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Dalle colonne di Famiglia Cristiana la riflessione dell'arcivescovo Ordinario militare per l'Italia, originario di Reggio Calabria

Monsignor Santo Marcianò interviene sui fatti avvenuti a Piacenza

di Redazione Web 31/07/2020

Monsignor Santo Marcianò, arcivescovo Ordinario militare per l’Italia e originario di Reggio Calabria, interviene sui fatti avvenuti nella caserma dei Carabinieri di Piacenza attraverso un editoriale apparso sul settimanale Famiglia Cristiana. «Una parola – scrive mons. Marcianò - mi risuona dentro mentre, in questi giorni, si susseguono notizie e reazioni legate al gravissimo episodio della caserma dei Carabinieri a Piacenza: “responsabilità”».

In un momento così difficile per la nostra Nazione e per il mondo, l’evento è più sconcertante perché gravato da una corruzione che mina proprio la responsabilità, qualità necessaria agli uomini delle istituzioni, delle Forze armate e Forze dell’ordine, non solo sul piano operativo ma come tratto umano; e credo che la fiducia dei cittadini italiani si radichi, in gran parte, proprio sul fatto che viene riconosciuto ai carabinieri un grande senso di responsabilità, nei confronti dei luoghi e della gente».

L’arcivescovo cita poi papa Francesco quando definendo gli uomini dell’Arma come i «Carabinieri della gente». Perché, scrive Marcianò «Essi sono parte delle nostre città e paesi, delle nostre famiglie. Essi sono “famiglia” che sente la responsabilità dei cittadini e, ancor prima, dei propri membri». Una divisa che è anche e soprattutto «vicinanza nelle difficoltà, pensiamo al sostegno agli orfani e alle vedove».

Citando i tanti caduti dell’Ama durante la recente pandemia «deceduti in servizio per difendere quei valori che questi pochi hanno tradito, ovvero per assumersi le proprie responsabilità, fino in fondo» aggiunge Marcianò: «Occorre, ora, lasciar spazio alla giustizia, perché venga riconosciuta, ai pochi colpevoli, la responsabilità di un crimine da punire, evitando pericolose generalizzazioni e salvando, dal fango l’impegno serio, talora eroico, di tanti nell’Arma».

L’Arcivescovo chiede a tutti «una profonda riflessione educativa, un vero e proprio esame di coscienza che, in una cultura sempre più tesa alla deresponsabilizzazione e al relativismo, ritrovi nella responsabilità il frutto della libertà umana e riconosca come l’agire umano del singolo non sia mai senza conseguenze per la comunità».

La responsabilità – chiosa - «è la cifra del valore che donne e uomini giusti, e società davvero civili, attribuiscono al rispetto della dignità della persona e della vita umana, alla salvaguardia del creato e del bene comune, alla promozione della legalità e della pace. Uomini e donne giusti, società e comunità davvero civili: come l’Arma e i suoi Carabinieri».

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