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Nel 2020 si è concluso il processo diocesano che ha acquisito gli atti per l’iter di beatificazione

Gesualdo da Reggio quel frate all’Eremo amato dai fedeli

di Gianluca Del Gaiso 15/09/2020

Da un paio d’anni salendo all’Eremo i pellegrini sono accolti da una gigantografia e dalla statua in bronzo del venerabile padre Gesualdo Melacrinò. La sua tomba sita subito sulla destra della chiesa entrando è continua meta di fedeli. Difficile non trovare dei fiori, un rosario o qualcuno inginocchiato in preghiera che portando il suo saluto alla Patrona non si fermi dal frate cappuccino. «Nel corso dell’anno, infatti, sono tantissime le persone che, direttamente o tramite i familiari, chiedono di toccare il lenzuolo o il bastone del padre, affidandosi con confidente fervore alla sua intercessione per ottenere da Dio la grazia della guarigione per sé o per il loro congiunto. Alcune di esse serbano questo momento confidenziale nell’intimità della propria riservatezza, mentre altre lo manifestano come segno di speranza e di gratitudine su carta, servendosi del Registro posto a lato della tomba» scrive padre Giuseppe Sinopoli nel suo libro “La Madonna della Consolazione. I frati cappuccini e il popolo reggino”. Dalla salute, alla pace interiore, per la famiglia, i reggini confidano da sempre nell’intercessione del Cappuccino alla Madonna. Nato il 18 ottobre 1725 da Francesco Malacrinò e Saveria Melissari che «hanno saputo costruire la loro casa come “piccola chiesa domestica”, dove la preghiera e le opere di carità eccellono sia per qualità che per quantità». Raggiunta l’età scolare inizia a frequentare l’oratorio dei Fratelli di Gesù e di Maria». In questo periodo incontra «il giovane chierico filippino, Salvatore Votano, con il quale stringe un legame spirituale e amicale, tra i più preziosi della sua vita». Così «a 8 anni, ed esattamente il 20 settembre 1733, riceve il sacramento della cresima nella Cattedrale di Reggio Calabria». Decide di intraprendere la via del sacerdozio.

«Il 12 marzo 1740 riceve la tonsura e il 23 settembre dello stesso anno gli ordini minori dell’ostiariato e del lettorato». Il suo animo però gli chiede di spingersi oltre. «Un giorno, mentre ritorna a casa, incontra due frati cappuccini, che, ricurvi sotto il peso della bisaccia stracolma di carità, con il viso grondante sudore per il gran caldo, con i piedi spaccati per il lungo camminare e con negli occhi il canto della perfetta letizia, risalgono faticosamente, il letto del torrente Caserta per rientrare in convento. È la risposta del Signore. Infatti dopo qualche settimana, accompagnato da don Salvatore Votano, bussa alla porta del convento dell’Immacolata Concezione, dove viene accolto dal guardiano dei cappuccini, padre Bernardo da s. Agata. Ha appena compiuto i 15 anni. Il Ministro Provinciale, padre Ilarione da Feroleto, lo manda al noviziato presso il convento di Fiumara di Muro e il 5 novembre 1740 indossa i ruvidi panni dei cappuccini e gli viene consegnata la Regola del poverello d’Assisi, assumendo il nuovo nome di fra Gesualdo da Reggio Calabria».

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Chiesa in Calabria Gesualdo Melacrinò Cappuccini
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