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L'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova scrive ai fedeli della comunità diocesana

Covid, le disposizioni del vescovo. Così cambia la vita diocesana

di Redazione Web 15/05/2020

«Riprende il cammino pastorale». Apre così, l'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, la sua lettera indirizzata alla comunita diocesana in vista del 18 maggio - data ormai simbolo - per la ripresa delle messe coi fedeli. Si riparte «pur con tutte le precauzioni e condizionamenti, che la prudenza ci detta per la situazione di pandemia ancora, purtroppo, in atto», spiega monsignor Morosini. Nella sua missiva, il presule individua tre macrotemi: quanto è stato fatto dall'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova durante l'emergenza; gli strumenti per sostenere la Carità in questa Fase Due e la "rivisitazione" degli impegni alla luce dell'emergenza Coronavirus con un riferimento esplicito al prossimo Convegno pastorale di settembre.

Prima, però, monsignor Morosini si sofferma sulla spiritualità. «A nessuno sarebbe stato lecito immaginare - spiega l'arcivescovo - che, dietro il dramma di questa pandemia, avrebbe potuto celarsi il volto di un Dio, terribile e sadico, che utilizzasse la paura o la morte per rimettere in carreggiata i suoi figli». Anzi: «Ringraziamo e preghiamo il buon Dio e la Madre della Consolazione per averci preservati dalla tragedia». Il Pastore della Chiesa reggina, poi, rivolge un pensiero a «quanti sono stati provati dalla malattia, dalla morte di qualche persona cara, dalla ristrettezza economica e forse dalla perdita di lavoro a causa di questa pandemia».

Per loro, così come per chi è stato impegnato in prima linea come «medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine, politici e amministratori», la Chiesa sia casa accogliente seppure mantenendo le restrizioni fondamentali per evitare di fare degenerare nuovamente la situazione sotto il profilo sanitario. «I rischi non sono cessati; - scrive Morosini - perciò vi esorto anzitutto ad essere docili alle disposizioni che ci sono state date. Non prendete come gesto di scortesia, la fermezza con la quale dobbiamo curare la prudenza di questo avvio». L'arcivescovo si rivolge ai fedeli reggini spiegando come «il numero dell’accesso dei fedeli in chiesa è limitato a causa del rispetto delle distanze: alla porta delle vostre chiese è esposto un documento redatto dai vostri parroci e ratificato dalla firma del Vicario Generale che precisa questa cosa. Raggiunto quel numero, non può entrare più nessuno, nemmeno una persona. Il rigore della legge deve essere osservato».

Ma cos'è successo in questi mesi di blocco totale? «L’attività pastorale è continuata attraverso i mezzi di comunicazione sociale: è continuata la preghiera, l’annuncio della Parola, la catechesi a piccoli e adulti, i consigli pastorali, le attività di gruppo. Ringrazio tutti i sacerdoti, catechisti, collaboratori e animatori per aver permesso tutto questo con grande disponibilità; in particolare ringrazio gli animatori della cultura e della comunicazione delle nostre parrocchie che, con zelo ed ingegno, si sono occupati di trasmettere in streaming le liturgie celebrate senza concorso di popolo». Insomma, riprende il cammino pur non essendoci mai realmente fermati: sia la Caritas col «servizio prestato ai più poveri, mettendo a serio rischio la loro stessa salute», sia gli uffici diocesani, che hanno saputo sostenere ed organizzare il pur limitato lavoro pastorale e caritativo delle parrocchie.

Da questo, il primo invito di monsignor Morosini: «Il primo passo che dobbiamo fare all’inizio di questo tempo nuovo è quello di non sciupare tutte le sofferenze e le ricchezze accumulate in questi lunghissimi giorni. In tutte le comunità riunitevi, appena potete, per fare un bilancio delle esperienze fatte e ripartire da questa analisi per correggere ciò che, eventualmente, nel passato, della nostra vita di fede o in comunità non fosse andato bene, e impostare meglio il futuro». Costruire la comunità, quindi, tenendo presente «che alcune attività pastorali sono ancore sospese e rimarranno tali almeno sino a settembre: cresime e prime comunioni; feste patronali e processioni e altre dobbiamo studiare come rilanciarle».

Ecco il secondo tema scelto dall'arcivescovo: l'impegno solidale. «Ricordiamo che la ripresa economica sarà difficile. Cercheremo di venire incontro, per quel che possiamo, con i soldi dell’8xMille, che i fedeli hanno assegnato alla Chiesa Cattolica con la loro sottoscrizione, per far ripartire alcune piccole realtà in sofferenza economica». Uno sguardo a chi rischia di "restare indietro" e a chi "indietro" lo è già: «Propongo altre due iniziative - afferma Morosini - a livello diocesano, già sperimentate: manterremo aperto ancora l’IBAN della Caritas: chi vorrà inviare qualche offerta per aiutare i più bisognosi, potrà farlo in qualsiasi momento» E ancora: «Se qualche famiglia volesse adottare una famiglia bisognosa può segnalarlo direttamente a me scrivendo a reggiobovaemergenza@gmail.com. Io vi metterò in contatto con i vostri parroci o con quelli delle famiglie bisognose segnalate, o ancora, qualora ci sarà accordo tra le due famiglie, metterò direttamente in contatto le parti interessate».

Infine, le decisioni sul prossimo futuro: «Quest’anno non abbiamo potuto lavorare con intensità attorno alle indicazioni pastorali elaborate dopo il convegno di settembre 2019. Il prossimo mese di settembre non ci sarà Convengo pastorale e non verranno emanate nuove indicazioni pastorali. Viene confermato, perciò, tutto ciò che era previsto per l’anno che volge al termine: riprendiamo in mano allora le indicazioni di questo anno e ripartiamo con entusiasmo, nell’attesa di individuare le forme più opportune e condivise, per rilanciare quanto ci siamo prefissi ad inizio d’anno, appena potremo discuterne riunendo i Consigli Diocesani Pastorale e Presbiterale».

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