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Nel giorno in cui la Chiesa Universale ricorda la figura di San Michele Arcangelo, i poliziotti reggini si sono radunati in Cattedrale

Festa della Polizia, Morosini: «Primi educatori sulla strada»

di Giuseppe Fiorini Morosini * 29/09/2020

La festa del Patrono della Polizia di Stato è sempre un momento di riflessione per tutti, su ciò che soggiace, carissimi uomini della Polizia, al vostro lavoro nella lotta contro il crimine. Anche quest’anno tutta la società con voi si interroga su due punti importanti: da che cosa è alimentato il vostro lavoro e in che cosa spera? Ed è una riflessione che facciamo dinanzi all’altare.

Avete chiesto, come ogni anno, questa messa perché credete che tra le tante motivazioni di valore che possono soggiacere al vostro lavoro (senso dello Stato, dignità della persona, legittimo guadagno per vivere ed altro), Voi ponete anche i valori che scaturiscono dalla fede religiosa, che si esprime soprattutto come accoglienza della vita intesa come vocazione che Dio dà all’uomo, i cui frutti sono i talenti che dobbiamo portare a Dio nel rendiconto finale. La fede ci insegna che la vita di ciascuno di noi non è un caso, ma è sempre espressione di un progetto di Dio. Da qui l’altro valore essenziale di questa celebrazione: la fiducia in Dio che governa la storia verso un destino di bene, al quale voi tutti volete affidarvi assieme alle vostre famiglie.

Lo scenario che sta al fondo della nostra vita oggi, e conseguentemente del vostro difficile e rischioso lavoro, ci offre tanti elementi di violenza che ci fanno paura e che richiamano direttamente la vostra azione di repressione del male in un contesto di affermazione di valori, che rendono razionale l'azione repressiva. La gente onesta e desiderosa di quiete e di pace spera nella viostra azione, la invoca, e tante volte pubblicamente la sostiene.

La distinzione tra violenza è giusta repressione, tra regimi totalitari e democratici sta proprio nell'accettazione del principio che la vita, e perciò l’azione degli uomini e l’educazione delle giovani generazioni, deve essere regolata dai valori, per cui nessuno può costruirsi una visione di libertà che vada contro il bene, che è l'altra parola con la quale esprimiamo la fede nei valori.

Voi avete come motto sub lege Libertas, che è il condensato di tutto il pensiero dell’uomo. dall’antica Grecia ad oggi che ha considerato la persona come portatrice di valori, ma non come creatrice di valori. Per cui la vita dell'uomo non può che svilupparsi all'insegna della dialettica tra libertà e verità, tra libertà e bene, tra libertà e valori.

La raffigurazione tradizionale di San Michele ce lo presenta nell'atteggiamento vittorioso nei confronti di Satana, al grido di quis ut Deus, che tradotto in un pensiero organico, vuol dire che nessuno può presumere di mettere in discussione l'assolutezza dei valori, la cui radice si trova in Dio. La prima lettura or ora ascoltata, è la raffigurazione simbolica della lotta eterna tra bene e male che accompagna la storia umana che ogni generazione può vincere nella proporzione in cui accetta di essere guidata dai valori. La loro conquista, infatti, non mai garantita in assoluto, ma deve essere sempre nuova conquista per le generazioni che si susseguono. Ce ne stiamo accorgendo vedendo attorno a noi l’insorgere di fermenti totalitari, che sembrano spenti con la fine della seconda guerra mondiale e con la caduta del muro di Berlino.

La visione Cristiana, che ha trovato nella corrente filosofica del personalismo del secolo scorso, ha considerato la persona come il sacrario dei valori fondamentali dell'uomo, tra i quali la vita, la dignità, la libertà, la ricerca libera della verità, il rispetto, il dono. Sono questi valori, depositati da Dio nell'uomo attraverso l'atto creativo, che oggi ci fanno rabbrividire e gridare di fronte ad ogni forma di violenza: qui ut Deus; si, perché l'uomo è stato creato ad immagine di Dio e deve sottostare ai valori fondamentali che scaturiscono dall’essenza della sua natura umana.

Carissimi uomini della Polizia di Stato, noi vi osserviamo nella vostra opera di repressione del male in un contesto sociale e culturale in cui è venuta meno proprio la radice di ogni valore: il rispetto della persona. Osserviamo questa tristissima realtà nello scorrere delle immagini dell’infinita violenza perpetrata nelle case, sulle strade da persone la cui età media si va sempre più abbassando. Violenza inaudita e assurda. Delitti e in genere inosservanza delle leggi basati sul presupposto di una relazione assurda tra piacere, volere e potere, che nega ogni fondamento morale alla libertà. Se fare una cosa mi piace, cerco di farla e se non posso ottenerla con facilità ricorro anche alla violenza, senza pensarci due volte. Una situazione quella che viviamo, che sta mettendo in crisi la formazione che stiamo dando ai nostri ragazzi e giovani. È un interrogativo che come Vescovo mi pongo in riferimento all’educazione che offriamo nelle nostre strutture educative.

Sub lege Libertas; quis ut Deus. La società, carissimi uomini di Polizia, confida nella vostra azione, che, prima ancora di essere repressiva del male, cerca di prevenirlo con l'educazione ai valori. Ecco perché essa Vi ringrazia per l'immagine che il corpo della Polizia di Stato va gradualmente prendendo in questi anni, quella di essere anche agenzia educativa, assieme a tutte le altre. Un ringraziamento particolare per i rischi che avete corso in questa pandemia per mantenere l’ordine pubblico e per venire incontro alle esigenze dei più deboli e dei più poveri. Da parte della nostra Chiesa diocesana il grazie per lo stare accanto alla nostra azione. In modo particolare ringrazio per la collaborazione, assieme a tutte le altre forze, per la festa della Madonna della Consolazione, che abbiamo potuto svolgere con ordine, anche se in forma ridotta.

Il vostro servizio fedele ha avuto, purtroppo, un costo grande di vite umane delle quali noi in questo momento facciamo memoria, raccomandando al Signore soprattutto le famiglie dei caduti nel servizio generoso allo Stato. San Michele Arcangelo possa impetrare da Dio il buon esito della vostra lotta contro il male. Noi preghiamo per questo, mentre ancora una volta rinnoviamo il nostro ringraziamento per tutto il bene che operate per la società intera.
 
* Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova

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