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Nella serata di domenica arrivano le parole del sindaco di Reggio Calabria in merito alla notizia diffusa dal nostro giornale

Clochard multati, Falcomatà: «Chiedo scusa, non doveva accadere»

di Federico Minniti 17/05/2020

«Senzatetto multati, chiedo scusa: quello che è accaduto, non doveva succedere», lo ha dichiarato Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, in merito alla notizia dei senzatetto multati diffusa - in esclusiva - dalla nostra redazione. Leggi quì la notizia: https://bit.ly/2LxwBeI

«Senza entrare nel merito della questione, senza affrontare la vicenda sotto il profilo burocratico e amministrativo, come la politica dovrebbe fare - chiosa il primo cittadino - per quello che è successo, a nome di tutta l'Amministrazione comunale chiedo scusa ai senzatetto che sono stati multati. Non entro nel merito né delle contestazioni che sono state mosse né delle dinamiche: non mi interessa. Semplicemente è una cosa che non doveva succedere». Ha proseguito Falcomatà: «Me ne assumo la responsabilità politica, in prima persona pur non conoscendo o avendo dato indicazioni in merito a quanto accaduto, perché un sindaco deve saper chiedere scusa. Lo faccio nei confronti delle persone vulnerabili e nei confronti di tutta la cittadinanza».

La reazione del primo cittadino è arrivata nella serata di domenica dopo che, nelle ore successive al nostro reportage, era divampato un vespaio di polemiche. Da Fratelli d'Italia alla Lega erano giunte accuse roboanti all'Amministrazione comunale. In particolare, il partito di Giorgia Meloni aveva dichiarato «È una questione di civiltà. Di umanità! Se il sindaco Falcomatà, attraverso il settore dei servizi sociali, avesse garantito loro una degna sistemazione, quei poveri uomini non avrebbero certamente cercato dei "giacigli di fortuna" per rifugiarsi. L’amministrazione comunale deve dare delle spiegazioni su quanto accaduto.». A fargli eco era stata Tilde Minasi per il Carroccio: «Riteniamo indispensabile, nonostante le note difficoltà, il lavoro che compie la Polizia Municipale quotidianamente, anzi si auspica sempre una più cospicua attività del corpo, ma - afferma - in alcuni casi, sarebbe necessario guardare "oltre" le regole e i loro rigidi parametri, riflettere su come la gestione dei clochard sia stata affrontata, pensare agli eventuali errori commessi, comprendere, al di là delle norme, che qualunque angolo più riparato diviene "casa" per tanti».

Di altro tenore è stata la nota del Laboratorio politico "Patto Civico": «È dallo scorso anno che dalle stesse associazioni è stata avanzata richiesta di attivazione della struttura di Pietrastorta per ospitare i senza tetto, fondamentale nel periodo invernale. Ma ancora non si è avviata. Pertanto, che la stessa pazienza usata nei confronti dell’Ente locale competente a prendersi cura dei suoi abitanti “nessuno escluso mai” (come insegnatoci da don Italo Calabrò), venga utilizzata nei confronti di quella, tanta, povera gente che, davanti alle difficoltà della vita, non sa proprio che fare. A maggior ragione non ci fa onore arrivare addirittura a multarli».

Nella serata di venerdì era arrivata la nota ufficiale del comando dei Vigili urbani di Reggio Calabria con una serie di puntualizzazioni: «A seguito di diverse segnalazioni da parte dei residenti, gli agenti del comandante Salvatore Zucco sono intervenuti più volte ed hanno accertato che i cinque avevano occupato la struttura. Si tratta di una giovane italiana di 32 anni, un cittadino comunitario e tre extracomunitari. Questi ultimi sono risultati clandestini e per tale motivo sono stati destinatari di decreto di espulsione del Questore». Tutte deduzioni che, però, non spostavano di un millimetro la nostra denuncia.

Oggi, poi, la nota della Sezione di Reggio Calabria di Area Democratica per la Giustizia. I togati scrivono: «La sostanziale criminalizzazione delle persone che vivono in condizioni di disagio economico e precarietà esistenziale, è figlia di una logica che si illude di sconfiggere con la repressione la povertà e la conseguente marginalità sociale. Come magistrati, dobbiamo sottolineare con forza che c’è un diritto che continua ad essere ancora negato e che costituisce la precondizione per il concreto esercizio di tutti gli altri costituzionalmente garantiti, ed è il diritto di essere liberi dal bisogno: una libertà di cui gran parte degli esseri umani ancora non gode».

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