accedi | registrati | 25-10-2020

Tratti in arresto dai carabinieri padre e figlio: avevano allestito una sofisticata piantagione formata da 49 piante di canapa

Taurianova, un bunker per coltivare marijuana: due arresti

di Redazione Web 17/07/2020

Nel corso di uno specifico servizio volto alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, i carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova e di Taurianova, insieme ai colleghi Cacciatori dello Squadrone Eliportato di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto Recupero Marco, 33enne pluripregiudicato di Taurianova e il padre Recupero Salvatore 62enne, in quanto ritenuti responsabili in concorso dei reati di coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana e furto aggravato di energia elettrica.
In particolare, i militari avendo fondato motivo di ritenere che i due arrestati coltivassero sostanza stupefacente, hanno svolto una perquisizione in una loro proprietà rurale di Taurianova, ben protetta da muri perimetrali e da un professionale sistema di videosorveglianza. Oltre a varie buste con marijuana già essiccata, due piante di cannabis alte circa 80 cm e vari strumenti di pesatura e preparazione della sostanza, il tutto trovato in superficie, i carabinieri hanno notato una anomala botola che portava in un sotterraneo. Una volta aperta, scesi di qualche metro con una improvvisata scala e superata una porta in ferro, i militari si sono trovati davanti una sofisticata piantagione composta da 49 piante di canapa con una altezza di circa 80 centimetri l’una, in pieno stato vegetativo, con annesso impianto di ventilazione, illuminazione, aerazione e irrigamento automatico, nonché costosi dispositivi di temporizzazione. Le pareti erano coperte anche da alluminio per mantenere la temperatura e le condizioni interne ottimali. Una sorta di “bunker” dove però non era nascosto un latitante ma cresciuta una piantagione di marijuana ad alta produttività. Le piante, lo stupefacente e tutti i dispositivi rinvenuti sono stati sequestrati, e la sostanza sarà sottoposta ad analisi tossicologica. Una volta messa sul mercato illegale, i numerosi chili di marjuana potenzialmente prodotta e venduta al dettaglio al grammo, avrebbe fruttato diverse decine di migliaia di euro.
Tale professionale e dispendioso impianto era inoltre alimentato abusivamente mediante un collegamento alla rete elettrica pubblica, immediatamente verificato e disattivato da personale tecnico intervenuto. Successivamente, le operazioni di perquisizione sono state estese presso le rispettive abitazioni dove è stato individuato un ulteriore allaccio abusivo alla rete elettrica che alimentava sia l’abitazione di Recupero Salvatore, sia un vicino esercizio pubblico di alimenti – Panetteria a lui riconducibile.
I due quindi, sorpresi nel terreno della piantagione e titolari delle forniture di energia elettrica illecitamente asportata anche per far crescere le piante, sono stati tratti in arresto in flagranza dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova e il trentenne pregiudicato condotto in carcere, mentre il padre ristretto ai domiciliari fino al giudizio di convalida, a seguito del quale, il Giudice del Tribunale di Palmi ha convalidato gli arresti e confermato il carcere per Recupero Marco e gli arresti domiciliari per il padre.

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2020 ©avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative