accedi | registrati | 6-8-2020

La regione si conferma ai primi posti in Europa per abbandono scolastico e alta incidenza di Neet

Giovani in Calabria, futuro incerto: troppi non studiano più

di Redazione Web 08/07/2020

Ci sono due fenomeni indicativi della povertà educativa che fotografano l’attuale situazione che vive la Calabria e che mettono a rischio anche lo sviluppo futuro della regione. Sono l’alto tasso di abbandono scolastico e la fortissima incidenza di Neet presenti in Calabria. Per entrambi i fenomeni la regione risulta al secondo posto subito dopo la Sicilia per l’alta percentuale che si registra tra i giovani residenti.
Stando ai dati Eurostat, rilanciati dalla piattaforma Openpolis, oltre tre giovani su dieci tra i 18 e i 24 anni in Calabria non lavora, non è alla ricerca attiva di un’occupazione né studia né sta intraprendendo alcun percorso formativo. Si tratta del fenomeno cosiddetto Not in education, employment or training (Neet) che interessa appunto il 36,7 per cento dei giovani calabresi.
 
Un dato allarmante che si somma a quello dell’abbandono scolastico tra i giovanissimo che lasciano gli studi prematuramente senza neppure conseguire un diploma. Anche su questo fronte la Calabria risulta al secondo posto con il 19 percento di giovani che resta solo con la licenza media.
Una circostanza che così crea un mix devastante per le giovani generazioni e spiega anche l’alta incidenza della disoccupazione giovanile che si registra in Calabria. Fenomeni interconnessi, secondo gli esperti, e caratteristici di ragazzi che vivono in contesti di disagio sociale e che così non consentono loro di recuperare il gap con i coetanei compromettendo anche qualsiasi possibilità di riscatto futuro.

In Calabria come nelle altre regioni del sud Italia, infatti, l’ascensore sociale è praticamente bloccato da tempo e gli ultimi dati non fanno che confermare questo trend negativo. D’altronde giovani che abbandonano non solo gli studi ma che lasciano qualsiasi percorso formativo difficilmente riusciranno a trovare lavoro con la conseguenza inevitabile di incrementare il numero di persone che rischiano di “bruciare” anzitempo il loro futuro lavorativo e ovviamente anche quello economico e sociale. Trascinando con se, vista l’alta incidenza registrata, anche l’intera economia locale.
Fenomeni che come si rileva dai dati Eurostat interessano soprattutto le regioni del Sud con la Calabria al secondo gradino. Un aspetto che così finisce anche per incrementare la forbice con le aree più ricche del Paese.

Se a questo si aggiunge che, come evidenzia il report, l’Italia è tra i Paese dell’Unione europea più colpiti dai due fenomeni se ne deduce che il Sud e la Calabria in particolare continua a scivolare sempre più in basso delle graduatorie europee dove è più alto il tasso di povertà educativa. Un vortice che allontana sempre più la regione dall’Europa. Compromettendone le potenzialità future.

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