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A tu per tu con Spirlì sul tema della cultura e dei Beni culturali nella regione Puntare alle eccellenze al di là delle polemiche e della crisi economica

Valorizzare le ricchezze di un territorio «di omerica memoria»

di Redazione Web 11/07/2020

di Davide Imeneo - In un periodo in cui la crisi sta logorando l’economia locale, il settore del turismo, così come quello dei beni culturali, risentono in maniera particolare dell’emergenza Covid. Si innestano, inoltre, nuove dinamiche, che fanno della Calabria una terra al centro di diversi dibattiti sul tema della ‘ndrangheta e della malapolitica.

Ne abbiamo parlato con il vicepresidente della Regione Calabria con delega alla cultura, Nino Spirlì: «La mia Calabria con i suoi 800 chilometri di costa, ha delle specificità uniche – esordisce il vicepresidente – dalle ampie spiagge di sabbia bianca e fine, fino ai mitici scogli di omerica memoria. Oltre al mare, un tesoro inaudito di beni culturali, fruibili e disponibili alla visita. Nonostante, infatti, la critica condizione in cui versano i tesori dell’arte in buona parte del Paese, la Calabria ritrova in questi giorni una dignitosa gestione dei propri tesori. Oltre una dozzina di identità compongono il “sangue” e l’anima calabrese: ciascuna di esse ha lasciato ampie tracce del proprio passaggio. Oggi ci sforziamo di presentarne molte al pubblico…

Tra i tanti beni culturali della nostra Regione, molti sono di proprietà ecclesiastica. Secondo lei la Chiesa può giocare un ruolo nel rilancio culturale della Calabria? Se si, quale? La Chiesa cattolica offre da sempre accoglienza agli artisti. Tramite loro e la loro missione di presentano agli altri da due millenni, opere di pura bellezza. Chiese, monasteri, santuari, sono forzieri di veri tesori. Sculture, tele, libri antichi, mosaici, ori e argenti, di preziosissima fattura, offerti a Dio, accompagnano il cammino di fede dell’uomo, ispirando buoni sentimenti. La Chiesa ha grandi possibilità di aiutare a tracciare un nuovo e più fruttuoso sentiero nel godimento dell’arte e della cultura.

Come giudica la querelle Easyjet? La Calabria brutta, sporca e cattiva non è mai esistita. Semmai, come in tutti i Paesi del mondo, esiste anche in queste contrade, il rurale ed il bene. Io parlo del bene. Il male lo lascio a chi se ne interessa particolarmente. EasyJet è un brutto capitolo del quale si è troppo parlato, così come del goffo e maldestro tentativo di Davi di coinvolgere i sindaci della locride in una meschina comparazione fra le bellezze della Calabria e quelle delle altre regioni d’Italia. Nelle mie preghiere quotidiane, ricordo a nostro Signore l’Italia tutta, e non porzioni di campanile. C’è un “non–detto” in Calabria.

Qualcuno dice che a furia di parlare di mafia, tutto diventa ‘ndrangheta. Un bel danno di immagine. Lei di che opinione è in merito? A parlare di malavita devono essere i magistrati, forze dell’ordine, istituzioni. Assegnare ad incontrollate frange di cittadini il “diritto” di concionare, senza solide basi, di un tale delicato argomento, rischia di confondere la gente e la verità. La Calabria non è ‘ndrangheta, ma la ‘ndrangheta è anche in Calabria. Lo Stato lo sa e sta provvedendo, con grande successo, a sterminarla. Sempre più spesso la magistratura sta svelando intrecci tra ndrine e politica. Cosa possono fare i partiti per emendarsi dalla malapianta? La malapolitica è strettamente legata alla malavita e alle deviazioni di forme associative di ogni genere. Nel mezzogiorno d’Italia, poi, questo cancro si è espanso fino alle metastasi. È urgente un cambio generazionale e una pulizia profonda.

Molto è già stato fatto, ma non bisogna abbassare la guardia, mai. Confesercenti ha dichiarato che il 10% dei commercianti calabresi non riapriranno. Quale aiuto da parte della Regione? Commercio e artigianato, così come la “gente dell’arte e della cultura”, sono fruitori di attenzioni concrete da parte di questa Giunta. Essendo mie “deleghe”, ho deciso di dar vita fin dal primo istante, a tavoli di lavoro permanenti con i rappresentanti delle categorie. Ogni decisione presa fino ad ora è stata condivisa con loro. A oggi, sono già stati liquidati i primi 3mila beneficiari, fra artigiani e commercianti, che hanno risposto al bando “Riapri Calabria”. Analoghi bandi, per artisti e lavoratori della cultura. Purtroppo, alcuni hanno patito in maniera più grave la crisi Covid. Mi auguro di poter intervenire in loro aiuto.

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