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Ricorre in questi giorni il cinquantesimo anniversario dalla fondazione del giornale voluto, nel '70, dal parroco del tempo, don Demetrio Cutrupi

«Eco di Mosorrofa», mezzo secolo per il periodico parrocchiale

di Redazione Web 21/07/2020

Il cinquantesimo anniversario di fondazione di un periodico costituisce un’occasione preziosa per la comunità di cui è espressione. Nel mese di marzo, era stato organizzato un apposito convegno con illustri relatori per celebrare l’avvenimento  poi purtroppo annullato a causa della pandemia in corso.  In queste righe, per quanto possibile, cercherò di ricordare i momenti e le tappe più significative di un percorso che ha visto protagonisti tanti giovani e adulti della nostra comunità  sperando non solo di suscitare in chi legge vecchi ricordi, ma anche di infondere nuovi stimoli all’attuale redazione, che pur tra mille difficoltà, porta avanti l’opera iniziata dal fondatore don Demetrio Cutrupi nel lontano 1970 assieme ad alcuni giovani universitari, divenuti poi professionisti esemplari nel mondo del lavoro.

Il primo numero, Direttore il sac. Demetrio Cutrupi, venne stampato con ciclostile “Gestetner” e diffuso nel gennaio del 1970 in circa 200 copie, di cui 80 per gli emigrati. La redazione, oltre al direttore, era così composta: Redattore capo, Giuseppe Bruno, attuale professore universitario, collaboratori erano Santo Cozzupoli, Pasquale Libri e Mimmo Suraci, altri si occupavano di battere le matrici tra cui Demetrio Sgrò e Felicia Plutino.. Nell’articolo di presentazione, tra l’altro, si legge: Un gruppo di giovani di Mosorrofa ha deciso di giocare all’eco. Vogliono trasferire questo gioco in un giornalino locale. Raccolgono le voci della nostra cittadina, inviarle in paese e fuori nella speranza che vengano seguite e ricambiate con altre voci. L’Eco vuol’ essere una trasmittente -ricevente. Un dialogo che vorrebbe raccogliere Intorno a sé tanti interlocutori. Comunicare notizie, riflessioni e impressioni e riceverle per diffonderle. l’Eco si incarica di essere il portavoce. Sarà modesto, semplice, lineare. Non farà discorsi, non si atteggerà a maestro, pur avendo e presentandosi con le proprie idee. Agilità e spontaneità lo caratterizzeranno. Cinepresa della vita del paese. Aperto a tutti a servizio di tutti. La sua caratteristica è l’informazione. Non ha pretese, vuole essere solo un esperimento. Nasce solo da una forza di volontà. Se ti interessa, chiedilo. Non lo distruggere sul nascere. Potresti sopprimere un germe di vita. Lascialo almeno crescere. Poi se lo meriterà, stroncalo pure. Non ti macchiare del sangue di un neonato. Saresti troppo crudele

Tra i collaboratori nei numeri successivi figurano: Demetrio Pellicanò (poi assessore al Comune di Reggio Calabria), Demetrio Casile (prof. di disegno, scrittore e regista) il compianto Antonino Iero di Pietro, l’altro Ninetto Iero, Salvatore Nicolò che funge da archivista. Rovistando negli archivi scopro anche un mio primo articolo su Eco ad appena dieci anni di età, datato marzo 1971. La copertina, opera di Giuseppe Chirico “Fochista”, raffigura su sfondo celeste la chiesa parrocchiale insieme a una tromba che diffonde le note che ritornano come eco dalla chiesa alla piazza. Tra i collaboratori vi è anche è Peppino Nicolò che si occupa di sport, in particolare della neonata compagine calcistica A.S.  Mosorrofa. Vengono stampati ben 12 numeri con cadenza mensile.

Nel 1972, oltre a diversi emigrati, anche le ragazze cominciano a scrivere: Tina Zema, Franca Suraci e Domenica Naimo curano uno spazio dal titolo “L’angolo femminile.” Vengono stampate 350 copie nel febbraio 1972 di cui 150 fuori paese.  Tra i collaboratori del triennio 1970-72 vi sono anche il compianto Nino Suraci e Pepè Russo (che si occupa di cruciverba e passatempi). A chiusura del triennio, nel dicembre 1972, le copie diventano 430, di cui 180 spedite In Italia e all’estero.

