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Intervento del ministero dell'Economia e Finanze per venticinque milioni di euro

Il governo prova a sostenere le famiglie "taglieggiate"

di Francesco Bolognese 08/02/2017

Venticinque milioni di euro per “sostenere imprese e famiglie a rischio di usura”: è la “posta” messa in bilancio dal Ministero dell’economia. Le risorse sono state erogate “attraverso il Fondo di prevenzione dell'usura istituito presso il Dipartimento del Tesoro, a 36 associazioni e fondazioni del Terzo Settore e a 125 Confidi che a loro volta la destineranno a garanzia di finanziamenti a favore di famiglie e imprese che versano in condizioni di difficoltà economica e sono maggiormente esposte al rischio di cadere nella rete degli usurai. " Il fenomeno dell’usura ha assunto proporzioni gigantesche nel bel paese, complice l’avversa congiuntura economica. Gli studi dell’Eurispes non lasciano adito a dubbi.. Ammonta a “37,25 miliardi di euro nel 2015 il capitale prestato ad usura a famiglie e imprese che sommato ad almeno 44,7 miliardi di capitale restituito come interesse arriva ad un business totale annuo di quasi 82 miliardi di euro”. Dietro questi numeri ci sono uomini, donne, famiglie che vivono nell’angoscia. Tra gli aguzzini ci sono innanzitutto le “organizzazioni criminali che attraverso l’usura riciclano denaro sporco e ottengono facili ed ingenti guadagni” e, non di rado, “si impossessano di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti, divenendo dapprima soci e in seguito veri e propri proprietari”. Ma i “cravattari” sono anche altrove. “Oggi sappiamo che la figura dell’usuraio non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma è presente anche tra gli “insospettabili”: negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l’indebitamento di famiglie, commercianti ed imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti difficoltà di accesso al credito bancario. Ed è nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto”. L’Eurispes ha realizzato l’Input (Indice di Permeabilità dell’Usura nei Territori) incrociando “23 variabili socio-economiche per rappresentare la permeabilità o la vulnerabilità di una data provincia rispetto al fenomeno usura”. Ne è scaturito che il rischio di permeabilità del territorio nazionale “è pari a 44,0”. Alla luce di tutto ciò “le regioni a maggior rischio usura sono quelle meridionali e insulari, ma il fenomeno sembra propagarsi, su scala geografica, anche nel Centro Italia, attestandosi su di un livello di rischio medio-alto”. Di seguito le province a maggior rischio usura: Parma (100), Crotone (96.79), Siracusa, Foggia, Trapani, Vibo, Palermo, Avellino, Catania, Caltanissetta, Potenza, Napoli, Catanzaro, Sassari, Caserta, Reggio Calabria (72.04), Cosenza (71.72).

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