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Il parere di alcuni commercianti reggini sulla fase di lenta ripartenza che anche il settore del commercio sta vivendo

Covid-19, la «normalità anomala» del commercio a Reggio Calabria

di Tatiana Muraca 25/06/2020

L’emergenza coronavirus in Italia ha stravolto non solo la situazione sanitaria del Paese, ma anche ogni aspetto sociale ed economico. Alla luce dei vari mutamenti che dalla fase 1 regolano la vita degli italiani, per alcune imprese reggine si potrebbe delineare un quadro che va da una paurosa ripresa ad una seppur faticosa risalita. Da quanto si evince, per quel che riguarda diverse attività commerciali, ciò che non si è mai perso è l’affetto che lega clientela e boutique. È il caso, ad esempio, di Brand, negozio sul corso Garibaldi, che una giovane coppia ha deciso di lanciare poco prima che l’emergenza coronavirus scoppiasse in Italia.
«Abbiamo aperto ad ottobre 2019 – ci dice Nicla – poi è arrivata la pandemia e ci siamo dovuti fermare. La nostra è una clientela affezionata e da quando siamo tornati in negozio, con tutte le dovute precauzioni del caso, ci stiamo impegnando per risalire la china, guardando al futuro con ottimismo».
Una risalita che ha portato anche a reinventarsi. È il caso di Laura De Stefano, che per il negozio Color In Motion, sta riattivando un motore prima dormiente, «quando fabbricavamo da soli i nostri abiti». Spinta che nasce dalla solidarietà: sin dalla fase 1, Laura si è dedicata a fabbricare con gli orli dei vestiti fantasiose mascherine, dapprima donate gratuitamente a chi ne avesse bisogno. «Avevo creato un apposito post su Facebook . Da lì, questa lavorazione sta tuttora continuando. Cuciamo mascherine abbinate ai vari outfit esposti in vetrina che la cliente può personalizzare. La personalizzazione è la nostra arma vincente, per una clientela ci aspettava a braccia aperte. La crisi c’è – conclude Laura – ma piangersi addosso serve a poco. Dobbiamo avere la forza anche di cambiare. Per esempio, in questo periodo ho imparato a sfruttare di più i social network a fini commerciali».
Un cambiamento a cui si fa trovare pronto Paolo Destefano, dei Fratelli Destefano. «Non vedevamo l’ora di riaprire – ci dice – Anche se è la prima volta che ci capita di dover lasciare le persone sulla porta». Come tutti, il noto negozio del centro si è dovuto adattare alle nuove norme: ingressi contingentanti in base alla metratura, igienizzazione e obbligo di mascherine. La gente è bene informata e continua a rispettare le norme, salvo rari casi. Sul business stiamo lavorando, nella speranza che il trend si mantenga e che i saldi vengano traslati quantomeno al mese di agosto. L’attività sembra procedere normalmente in una situazione anomala. Ci auguriamo il meglio». 

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