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Le dichiarazioni del presidente dell'associazione Portatori della Vara nel corso dei giorni di festa in onore della Madonna della Consolazione senza processioni

Portatori, Surace: «La speranza di rivivere le nostre emozioni»

di Tatiana Muraca 15/09/2020

«Il cuore infinitamente triste, sanguina amaramente». Così Gaetano Surace, presidente dell’associazione “Portatori della Vara” scriveva nella lettera pubblicata quando ormai la notizia della mancata processione per la festa della Madonna della Consolazione era già stata diffusa. A più di un mese dalla decisione e nel pieno della festa tanto attesa, Surace ritorna a parlarci: «Sentire il peso della Vara su di noi, innesca sensazioni importanti, perché è come se la Madonna ci desse ogni anno il carburante necessario per affrontare tutte le vicissitudini di vita». La dedizione alla Vergine si palesa nelle parole di Surace, quando riferendosi all’opera dei portatori afferma che per loro la scansione dell’anno temporale va da una processione all’altra. Tuttavia, «il buon senso deve fare da padrone e ci fa indietreggiare un attimo. Condividiamo – riconferma Surace – con infinita convinzione la scelta, dolorosa e complicata assunta dalle autorità religiose e civili, di riformulare, causa coronavirus, le celebrazioni mariane settembrine». Anche se a malincuore, dunque, l’intero gruppo dei portatori della Vara ha sostituto il consueto impegno con quello intrapreso quest’anno nel corso del servizio d’ordine intrapreso prima al Santuario dell’Eremo e successivamente al Duomo. L’appello lanciato dai Cavalieri di Maria affinché soprattutto i giovani partecipassero attivamente a questa rinnovata esperienza, è stato accolto in pieno: lo testimonia proprio Gaetano Surace: «I ragazzi sono molto attivi e seguono le indicazioni che forniscono gli anziani. Prima all’Eremo, con l’allestimento dello schermo nel piazzale antistante il Santuario in modo da far partecipare quanta più gente possibile alle celebrazioni, fino all’arrivo in Duomo, noi portatori siamo comunque in piena attività». È andata così quest’anno, con la speranza «di poter essere in prima linea in processione a Novembre».

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