissaria di Confprofessioni Calabria, la dottoressa Vilma Iaria, «non si può pensare di estendere ai professionisti un bando che, inizialmente era destinato soltanto alle imprese. Profondamente diversa, infatti, è la tipologia d’intervento e di attività». La Calabria, invece, prosegue la Iaria, «può diventare Regione virtuosa se riesce a rendere operative le risorse disponibili allontanando il pericolo che la crisi delle imprese diventi veicolo di diffusione della illegalità. Non si possono erogare 2000 euro una tantum pretendendo inutili attestazioni che coinvolgono addirittura l’intervento e la responsabilità di professionisti».

I Professionisti Calabresi sperano, comunque, in una conciliazione che permetta alla categoria di essere doverosamente considerata in questa fase emergenziale. «Sono certa che saremo coinvolti - conclude la Iaria - al fine di fornire un fattivo apporto e per concertare, insieme, la norma al fine di perseguire un comune obiettivo: condurre al più presto la Calabria fuori dalla crisi, verso una ripresa economica e sociale, alla pari delle altre regioni».

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