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Farebbe parte di un cartello di imprenditori e funzionari pubblici alle dipendenze del potentissimo clan Piromalli di Gioia Tauro

Waterfront. Indagato Furgiuele, uomo-forte della Lega in Calabria

di Redazione Web 28/05/2020

È indagato per turbativa d'asta, Domenico Furgiuele, deputato della Lega eletto in Calabria. Il suo nome è nell'elenco della Dda di Reggio Calabria, in seguito, all'operazione "Waterfront" con cui, stamattina, le Fiamme Gialle hanno sgominato un cartello di imprenditori e funzionari pubblici alle dipendenze del potentissimo clan Piromalli di Gioia Tauro. 69 indagati - di cui 11 uomini delle Istituzioni - e 22 gare d'appalto pilotate per un'indagine che parte dal profondo Sud, ma si ramifica fino al cuore produttivo del Paese.
 
«Chiarirò la mia posizione, sono tranquillissimo, chiarirò tutto, ho piena fiducia nella magistratura». Lo dice all'AdnKronos, Domenico Furgiuele, deputato leghista calabrese, finito sotto indagine nell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria sugli appalti pilotati nella regione, con l'ipotesi di reato di turbativa d'asta in concorso in qualità di rappresentante legale della società "Terina Costruzioni". «Non è una cosa - sottolinea - che riguarda la mia attività politica, ma, come riporta la stampa, come amministratore di una società, avrei partecipato a due gare d'appalto incriminate, sulle 22 finite nell'inchiesta, non vincendone neanche una». «Reazioni nel mio partito? Stasera chiamerò i vertici, sentirò Salvini», risponde Furgiuele.
 
Rispetto agli uomini dell'Anas coinvolti è intervenuta direttamente la società per puntalizzare alcuni aspetti. «In riferimento alle notizie stampa diffuse questa mattina - si legge in una nota stampa dell'Anas - e relative all'inchiesta coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, che ha portato a numerosi arresti in tutta Italia nell'ambito dell'operazione denominata "Waterfront", Anas intende precisare che l'ex funzionario Anas, coinvolto nell'inchiesta, già dal mese di febbraio del 2017 non è più in servizio.In quello stesso anno, a seguito delle indagini scaturite dall'inchiesta "Cumbertazione", seguì l'immediata sospensione dal servizio disposta da Anas, che si è costituita parte civile nel procedimento penale per il risarcimento dei danni subiti.  Anas, - si legge ancora nella nota - ferma restando la doverosa collaborazione con gli organi inquirenti, è impegnata costantemente nell'azione di contrasto alle condotte illecite che ledono l'immagine dell'Azienda e di tutti i dipendenti onesti».

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