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Il monumento torna al suo splendore dopo la riqualificazione

Completata la statua di san Francesco a Catona

di Redazione Web 20/05/2020

«È stata ultimata a Catona la ristrutturazione del monumento di San Francesco di Paola». E’ quanto dichiara il consigliere comunale Antonio Pizzimenti.
«La statua, eretta nel 1984, finalmente torna al suo splendore, finalmente torna all’abbraccio della sua comunità, grazie all’impegno del consigliere regionale Giuseppe Neri e la Regione Calabria che ha finanziato la riqualificazione. Ricordo quando fu interpellato Neri un anno e mezzo fa - da padre Giovanni Tolaro, allora superiore e parroco del Santuario unitamente alla sua comunità religiosa formata da Padre Antonio Bonucci e Padre Nicola Colao - per un impegno in prima persona per riqualificare la statua, simbolo spirituale ed identitario di un intero territorio.
Era evidente la preoccupazione di restituire alla devozione della collettività religiosa, e non solo, la figura di un Santo, tra i più rappresentativi e più popolari della Chiesa cattolica. Grazie dunque alla comunità dei Minimi, a padre Antonio Casciaro, all’architetto Giuseppe Maira e a quanti hanno lavorato per restituire alla gente di Catona un monumento, configurazione emblematica di fede e tradizione alla quale i suoi devoti affidano le loro preghiere e le loro speranze.
Ma per Catona e suoi cittadini - continua Pizzimenti - l’immagine di san Francesco è molto di più. Patrono della Calabria, protettore della gente di mare, i cui valori universali tanto cari all’ordine dei Minimi, rappresentano la dimensione di un Santo che con testimonianza ha saputo tramandarci il grande miracolo della carità e dell’umiltà. Ricordato come l’eremita dalla vita piena di prodigi, sempre affianco dei più poveri e degli infermi - proprio a Catona nel 1464 ha compiuto uno dei suoi più grandi miracoli: la traversata dello Stretto di Messina per approdare sulle sponde della Sicilia.
Adesso, dopo tanti anni, la statua nera mantellata di san Francesco che con il suo sguardo tracima carità - conclude Pizzimenti - verso un popolo pronto ad acclamarla ed accompagnarla in processione, tornerà alla devozione delle famiglie che in essa scorgono l’autenticità della fede».

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