Nel 1973 Guseppe Bruno lascia l’incarico di redattore capo e gli subentra Demetrio Pellicanò. In quell’anno Pepè Chirico realizza un’altra storica copertina e si raggiungono le 500 copie mensili. Nel 1974, dopo una breve crisi di qualche mese, Eco riprende con una nuova copertina a cura di Demetrio Casile di Sala che raffigura uno strillone con in mano l’Eco di Mosorrofa. Tra i collaboratori si aggiungono Franco Nicolò, Pasquale Nucara, Fancesco Russo. Il 31/12/1975 dopo cinque anni, con grande rimpianto cessano le pubblicazioni.

Nel febbraio del 1978, in sua sostituzione, nasce “La Voce mosorrofana” di Pasquale Nucara che cessa le pubblicazioni con la rinascita del nuovo” Eco di Mosorrofa” che avviene nel gennaio 1981, ancora ad opera del gruppo giovani di Azione cattolica. La copertina di Casile viene sostituita, nel 1984, da quella a colori di Andrea Larocca che raffigura la chiesa e la piazza. La redazione e così composta: Direttore Don Demetrio Cutrupi, redattore capo Pasquale Crucitti poi i redattori: Mimmo Sorgonà, Mimi’ Sorgonà, Pasquale Nucara, Carmelo Palmisano, Pasquale Andidero, Nino Brigandì.  La stampa è curata da Agostino Giordano, Giuseppe Caridi, Ninetto Plutino, Demetrio Sorgonà e Giuseppe Andidero, Nino Ciancia e Franco Nicolò. I disegni sono di Pepè Chirico “fochista” con Sebastiano Fotia che cura i titoli.

Parte con 400 copie, viene pubblicato a puntate il “Vocabolario Mosorrofano- Santagatino” del compianto prof. Pasquale Crucitti che riscuote notevole successo nell’ambiente culturale reggino. Nel 1982 comincia  a scrivere Orlando Sorgonà che poi entra a far parte della redazione insieme a Diego Plutino. Scrive con continuità il prof. Giuseppe Taglieri. Scrive per Eco il suo primo articolo l’illustre prof. Domenico Minuto che invita i mosorrofani a conservare i “livari du Maisciu “il mascherone della fontana di “Puzzu” e a registrare i canti e le novene in dialetto. Scrivono anche il prof. Domenico Martino e il prof. Franco Mosino.

Nel 1983 con l’iscrizione del direttore don Cutrupi all’albo dei giornalisti viene legalizzata la pubblicazione con l’iscrizione al Tribunale di Reggio e relativa autorizzazione dello stesso; vengono stampate circa 700 copie, migliorata la grafica e si vive sempre del contributo dei lettori; redattore capo, diviene, nel settembre 1983, Carmelo Palmisano. Nel 1985 si decide l’abbonamento postale, poi nel 1987 causa malattia del direttore, vengono nuovamente sospese le pubblicazioni. Don Cutrupi ha rilegato i volumi sia per l’archivio parrocchiale che per l’archivio diocesano cui tuttora viene inviato, come pure all’Archivio di Stato e alla Biblioteca comunale.

Le pubblicazioni riprendono nel 1992 con direttore il nuovo parroco don Domenico Labella, redattore capo Pasquale Crucitti. I redattori sono: Demetrio (Mimmo) Sorgonà, Orlando Sorgonà, Pasquale Andidero, Agostino Giordano, Carmelo Palmisano. Successivamente entra a far parte della redazione Franca Nucara di Sala. Nel 2014 Redattore capo diventa Demetrio (Mimmo) Sorgonà redattori Orlando Sorgonà, Agostino Giordano, Pasquale Andidero, Mimmo Suraci, Antonella Sorgonà, Fabrizio Casoria, Sebastiano Citrone, Angelo Suraci, Paola Crea, Francesco Ventura e Giuseppe Russo. Della stampa si occupano Mimi D’amico e don Mimmo. Oggi Eco viene stampato e diffuso in 1200 copie di cui oltre 400 in Italia e 24 all’estero, in particolare viene inviato ai tanti emigrati mosorrofani ed anche, come è stato fin dall’inizio, ad associazioni culturali reggine, all’Archivio di Stato e alla Bibiloteca comunale di Reggio Calabria, oltre, naturalmente, all’archivio della Curia Arcivescovile. Si sta valutando, se pur conservando l’edizione cartacea stampata in proprio, sia opportuno dare vita anche a una pubblicazione on- line.

L’augurio comunque e che il periodico, pur nella sua semplicità, conservi sempre lo spirito dei fondatori, quale strumento di crescita, dialogo e confronto.

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