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L'intervento del candidato sindaco del movimento ''Patto Civico'' che torna sulla questione morale al Comune di Reggio Calabria

Tortorella sulla ''questione morale'' : «Serve cambio di passo»

di Redazione Web 19/06/2020

Nel 2018 si è tenuta in città un’assemblea pubblica proprio sul tema La questione morale a Reggio. Vi ho partecipato e, nell’intervento depositato agli atti, rivolgendomi ai politici presenti, fra l’altro, dicevo: “Vi chiediamo di giocarvi sul cambio di passo, ormai ineludibile, sulla legalità, sul rifiuto delle logiche clientelari e del favore voluto o dovuto. Vi chiediamo ancora una volta di sperimentare realmente la trasparenza e consentire la partecipazione come opportunità per la rinascita del territorio.

Non sono d’accordo con quanti ancora ritengono che la ‘ndrangheta sia marginale e che non servano le inchieste giudiziarie. Né penso che la mancanza di stile di alcuni rappresentanti dello Stato, possa sminuirne la portata dei risultati ottenuti sul territorio. Sono proprio quelle operazioni, unitamente al lavoro del giornalismo più impegnato, a volte minacciato, che hanno permesso di conoscere intrecci, rapporti e connivenze un tempo meno chiari. Al punto che spesso, pur in assenza di un’attività giudiziaria, siamo comunque nelle condizioni di sapere dove si cela il malaffare e ciò dovrebbe essere sufficiente per farci mantenere le distanze. Non vi sono più alibi né per i cittadini, né per le imprese, né per gli amministratori.

Così come, per sperimentare un nuovo modo di amministrare, è indispensabile il rispetto della legalità e delle regole, la scelta dell’etica senza se e senza ma, l’opportunità e la correttezza nei comportamenti che, nel caso di amministratori della cosa pubblica non costituisce solo forma ma sostanza, unitamente alla trasparenza, che spesso manca ed alla partecipazione reale dei cittadini alle scelte politiche, garanzia di democrazia.

Nella nostra città la separazione tra funzione di indirizzo politico ed attività di gestione amministrativa si è dimostrata molto labile. Da anni abbiamo chiesto la rotazione dei dirigenti, specie per i posti di maggiore rilievo e delicatezza, dove con più facilità si insinua il potere, come è emerso in numerose occasioni. Ma è importante anche una seria valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati, incentivando o, al contrario, disincentivando comportamenti ed atteggiamenti che sovente sono d’intralcio alla speditezza ed alla correttezza dei procedimenti. Fra gli strumenti, anche un utilizzo maggiormente stringente del Nucleo di valutazione che di solito ne omologa l’operato, mentre dovrebbe stimare i risultati realizzati, la soluzione tempestiva delle problematiche e la risposta offerta alla popolazione, distinguendo le diverse posizioni.

Questo è il tempo di guidare e controllare i processi, di innovare le procedure, di scegliere la competenza in luogo della faciloneria e dell’inadeguatezza. E’ necessario predisporre cronoprogrammi certi ed attendibili da rendere noti per verificarne il rispetto o conoscere i motivi di eventuali slittamenti. Il Codice degli appalti, con particolare riferimento alla realizzazione delle opere pubbliche, affida ruoli di controllo a precise figure che devono risponderne ad amministratori e cittadini e che solitamente non lo fanno. E altro ancora.

Con riguardo, poi, alla raccolta rifiuti, in atto gestita dall’AVR, sono mesi che si continua a prorogare un servizio che già da tempo sarebbe dovuto essere affidato ad una società in house, la Castore, di cui non si hanno ancora notizie certe. E nessun partito, a nessun livello di governo locale, ha proposto fino ad oggi soluzioni concrete in una materia, quella dei rifiuti, così delicata per gli aspetti sanitari e di decoro urbano ed appetibile per gli enormi interessi economici.

Una società, l’AVR, che è stata posta sotto sequestro ed in amministrazione giudiziaria dopo un’inchiesta che non risparmia esponenti politici né di sinistra, né di destra. Le poste in cambio? Assunzioni e potere. Sarà la giustizia a confermare le accuse, ma l’accaduto dovrebbe far riflettere. Perché ci sono altri metodi per offrire lavoro. Tuttavia la nostra politica non si è mai sperimentata nel creare opportunità concrete. Ed i nostri giovani ne sanno qualcosa. Se si vuole offrire lavoro lo si faccia costruendo filiere sostenibili ed economia circolare.

Nell’esercizio del diritto di voto abbiamo sempre riposto scarsa attenzione alla qualità della azione politica offertaci dai tanti che si sono succeduti negli anni alla guida della città, continuando a scegliere i nostri rappresentanti sulla base dei medesimi criteri di legami e convenienza personale, magari per poi lamentarcene. Oggi la nostra città paga il prezzo di grandi ritardi sia con riferimento alla qualità della vita che allo sfruttamento delle sue potenzialità di sviluppo.

Ce ne ricorderemo quando andremo a votare? Ricorderemo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose subito dal Comune anche a causa delle società partecipate? Ricorderemo chi ha concorso a determinare il buco di bilancio fino a giungere all’attuale pesante situazione debitoria fatta gravare solo sui cittadini? Ricorderemo la scarsa qualità dei servizi offerti?

Se per allora avremo dimenticato tutto ciò e voteremo coloro che hanno direttamente contribuito a portare Reggio a questo stato di fatto, dinanzi ai nostri giovani, ne saremo responsabili quanto loro, in prima persona. Mentre sarebbe bello, finalmente, votare secondo logiche nuove, non clientelari, scegliendo in base a storie di vita alternative e competenze attestate. Scegliamo chi non vive di politica, ma la sceglie come servizio per la città.

Per una volta, proviamo a farlo!

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