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In questi giorni, suor Piera - consacrata che vive il servizio ai fratelli ospedalizzati - festeggia il 50esimo anniversario dalla sua professione

Accanto ai sofferenti, 50 anni di professione per suor Piera

di Redazione Web 01/09/2020

In questi giorni, suor Piera - consacrata che vive il servizio ai fratelli ospedalizzati - festeggia il 50esimo anniversario dalla sua professione. Un traguardo importante che porta la Comunità diocesana a rendere lode al Signore. «“Ha sete di te, Signore, l’anima mia". Tra poco canteremo così con il salmo di questa domenica: con gioia - ha detto, nel corso della liturgia eucaristica del 29 agosto, don Stefano Iacopino, cappellano del Grande Ospedale Metropolitano - canteremo senza fine le grazie del Signore che compie meraviglie nella vita di chi dona tutto di sé per amore a Lui e al suo popolo. Grazie Suor Piera per la tua testimonianza in questi 50 anni di vita consacrata».

Prosegue don Stefano: «Di fronte ad una circostanza così importante non possiamo non avere il sentimento della gratitudine e della riconoscenza al Signore. Cinquanta anni vissuti nella comunità religiosa con integrità e fedeltà sono tanti, tantissimi, sono mezzo secolo. In 50 anni, anche se hai incontrato qualche difficoltà, il bene realizzato è tanto, tantissimo… direi doppiamente “bene” perché il tuo tempo lo hai trascorso tra i deboli, i poveri; e chi è più povero di chi soffre, di chi giace sulla croce particolare di un letto di Ospedale? Di questi 50 anni, più di 40 li hai trascorsi come coordinatrice di reparto in diversi ospedali partendo dal nord Italia e completando la carriera lavorativa presso l’Ospedale di Paola»

«Sono certo e ho testimonianza che il tuo operato è stato benedetto dal Signore, per l’insegnamento e l’umanità che  mettevi e metti  nel servizio. Oggi anch’io, insieme a tutta la nostra realtà della Cappellania del GOM di Reggio Calabria, ringrazio il Signore per averci fatto un dono così grande: ha voluto che tu, Suor Piera, continuassi la tua mission con noi, nel nostro Ospedale. Oggi, lo dico con tanta forza nella fede, quotidianamente, vedo la benevolenza del Signore nell’averti accanto a noi come membro della Cappellania, e vederti accanto nel silenzio e nel nascondimento evangelico ai tanti malati e al personale Ospedaliero con il quale hai istaurato un bellissimo rapporto: direi che il tuo ruolo di Coordinatrice continua ancora», ha specificato il cappellano ai presenti.

«Una cosa, permettetemi di dire, personale, sei stata vicina a me e alla mia famiglia in tanti eventi belli e meno belli, grazie anche a nome dei miei cari. Grazie perchè ogni mattina quando arrivi in Ospedale prima di confrontarci e iniziare il servizio, leggi nel volto il grido di aiuto o di gioia che traspare. Lettura questa che solo il cuore e gli occhi della mamma sanno fare. Grazie perché attraverso la tua presenza, la tua attenzione, sento sempre vicina mia madre. Suor Piera, da parte di tutti noi ti giungano gli auguri più affettuosi e un caloroso ringraziamento per la generosa e amorevole disponibilità con la quale percorri le corsie del nostro Ospedale e non solo. L’amore che ci metti nel curare (insieme ad altri)  l’arredo e la sistemazione della Cappella, ti auguriamo lunghi anni di testimonianza viva e vera, sostenuta dalla fede, dalla grazia e dalla gioia di sentirti scelta e amata dal Signore. E al Signore, sorgente inesauribile di ogni bene, noi chiediamo che ti confermi nella vocazione,  che renda lievi le fatiche quotidiane e ti consenta di farti sempre prossimo amorevole per tutti. Il sorriso di Dio sia sempre sul tuo volto e nel tuo cuore, per poter continuare a dire ai fratelli che incontri: “Dio ti ama, nonostante la croce che stai portando !” Grazie a te, Suor Piera, per la tua tenuta, per la tua caparbietà, per la tua tenacia. Corri ancora, - conclude don Iacopino - non ti stancare, perché dalla tua corsa dipende la salvezza di molti».

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