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Legambiente con Pendolaria 2016 denuncia ampi divari nord e sud del Paese

Al Sud – 21.9% dei treni dal 2010

di Francesco Bolognese 02/02/2017

Ci sono divari nord sud del bel paese che col tempo addirittura aumentano! Il comparto dei trasporti è, per tanti versi, emblematico; una sorta di paradigma dell’inefficienza, o forse sarebbe il caso di dire, dell’ignavia.. MA tant’è. A “rigirare” il coltello nella piaga puntuale arriva il report Pendolaria 2016 redatto e divulgato da Legambiente. La presentazione non a un caso è avvenuta nel Sud. “Abbiamo scelto di presentare Pendolaria a Palermo quest’anno – ha commentato il vicepresidente di Legambiente – proprio perché sono il Sud e le città le emergenze dei trasporti nel nostro Paese. Cambiare e migliorare la situazione che vivono ogni giorno milioni di pendolari deve diventare una priorità, non solo per ridurre differenze e recuperare ritardi, ma perché è un grande investimento sul futuro del Paese”. Il quadro è alquanto frastagliato. “Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto. Al Sud -21,9% treni dal 2010 e meno che in Lombardia”. Non solo. “La crescita dei pendolari è però un dato con differenze macroscopiche, perché aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi (in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5%) e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido”. Per i vertici di Legambiente, ma non solo, “nelle città e nel Mezzogiorno serve una svolta, mancano progetti e risorse. ” In particolare “occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli.”

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