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Nell'estate 2020, torna alla ribalta il turismo lento e di prossimità e cambia la concezione di viaggio nella pandemia

Vacanze «lente» contro la crisi, verso il turismo di prossimità

di Tatiana Muraca 01/07/2020

La stagione turistica 2020 sarà quest’anno all’insegna di restrizioni e limitazioni debitamente imposte dalla situazione di emergenza sanitaria che l’Italia e il mondo stanno vivendo. Ciò non impedisce al turismo di fermarsi. Adattamento è la parola chiave contro la crisi, per chi durante questa bella stagione vorrà e potrà spostarsi verso mete vacanziere. Ora come non mai sta tornando alla ribalda il cosiddetto turismo lento o “slow tourism”, contiguo a quello di prossimità. Due modalità di viaggiare che ben si delineano in tempi di coronavirus, ma che hanno iniziato a svilupparsi già negli anni passati con la riscoperta dell’ambiente circostante e la predilezione di esperienze prettamente umane, con il soggiorno in strutture vicine o ecosostenibili. Il lockdown ha portato ad una rivoluzione delle abitudini quotidiane di ciascuno di noi, da nord a sud, ma soprattutto ha del tutto cambiato il ritmo di vita. Il viaggio inteso come riscoperta della natura, andando incontro all’imprevedibilità, porta a rallentare i ritmi, sganciandoci dalla frenesia a cui eravamo abituati e immergendoci dentro mondi a noi vicini, ma poco esplorati. È il caso del Cammino Basiliano in Calabria, che sulle orme del già noto Cammino di Santiago, importa in una regione da sempre meta estiva di relax e divertimento l’innovazione nel vivere non più la vacanza, ma il viaggio. Il turismo di prossimità riprende un modello già usato tra anni ‘50 e ‘60, quando il comparto aveva deciso di non rivolgersi solo ai ceti abbienti offrendo soggiorni lunghi in località di villeggiatura, ma aveva iniziato a coinvolgere interi nuclei familiari in esperienze di viaggio più brevi verso mete più vicine a casa, con spostamenti rapidi e dall’approccio dinamico. Un turismo ecologico: non per niente, durante i mesi di quarantena l’ambiente ha respirato e si è ripopolato di esemplari unici; l’assenza dell’uomo ha dato respiro al polmone del mondo. La natura incontaminata sarà, o dovrebbe essere, così più apprezzata e preservata, anche nella sua libera esplorazione da parte dei viaggiatori. Vivere con calma, inoltre, significa anche allenare i 5 sensi a più stimoli possibili, sentendoci liberi di abbandonarci alle esperienze più disparate, tralasciando stereotipi e abitudini prima consolidati. La tradizione farà da padrona indiscussa in cammini e viaggi dal sapore unico di un passato immerso nel presente, di tesori che ora più che mai devono essere lasciati liberi di esprimersi nei loro luoghi naturali. Per tutte queste ragioni, sta emergendo che le tappe preferite risultano essere i piccoli e suggestivi borghi italiani, i parchi e le aree protette di un territorio variegato e caratterizzato da biodiversità e specie naturali uniche al mondo. Una fruizione che non sa solo di un’esperienza collettiva, ma che si può godere anche nel piacere dell’avventura individuale. Costituiscono una via preferenziale anche mete marine: lunghe passeggiate sulla costa, distese di sabbia dove poter dedicare del tempo alla propria persona, lontani dal caos delle discoteche e dei ritrovi della movida, quest’anno messi a dura prova dalle normative del Governo. Per una vita in spiaggia più sicura, ovviamente, anche gli stabilimenti balneari si sono adattati alle nuove condizioni: distanziamento obbligatorio per quanto riguarda le postazioni degli ombrellini e dei tavoli e divieto di qualsiasi attività che possa creare assembramento, come beach volley o beach soccer. Privilegiati, invece, gli sport tranquilli e individuali in acqua, come il nuoto, il surf, windsurf, kitesurf, canoa, attività subacquea e quant’altro. Dal mare alla montagna, dunque, via libera alle prenotazioni in agriturismi, bed and breakfast, ostelli e strutture immerse nella natura più incontaminata. Il Cammino Basiliano è tutto questo, con l’aggiunta di una buona dose di imprevedibilità e fede interiore.

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