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Nella Giornata mondiale dedicata alla lotta contro la sindrome, l’Istituto superiore di sanità (Iss) lancia un progetto di ricerca dedicato alla prevenzione

Al via un progetto per la prevenzione della sindrome fetoalcolica

di Redazione Web 10/09/2020

di Elisabetta Gramolini* - In Italia la diagnosi della sindrome fetoalcolica è ancora poco diffusa. Così come è scarsa tuttora la consapevolezza di non bere alcol in gravidanza per evitare danni permanenti alla salute del feto. Nella Giornata mondiale dedicata alla lotta contro la sindrome, l’Istituto superiore di sanità (Iss) lancia un progetto di ricerca dedicato alla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento.

“Lo studio si propone di valutare il reale consumo di alcol nelle donne in gravidanza o che desiderano avere un figlio, attraverso la determinazione del biomarcatore etilglucuronide (EtG) nei capelli della madre in associazione ad un questionario sulle abitudini materne e il monitoraggio dell’esposizione prenatale mediante la determinazione dell’EtG nel meconio neonatale”, spiega la coordinatrice del progetto, Simona Pichini. L’iniziativa vuole rendere consapevoli le donne e i loro partner dei rischi che corrono consumando alcol in gravidanza tramite l’informazione scientifica. Dal 15 settembre partirà, inoltre, il programma di formazione a distanza (Fad), preparato dall’Iss in collaborazione con l’Associazione italiana disordini da esposizione fetale ad alcol e/o droghe (Aidefad) per ginecologi, ostetriche, neonatologi, pediatri, infermieri, psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali. I dettagli del programma sono disponibili nella sezione formazione del sito www.iss.it.
*Agensir

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