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La realtà di inclusione sociale è stata tirata in balllo in virtù di alcuni stralci dell'inchiesta che coinvolge Avr, politica e la cosca De Stefano

Coop Rom 95 e l'inchiesta 'Helios': «Stupiti di essere coinvolti»

di Federico Minniti 25/06/2020

C’ è aria di mestizia. Il bene confiscato affidato alla Coop Rom 95, nel quartiere Condera, ci apre le porte in un pomeriggio pre– estivo. Ad accoglierci Rom, un cane adottato dagli operai che fa da guida fino agli uffici: affisse ai muri, le foto di una storia d’impegno che per tantissimi anni ha rappresentato un fiore all’occhiello per la Città.

Oggi, «lavoriamo solo con i Raee», ci dice Domenico Modafferi, presidente della cooperativa. Di cosa si tratta? Fuori dai tecnicismi si tratta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che vengono conferiti dai “giganti” dell’hi–tech direttamente al centro di stoccaggio di Condera. Di fronte c’è la nuova Isola ecologica comunale, affidata dall’Amministrazione ad Avr, seppure il progetto – sin dall’inizio degli anni Duemila – è stato condiviso e sognato assieme alla Rom 95.

La cooperativa è tornata a campeggiare sui giornali in virtù dell’Operazione “Helios” attraverso la quale la Dda di Reggio Calabria vuole fare luce sui rapporti tra Comune, Avr e ‘ndrangheta. «Quello che è certo che dopo il 31 dicembre 2017 – ci spiega Modafferi – abbiamo dovuto licenziare metà degli operai, passando da 17 a 9 unità di forza–lavoro». Un ridimensionamento dovuto alla cessazione del servizio di recupero dei rifiuti ingombranti e di conferimento degli stessi presso la Coop Rom 95 da parte dei cittadini, grazie a una convenzione ventennale col Comune e con le aziende che si occupavano, per conto di Palazzo San Giorgio, della gestione del ciclo dei rifiuti. Un servizio che era diventato una routine per i reggini «per l’efficienza, prima ancora per il valore sociale di quello che stavamo facendo», chiosa il responsabile.

Modafferi schiva le domande sull’inchiesta in corso, evidenziando come «non siamo mai stati interpellati da nessuno» neanche come persone informate sui fatti. «Anzi, non nascondiamo – prosegue il presidente della Coop Rom 95 – che leggerci sui giornali ci ha fatto uno strano effetto». Ma cosa si legge in queste pagine di cronaca giudiziaria? Sembrerebbe che l’allora assessore comunale all’ambiente, Giovanni Muraca avrebbe fatto “pressioni” su Avr per prorogare il contratto a favore della Coop Rom 95. Dalle carte a oggi in possesso, questo endorsement dell’assessore sarebbe arrivato tra il marzo e il maggio 2018, quindi qualche mese dopo la cessazione del rapporto tra la cooperativa sociale e l’Avr, gestore del servizio rifiuti per il Comune di Reggio Calabria. L’alternativa, scrivono i pm titolari dell’inchiesta, era quella di assorbire “parte” del personale in esubero. Lo stesso Muraca difendendosi dalle accuse ha parlato di «reato di umanità » di lucaniana memoria. Eppure, accostando quanto emerge dalla cronache giudiziarie e la situazione attuale notiamo come quelle presunte “pressioni” non abbiano sortito l’effetto annunciato: il contratto tra Rom 95 e Avr è cessato. E gli esuberi sono stato comunque mandati a casa. Sì, perché quel 2017 non è passato indenne per la cooperativa falcidiata da risvolti economici di quei licenziamenti e impossibi-litata a trovare delle commesse alternative pur di preservare i livelli occupazionali.

«Siamo stati soli? Sì, e non passa giorno in cui non proviamo a trovare alternative: oggi vorremmo rigenerarci, magari nei servizi di pulizia e sanificazione» dice Modafferi. Parlando con lui, capiamo che quella realtà d’inclusione sociale, va gestita come un’azienda in piena regola. Lo ripete come un mantra: «Prima l’efficienza. La gente non ci sceglie perché diamo uno stipendio a persone in difficoltà». Sul versante giudiziario, non resta che attendere; su quello operativo, invece è tempo di fare: c’è voglia di ripartire. Non è facile, ma fissando le foto del rudere confiscato alla ‘ndrangheta che dal 1999 ha assunto nuova fisionomia (e nuova vita), allora la speranza di riuscirci non è così peregrina.

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