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Un'iniziativa voluta dal Vescovo mons. Francesco Oliva, per rispondere alle gravi emergenze generate dall’epidemia

Covid-19: nella diocesi di Locri-Gerace un Fondo di solidarietà

di Redazione Web 17/06/2020

La Chiesa di Locri-Gerace e il suo Vescovo, mons. Francesco Oliva, per rispondere alle gravi emergenze generate dall’epidemia Covid-19, che ha colpito gran parte della popolazione, ha istituito un Fondo Diocesano di Solidarietà (Fds), per sostenere le famiglie e le persone più fragili, maggiormente colpite a livello economico e sociale.

La dotazione del Fondo è formata da:
- un contributo straordinario proveniente dalla Cei con i fondi dell’8×1000, che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica;
- contributi delle Parrocchie e di altri Enti ecclesiastici (Fondazione opere di religione, Fondazione antiusura, Capitolo cattedrale);
- dalle offerte raccolte durante il periodo del lockdown con donazioni da parte di sacerdoti e fedeli.
Il fondo opererà sino ad esaurimento delle risorse ed è alimentato con le offerte correnti, in modo che ad esso possano attingere le famiglie che vengono a trovarsi in stato di particolare bisogno. All’incremento del Fondo sono particolarmente invitati i sacerdoti, che, uniti fra loro e solleciti del bene di tutta la Diocesi, sanno di dover usare i propri beni materiali per venire in generoso soccorso delle necessità dei bisognosi.

Attraverso il Fondo diocesano di solidarietà si persegue la via evangelica della carità e della fraternità con gesti concreti, in modo da «portare i pesi gli uni degli altri» (Gal 6, 2).
Per poter individuare concretamente le famiglie bisognose un ruolo centrale spetta ai Parroci e alle Caritas parrocchiali, che dovranno cogliere le situazioni di bisogno e compilare la scheda di ascolto, ed alla Caritas diocesana che “è l’antenna della carità in diocesi”.
Al fine di garantire la massima trasparenza nella ripartizione dei contributi e nell’accoglienza delle richieste è stato costituito un Gruppo di lavoro che esaminerà tutte le domande che man mano perverranno e delibererà sull’opportunità e sull’entità dei singoli interventi di carità.
Il Fondo è regolato dalle Linee Guida che seguono, che costituiscono criteri orientativo e regolatore per la destinazione delle risorse.

Art. 1 -Destinatari del Fondo
I destinatari del Fds sono famiglie, residenti/domiciliate/stabilmente dimoranti nel territorio di una parrocchia della Diocesi che vivono in situazione di povertà o di grave difficoltà economica per la perdita o la sensibile riduzione dell’attività lavorativa.

Art. 2 Destinazione delle risorse
Le risorse del Fds possono essere utilizzate per le seguenti finalità:
a) Beni alimentari;
b) Medicinali e altri prodotti farmaceutici da banco;
a) Utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua);
b) Abbigliamento figli minori, prioritariamente 0-6 anni;
c) Istruzione dei figli (sussidi didattici, mediali, etc…)

Aart. 3 Gestione delle risorse
Le risorse del Fondo, stabilite, organizzate ed erogate a livello diocesano, sono gestite dai Centri di Ascolto Caritas delle Parrocchie, secondo le modalità di cui alle presenti Linee Guida.
I Parroci, raccolgono le richieste di sostegno, secondo il modulo allegato ed elaborano un elenco di beneficiari, da trasmettere, entro e non oltre il 30 giugno, per la prima tranche e il 15 ottobre, per la seconda, al Comitato Tecnico coordinato dal Vicario Generale che entro sette giorni dalla data di ricevimento delle richieste, destinerà il contributo per ogni intervento ed accrediterà la somma corrispondente alla Parrocchia.

