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Le riflessioni del Segretario Generale di Caritas Internationalis, Aloysius John

Ricorre oggi la Giornata Mondiale del Rifugiato

di Redazione Web 20/06/2020

Ricorre oggi la Giornata Mondiale del Rifugiato, a seguire la dichiarazione del Segretario Generale di Caritas Internationalis, Aloysius John.

Nel 2019, 33,4 milioni di persone in 145 Paesi sono state costrette a percorrere la dura strada dell'esilio. Vittime di violenza, paura e soprattutto vittime di un sistema ingiusto, sono state costrette a lasciare le loro case per andare incontro ad un destino sconosciuto che comporta difficoltà, dolore, angoscia e traumi. Si sono uniti così alle centinaia di milioni di rifugiati già presenti in tutto il mondo.

In questa Giornata Mondiale del Rifugiato, come può la comunità internazionale non udire le grida di questi rifugiati e sfollati che soffrono in silenzio? Per molti in tutto il mondo, queste persone non hanno un volto né una storia. I rifugiati sono solo numeri o notizie da guardare brevemente sul giornale. Raramente ci preoccupiamo di loro o conosciamo le loro storie che sono storie di sofferenze indicibili, di dolore immane e persistente dolore e soprattutto storie di disumanizzazione.

La pandemia di Covid-19 ci ha insegnato un'importante lezione, la necessità della solidarietà globale per combattere qualsiasi problema affligga l'umanità. Quest'anno, il 2020, ci deve condurre a un nuovo modo di rispondere al dramma dei rifugiati. Come comunità internazionale, l'umanità è stata in grado di organizzarsi contro la pandemia. Allo stesso modo, c'è un urgente bisogno di accogliere i rifugiati con empatia e solidarietà, affrontare le cause profonde del fenomeno migratorio e sviluppare un sistema economico giusto che garantisca loro pari opportunità.

Questa giornata dedicata ai rifugiati ricorda il nostro ruolo e la nostra responsabilità nei confronti del nostro vicino che stato è sradicato dalla sua casa, dalla sua cultura, dalla sua famiglia e dal suo ambiente e vive una tragica quanto dolorosa situazione. Tra loro voglio ricordare i tanti Rohingya, che hanno lasciato le proprie case per essere trapiantati nel vicino Bangladesh dove, nonostante la disponibilità del governo locale a riceverli, sono profondamente vulnerabili, oggi perfino al contagio di Covid 19. E come loro ci sono milioni in altre parti del mondo.

Come Caritas Internationalis, il nostro obiettivo principale è coltivare la fratellanza attraverso l'espressione di cura e amore per i più vulnerabili, e i rifugiati sono tra questi. Chiediamo ai nostri leader politici di prendere decisioni coraggiose per tutelare i rifugiati, in particolare quanti di loro che in molti luoghi del mondo oggi sono vittime di ogni tipo di abuso e violenza. Sono persone umane, con dignità, valori e diritti ed è dovere di tutti noi riceverle a braccia aperte e assicurarci che vivano con dignità.

Come Caritas Internationalis, ogni giorno a stretto contatto con le sofferenze dei rifugiati, chiediamo ai nostri leader politici di intraprendere le seguenti azioni coraggiose e mirate:

- Garantire l'attuazione di politiche che contribuiscano a ricevere i rifugiati in modo dignitoso e sicuro.

- Garantire ai rifugiati beni primari quali cibo, acqua e assistenza sanitaria, consentendo loro di vivere una vita dignitosa.

- Garantire ai rifugiati e agli sfollati interni l'accesso a condizioni di vita sicure specialmente in questo periodo di pandemia.

Aloysius John

Segretario Generale di Caritas Internazionale

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