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Intersos attesta che in un anno sono stati uccisi 125 operatori umanitari e offre il suo sostengo alla campagna Onu #RealLifeHeroes

Aiuti umanitari, Intersos: «In un anno 483 attacchi ad operatori»

di Giovanna Pasqualin Traversa 19/08/2020

Oggi si celebra la Giornata mondiale dell’aiuto umanitario. Mai come quest’anno, la ricorrenza cade in una fase di profonde incertezze e nuove sfide per il sistema umanitario, chiamato a confrontarsi con una pandemia senza precedenti. Per esprimere il proprio sostegno a tutti gli operatori umanitari impegnati in prima linea nelle più gravi emergenze, Intersos sostiene la campagna mondiale lanciata da Ocha, l’Agenzia Onu per gli affari umanitari e dedicata ai #RealLifeHeroes, non supereroi, ma persone normali, impegnate in situazioni straordinarie per portare aiuto ai più vulnerabili.
Lo scorso anno, gli operatori umanitari che hanno subito attacchi violenti sono stati 483, un altro numero record. Di questi, 125 sono stati uccisi, 234 feriti e 124 rapiti.
«Si tratta spesso di violenza premeditate – sottolinea il segretario generale Intersos, Kostas Moschochoritis - Violenze perpetrate da gruppi armati e milizie, così come da eserciti di Stati sovrani. Attacchi che hanno un obiettivo chiaro: i principi inviolabili dell’azione umanitaria, indipendente da ogni condizionamento esterno, neutrale e imparziale».
In testa alla classifica dei Paesi con il più alto numero di attacchi si colloca, per la prima volta, la Siria, con 36 vittime nell’ultimo anno, la maggior parte delle quali provocate da bombardamenti aerei ed esplosioni. Un triste primato che, per molti anni, era appartenuto al Sud Sudan. Tra il 2019 e il 2020 le persone bisognose di assistenza umanitaria sono passate da 131,7 a 167,6 milioni, 35 milioni in più dell’anno precedente; il numero di persone sfollate e rifugiate ha superato i 70 milioni, mentre i fondi necessari a garantire gli interventi sono cresciuti da 21,9 a 28,8 miliardi di dollari.
«Necessari ma molto lontani dalla cifra realmente disponibile – sottolinea Alda Cappelletti, direttrice programmi Intersos – e questo prima della pandemia di Covid-19, che ha fatto esplodere nuovi bisogni. Un dato per tutti: il World Food Programme prevede che le persone costrette ad affrontare condizioni di insicurezza alimentare acuta possano raddoppiare, raggiungendo i 265 milioni». Da 27 anni, Intersos è l’organizzazione umanitaria italiana in prima linea nelle emergenze. L'ultimo intervento è stato avviato in questi giorni, a sostegno delle persone colpite dall’esplosione che lo scorso 4 agosto ha distrutto il porto di Beirut, provocando oltre 200 morti e 300mila sfollati.

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