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Ieri, alle 12, scadevano i termini per presentare ufficialmente un collegamento tra i competitors del primo turno

Ballottaggio, nessun apparentamento. Ma Pazzano apre a Falcomatà

di Federico Minniti 28/09/2020

Ballottaggio, scaduti i termini per l'apparentamento ufficiale: nessuna novità nella scheda elettorale, ma non mancano le prese di posizione.

Lo scenario. C'è un terzo della cittadinanza di Reggio Calabria che non si è fidata delle coalizioni di centrodestra o centrosinistra. Un dato evidente - allarmante - per i partiti tradizionali i cui maggiori (Partito Democratico e Forza Italia) veleggiano poco sopra il 10%, una soglia di consenso ben minore rispetto ai fasti del passato. Il voto cinquestelle che ha stravinto alle ultime politiche, incoronando il M5s primo partito in Città con oltre il 33%, è stato intercettato da tre forze civiche incarnate nei loro leader-candidati: Angela Marcianò, Saverio Pazzano e Klaus Davi. A cui si aggiungono gli stessi pentastellati, il cui risultato risicato ne consegna un 2,4% che in questa tornata potrebbe essere preziosissimo.
 
Le trattative del centrodestra. Subito dopo l'esito delle urne, sia Antonino Minicuci sia Giuseppe Falcomatà hanno sondato il terreno per capire se ci siano o meno le condizioni per uno o più apparentamenti. Minicuci ha salutato con favore l’elezione in Consiglio Comunale di Klaus Davi, parlando di una possibile delega: «Proporrò di avere la parte relativa alla legalità dell’ente, ma anche il marketing territoriale, cioè la visione bella della città in tutta Italia». Il massmediologo contattato dalla redazione ha specificato come non convergerà direttamente su un candidato, ma ha evidenziato la grande amicizia personale che lo lega a Minicuci in virtù dell’impegno comune sulla cultura ebraica. Sarà fuori dalla partita anche Angela Marcianò: il suo 13,9% fa gola comunque al centrodestra che medita sui 7mila voti di disgiunto che hanno premiato la giuslavorista: per questo lo stesso Minicuci (che ha iniziato con un altro "piglio" la bagarre per il secondo turno) le ha teso la mano: «Ho un sogno, quello di camminare con te verso palazzo san Giorgio per mandare a casa questa classe politica inadeguata che tu hai sempre denunciato, e vorrei anche che quando ci sarà il passaggio di consegne tra l’attuale Sindaco uscente e me, tu sia affianco a me per vedere in faccia chi ha distrutto questa città». Marcianò, però, con un lungo post su Facebook ha rifutato ogni forma di accordo con chiunque, lanciando il suo nuovo movimento "Impegno per Reggio" che si avvarrà di un seggio da indipendente in Consiglio Comunale.
 
L'endorsement di Pazzano. Discorso diverso nell’alveo dei progressisti: il M5s - troppo prolisso in questa fase - avrebbe già sottoposto al sindaco uscente, un programma di dieci punti da condividere nella nuova legislatura, pur non accostando il suo simbolo a quelli del centrosinistra. Ma la vicenda spinosa riguarda Saverio Pazzano. Il leader de La Strada è stato contattato immediatamente - con un ampio lavoro di pontieri tra Pd e i suoi compagni del Collettivo - ma aveva risposto "picche" alla richiesta di apparentamento da parte di Falcomatà (giovedì sera). Un 'no' digerito a metà dai suoi: domenica si è tenuta un'assemblea dei due movimenti, La Strada e Riabitare Reggio, che hanno annunciato un appoggio al centrosinistra che si concluderà... dopo il voto del 4 e 5 ottobre prossimi. «Potremmo fare finta di nulla, farci da parte e lasciare che sia quel che sia. Ma abbiamo detto che questo è il tempo del coraggio, - si legge nella nota - non possiamo sottrarci adesso e non ci nasconderemo per paura di perdere una parte di consenso. Chi ci ha scelti lo ha fatto perché siamo sempre estremamente chiari, senza infingimenti. Dobbiamo dire da che parte stiamo, e lo diciamo: sosteniamo il campo del centrosinistra e a questo ballottaggio invitiamo a votare in tal senso». Nessun simbolo affiancato, né richieste di posti in Giunta: Pazzano, in questa legislatura, avrà una posizione di minoranza responsabile. Un assist salutato con entusiasmo da Falcomatà e i suoi: «Adesso, l'impegno deve essere interamente proiettato a tutelare e proteggere la città dalla deriva populista nella quale vorrebbero catapultarla la Lega Nord e quanti, - sottolinea il sindaco uscente - riemersi dalle ceneri di un passato triste e drammatico, puntano a farla ripiombare nei tempi bui censurati dallo scioglimento per infiltrazione mafiosa».

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