Art. 4 Criteri di valutazione delle richieste
Nel vagliare le richieste di aiuto, le Parrocchie (Parroco, gruppo parrocchiale Caritas), al fine di predisporre l’elenco dei beneficiari, in ordine di gravità della situazione, dovranno tenere conto dei seguenti criteri orientativi:
a) Stato di Famiglia con indicazione dei figli minori a carico, con particolare attenzione a quelle famiglie in cui siano presenti minori in età 0/6 anni;
b) Nucleo familiare totalmente privo di reddito;
c) Nucleo familiare la cui unica fonte di reddito è stata ridotta e/o azzerata, in quanto oggetto dei provvedimenti di chiusura/limitazione emanati dal Governo, nel periodo marzo/maggio 2020;
d) Nucleo familiare in cui l’unica fonte di reddito è costituita da impresa individuale/familiare, avviata dal 01 novembre 2019 e il cui titolare abbia un’età inferiore a 40 anni;
e) Reddito mensile del nucleo familiare non superiore ad € 100,00 per ciascun componente;
f) Non essere proprietari di fabbricati (oltre alla casa di residenza);
Non essere beneficiari di sostegni economici pubblici (reddito di cittadinanza, REI, NASPI, DISCOLL, Reddito di emergenza e altre provvidenze similari) o non avere ancora ricevuto l’erogazione della Cassa integrazione.

Art. 5 Modalità di erogazione delle risorse
Il beneficio al nucleo familiare consiste, esclusivamente, nella consegna di buoni, predisposti dalla Diocesi, per un valore complessivo, a nucleo familiare, determinato da ciascuna Parrocchia, non superiore ad Euro 500,00 a nucleo familiare.
Il beneficio è da considerarsi una tantum.
Il valore di ciascun buono, utilizzabile presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa, è pari ad Euro 20,00 (venti/00), da usare per Bisogni alimentari (esclusi alcolici); Medicinali e altri prodotti farmaceutici da banco (esclusi prodotti di bellezza); Abbigliamento figli minori, prioritariamente 0-6 anni; Istruzione dei figli minori.
Per quanto riguarda il pagamento dei corrispettivi per le utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua) alle famiglie individuate quali destinatarie del contributo, la Parrocchia provvederà direttamente ad effettuare il pagamento, attraverso il gruppo parrocchiale Caritas, previa consegna della/e relativa/e bolletta/e.
Una volta ottenute le risorse dalla Diocesi, la Parrocchia, attraverso il Parroco o suo delegato, provvederà, senza ritardo, a distribuire i buoni ai beneficiari individuati.
I buoni non sono cedibili a terzi e non possono essere convertiti in denaro contante.
A fronte di una spesa di importo maggiore rispetto al valore del buono, la differenza resta a carico del beneficiario.
I buoni hanno validità di trenta giorni dalla data della consegna.

Art. 6 Rendicontazione
A cadenza trimestrale ciascun Parroco, unitamente al Consiglio Parrocchiale Affari Economici, dovrà rendicontare alla Diocesi l’effettivo utilizzo delle risorse ricevute, mediante invio di tutti i documenti giustificativi.
Nella rendicontazione si dovrà avere cura di specificare e allegare:
· Nuclei familiari destinatari del beneficio e somma erogata;
· Fatture degli esercizi commerciali, corredate dai buoni timbrati e firmati.

Art. 7 Comitato di gestione e valutazione del fondo
Per la gestione e organizzazione del Fondo e la valutazione delle richieste provenienti dalle Parrocchie, è istituito un Comitato Tecnico Diocesano.
Il Comitato ha il compito di vigilare e garantire la coerenza degli interventi in relazione alla destinazione delle risorse del Fondo e in aderenza alle indicazioni del Vescovo Diocesano.
Al Comitato, inoltre, è devoluta la valutazione delle richieste provenienti dalla Parrocchie, nonché la destinazione delle risorse.
Il Comitato promuove l’incremento delle risorse del Fondo, mediante strumenti di raccolta tra persone, enti e istituzioni.
Esso collabora col Vescovo al fine di migliorare l’organizzazione delle Fondo.

Art. 8 Indicazioni finali
Per tutto quanto non espressamente previsto si rimanda alla normativa canonica e civile, nonché alle decisioni che di volta in volta potrà assumere il Vescovo diocesano, nonché alle determinazioni del Comitato Tecnico del Fondo.

Per informazioni
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00
Curia Vescovile
0964.20781




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