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Il Comitato spontaneo chiede che l’amministrazione si adoperi per bloccare l’iter che ne prevede anche l'ampliamento

Approvato il progetto di riapertura della discarica di Comunia

di Redazione Web 23/05/2020

«A nulla sono valse le ragioni motivate presentate in questi anni da Associazioni, Comitati e liberi cittadini, contro la riapertura della ex Discarica di Comunìa, sita nella frazione Lazzaro di Motta San Giovanni» scrive il Comitato spontaneo Comunia che in questi anni ha raccolto attorno a se le voci di quanti erano contrari all’ipotesi di una riapertura del sito.

«A nulla sono valse le relazioni, gli studi, le raccolte firme, il dissenso espresso in ultimo anche dall’amministrazione comunale a guida del sindaco Giovanni Verduci. Per la Regione Calabria, la ex discarica Comunia, per la quale il territorio aspetta da anni la bonifica, la messa in sicurezza e la definitiva chiusura del sito, deve essere ampliata e riaperta. Poco importa alla Regione Calabria se il sito è stato definito dagli esperti “una bomba ecologica”. Poco importa alla Regione Calabria se per raggiungere il sito i camion debbano attraversare il centro storico. Poco importa alla Regione Calabria se tonnellate di rifiuti passeranno su strade comunali davanti a scuole, asili, centri polisportivi, farmacia, stadio, cimitero, abitazioni».

«Poco importa alla Regione Calabria se la viabilità è totalmente assente. La ex discarica di Comunia si deve riaprire! Con Decreto Dirigenziale della Regione Calabria (Burc n. 41 del 30 Aprile 2020) si autorizza il progetto di “Messa in sicurezza, adeguamento ed ampliamento volumetrico della discarica esistente in Loc. Comunia del Comune di Motta S. Giovanni”. A niente è servito presentarsi davanti al Consiglio di Stato per il Comune di Motta San Giovanni che si era visto respingere il ricorso contro la sentenza del Tar di Reggio Calabria teso ad ottenere l’annullamento del verbale conclusivo della conferenza di servizi del 25 luglio 2018. Istanza definitivamente rigettata».

«Un altro insuccesso che si unisce agli altri deboli tentativi presentati dall’amministrazione per opporsi alla riapertura e all’ampliamento della ex Discarica. Infatti, sebbene si riconosca la difficoltà nell’affrontare una situazione abbastanza complicata, quale quella della riapertura di una discarica inserita dal 2016 nel Piano dei rifiuti della Regione Calabria (PRGR), non si può tuttavia nascondere il disappunto per la scarsa efficacia dei provvedimenti portati avanti fino ad ora».

Nella nota stampa con la quale il sindaco Verduci comunicava nei giorni scorsi quest’ennesimo fallimento nell’informare la cittadinanza sugli ultimi sviluppi spiega ancora il Comitato - si legge inoltre «…. Abbiamo intrapreso un percorso partecipativo, abbiamo pubblicato tempestivamente tutti i documenti in nostro possesso, consentendo a tutti di maturare una propria idea in merito».

Prosegue nella nota il Comitato: «ci dispiace, però, dover fare notare come numerose richieste di documenti da parte dello scrivente Comitato agli Uffici comunali siano rimaste tutt’ora inevase, come nessun riscontro è pervenuto alle diverse email pec inviate, come tutti gli inviti a relazionarsi con la cittadinanza attraverso incontri pubblici, siano rimasti inascoltati, rendendo estremamente difficile per il Comitato analizzare, anche dal punto di vista tecnico, la situazione procedurale, ma soprattutto annullando qualsiasi tipo di partecipazione e dialogo. Inoltre, si ricorda che la “Commissione speciale per la discarica di Comunia” istituita dall’amministrazione comunale, non ha concluso il proprio mandato ovvero non ha prodotto alcun documento finale dei lavori in un’ultima seduta mai convocata, dopo aver audito ed acquisito le proposte da parte dello scrivente Comitato spontaneo Comunia, dell’Ancadic, della Pro Loco, del Laboratorio di partecipazione Sant’Elia, del Comitato raccolta firme no Comunia».

«Ciononostante, il Comitato Comunia ritiene che vi sia ancora la possibilità di impedire la riapertura di questa discarica. Pertanto invita l’Amministrazione Comunale a mantenere fede a quanto deliberato nel Consiglio comunale antecedente la prima seduta della Conferenza dei Servizi, e cioè di avvalersi di tecnici specializzati in materia ambientale, vista la complessità della problematica, per una prossima azione legale. Nello specifico, chiede venga dato incarico ad un esperto in materia ambientale di coadiuvare i legali nella redazione di un ricorso al Tar e di ogni altra perizia necessaria avverso il parere favorevole alla riapertura. La cittadinanza ha il diritto di sapere in che modo l’amministrazione comunale intende continuare a far valere il proprio dissenso prima della scadenza dei termini per le azioni legali ovvero 60 giorni dalla pubblicazione sul Bur Calabria avvenuta il 30 Aprile».

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