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Da Reggio Calabria alle acque del Mediterraneo. Per offrire un aiuto a chi scappa da guerre e povertà. Ecco la storia di Isabella Trombetta

Una reggina coi soccorritori «Salvate ben 29mile vite in 4 anni»

di Redazione Web 23/06/2020

Da Reggio Calabria alle acque del Mediterraneo. Per offrire un aiuto a chi scappa da guerre e povertà. Ecco la storia di Isabella Trombetta.

Da dove nasce questa tua esperienza?
Sin dai tempi dell’università mi sono occupata di migrazioni. Subito dopo la laurea in relazioni internazionali a Roma alla Luiss sono tornata a Reggio e ho lavorato negli Sprar di Sant’Alessio e Laganadi. Lí ho conosciuto la realtà di Sos Mediterranee e del soccorso in mare. Nell’autunno del 2017 mi sono imbarcata sull’Aquarius. Sono socia di Sos Mediterranee Italia e adesso sono coordinatrice della comunicazione a terra.

Dopo il caso di Carola Rackete, si è discusso molto di Ong e accoglienza. Che idea ti sei fatta? Perché tanto odio sociale?
Il fenomeno delle migrazioni è molto complesso e troppo spesso viene fatta confusione, e la confusione porta paura, la paura porta odio. Le parole stesse che vengono usate sono confuse: barconi, gommoni, rifugiati, clandestini, migranti economici, ci si dimentica che si parla di persone. E che queste persone quando sono in mare, in pericolo, sono naufraghi, vite. E ogni navigante sa che in mare ogni vita va salvata. A prescindere da chi sia. Lo dice la legge. Sos Mediterranee dall’inizio della sua missione nel 2016 ha salvato più di 29 mila persone, 29 mila vite.

Raccontaci del tuo lavoro per l’Ong Sos Mediterranee. Come siete organizzati? Cosa fate? Quali sono i vostri prossimi impegni?
Sos Mediterranee è innanzitutto la storia di una mobilitazione civile europea senza precedenti messa in moto dalla situazione inaccettabile che si verifica nel Mediterraneo. Quando abbiamo intrapreso il progetto un po’ folle di noleggiare una nave e lanciarci in operazioni di soccorso marittimo, non ci eravamo imposti nessun orizzonte temporale. Il nostro obiettivo era di salvare delle vite in mare. Una sola vita salvata sarebbe bastata a giustificare tutti questi sforzi. Da 5 anni, la mobilitazione civile a terra salva delle vite in mare.

E adesso, col Coronavirus, cosa succede?
La Ocean Viking è attualmente ormeggiata a Marsiglia. Dopo lo sbarco di 276 sopravvissuti il 23 febbraio e una quarantena di 14 giorni della nave e dell’equipaggio a causa dell’epidemia di Covid– 19 in tutto il mondo. Durante questo periodo, Sos Mediterranee ha lavorato per adattare i suoi protocolli e le sue procedure alla sfida di operare in una pandemia globale. Siamo certi che le necessarie precauzioni ci permetteranno di operare nel modo più sicuro possibile.

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