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Il Gruppo Escursionisti d’Aspromonte ribadisce alla Regione l'importanza della montagna e dei borghi in questa "fase2"

Lettera aperta del presidente del Gea, Sandro Casile

di Redazione Web 21/05/2020

Con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Calabria Jole Santelli, il Presidente del Gea – Gruppo Escursionisti d’Aspromonte, solleva il problema della frequentazione della montagna, dell’escursionismo e delle strutture d’accoglienza disseminate tra le montagne in tempo di emergenza sanitaria. Dopo un breve excursus sulle ordinanze fin qui emanate, Sandro Casile si sofferma sui contenuti dell’ultima, la n. 43 del 17 maggio, e conclude con una domanda: E la montagna?

«Nella sua Ordinanza, sig. Presidente, la montagna non è nominata. È come se non esistesseEppure la Calabria è una regione prevalentemente montuosa, resa speciale dal sorprendente e mai valorizzato rapporto mare monti. Lo confermano i tre Parchi Nazionali e quello Regionale, impegnati a custodire e promuoverne gli aspetti naturali, ambientali, storici e antropologici.Lo confermano i sempre più numerosi escursionisti che frequentano le montagne della Calabria alla ricerca di “diversità”, ovvero la visita di luoghi che offrano esperienze, modi e ambienti di vita, contesti culturali, diversi da quelli che caratterizzano la routine quotidiana; di “identità” e “autenticità”, ovvero di luoghi fortemente caratterizzati; di esperienze ricreative a contatto con la natura, in un ambiente sano».

«Lo conferma l’impegno ultratrentennale delle associazioni escursionistiche che hanno recuperato, fisicamente e culturalmente, centinaia di chilometri di sentieri per escursionisti, ricostruendo così il paesaggio rurale e montano, per troppo tempo dimenticato.
Lo confermano le strutture di accoglienza che presidiano le nostre montagne e offrono insostituibili servizi agli escursionisti. Se dovessero chiudere i battenti a causa dell’emergenza sanitaria e dell’isolamento al quale, di fatto, sono costretti, il faticoso processo di sviluppo economico e sociale delle aree interne subirebbe una grave battuta d’arresto».

«C’è poi il problema, non più dilazionabile, del “controllo e manutenzione dei sentieri di montagna”. È questa un’attività propedeutica alla fruizione della montagna da parte degli escursionisti che preferiranno la Calabria per i loro viaggi a piedi».

Sandro Casile conclude chiedendo alla Presidente Santelli di «valutare l’opportunità di autorizzare la ripresa dell’attività escursionistica e di servizio delle Associazioni, delle Guide escursionistiche, e degli escursionisti in genere» nel rispetto delle linee guida che saranno eventualmente adottate. E, ad adiuvandum, ricorda che «la Regione Lazio, con ordinanza del suo Presidente Z00042 del 19 maggio, ha autorizzato l’attività escursionistica a piedi in natura e nell’aria aperta, anche a titolo professionale, a condizione del rispetto della distanza interpersonale di due metri tra i componenti del gruppo escursionistico. Ha autorizzato, inoltre, l’attività delle strutture ricettive extralberghiere (guest house o affittacamere, ostelli per la gioventù, ostelli, case e appartamenti per vacanze, case per ferie, bed & breakfast, country house o residenze di campagna, rifugi montani, rifugi escursionistici, case del camminatore, alberghi diffusi)».

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