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L’arcivescovo Santo Marcianò riflette sul provvedimento di estendere la possibilità dell'aborto chimico fino alla nona settimana di gestazione

Aborto, Marcianò: «Insistere sul diritto alla vita»

di Redazione Web 21/08/2020

«L’aborto è il più grande distruttore della pace oggi», esordendo con queste parole di Madre Teresa di Calcultta, l’arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia e originario di Reggio Calabria, scrive su Avvenire nazionale un’accorata riflessione circa il provvedimento del ministro alla Salute Roberto Speranza di estendere la possibilità di abortire con la pillola fino alla nona settimana di gravidanza, nonché di consentire la procedura in regime ambulatoriale o di day hospital senza più bisogno di ricovero.

Tutto questo, «rende sempre più accessibile l’aborto che Madre Teresa definiva “una guerra diretta”», aggiunge Santo Marcianò, ricordando l’enorme spirito di umanità e carità che ha da sempre animato l’azione della santa di Calcutta, anche e soprattutto nei confronti delle donne e dei bambini in difficoltà.

«Non si può dire – afferma - che le sue fossero parole di chi giudica il prossimo senza misericordia e chiude la porta a chi ha sbagliato, senza adoperarsi instancabilmente per rimuovere le cause remote e prossime dell’aborto, spesso sostituendosi al compito dei governanti in Nazioni povere quanto in Paesi ricchi».

Riproponendo l’esempio di Madre Teresa, Marcianò definisce l’aborto un dramma, considerando la pillola Ru486 una rischiosa procedura per la salute e la vita sia della madre che del figlio. Come Madre Teresa è stata sempre aperta ad accogliere le donne, le famiglie, i bambini e i giovani, con lo stesso spirito per Santo Marcianò si dovrebbe continuare ad insistere sul diritto alla vita e sull’assistenza delle donne in difficoltà, promuovendo le adozioni, l’insegnamento dei «metodi naturali di pianificazione familiare» e l’«amore reciproco senza distruggere la vita che Dio ha creato in noi».

Per il reggino Santo Marcianò, il provvedimento del ministro della Salute non fa altro che riconsegnare la donna alla solitudine dell’aborto che la legge 194 voleva contrastare.

«Neppure l’angoscia dei mesi scorsi – prosegue, facendo riferimento all’epidemia da Coronavirus - sembra aver riportato l’intangibilità della vita umana al centro della politica, dell’economia, della legge, della cultura». Riallacciandosi, poi, alle parole di papa Francesco pronunciate in occasione del meeting di Rimini sullo stupore, Santo Marcianò si appella proprio alla meraviglia della vita, da preservare ad ogni costo insieme allo stupore, un sentimento che consente di «fermarci e rinascere: di contemplare senza distruggere, di rispettare e custodire». Ma lo stupore, per Marcianò, si può davvero gustare solo riconoscendo «il dono della vita di ogni creatura, di ogni bimbo che, alla nona settimana o al primo istante nel grembo, indica al mondo la via dell’amore, della giustizia, della pace».

Leggi qui l'articolo su Avvenire: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-lotta-contro-il-covid-la-resa-all-aborto-chimico

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