accedi | registrati | 23-9-2017

La fragilità della coppia

Perché oggi non si affrontano gli ostacoli?

di Andrea Casavecchia 22/02/2017

La vita di coppia appare più complicata rispetto al passato, o almeno così, è raccontata da molte voci. Tuttavia i problemi nelle relazioni tra i partner somigliano molto a quelli del passato: incomprensioni, incomunicabilità, continue disattenzioni, fattori di stress esterni, come i problemi lavorativi o ristrettezze economiche, che ricadono sulla gestione della vita ordinaria della famiglia. Allora perché oggi le coppie non riescono ad affrontare e superare ostacoli rispetto a qualche anno fa? E perché aumentano quelli che non si sposano proprio, dato che l’Istat rileva che tra il 2011 e il 2015 il numero di single, celibi e nubili insieme, è cresciuto di oltre 200mila unità? Intanto risultano più deboli le forme strutturate e istituzionalizzate della coppia. Ci si sposa meno e soprattutto sono minori i matrimoni religiosi, si sperimentano convivenze, cresce il numero delle famiglie ricostituite. I partner saranno davanti a un legame leggero che può essere sciolto e può essere composto in modo assai diverso, che può assumere gradi differenti di formalizzazione di fronte alla società e a loro stessi. Questo indebolisce le due risorse antiche della relazione di coppia: la responsabilità e la pazienza. Se scendiamo in profondità incontriamo due processi che rendono differente la relazione di coppia, più fragile rispetto al passato. Il primo è l’individualizzazione che ha portato con sé il valore della libertà personale e alimenta l’autonomia e l’indipendenza delle persone, ma ha anche stimolato la frattura dei legami per favorire l’autodeterminazione. L’eccesso della logica individualizzata insinua una tentazione narcisista: “La relazione si riduce a una sorta di fusione e l’elaborazione simbolica dell’amore non viene interiorizzata e di conseguenza non diventa principio di orientamento della condotta dei partner… Più precisamente il narcisismo risolve la vita di coppia a un faccia a faccia duale che prende la forma di un doppio specchio”, ci spiegano Vincenzo Cesareo e Italo Vaccarini nel loro “L’era del narcisismo”. La relazione diventa precaria quando la sua motivazione consiste nella possibilità che il partner trovi negli occhi dell’altro il riflesso di se stesso per compiacersene. Il secondo processo è nella rimodulazione dei rapporti tra i generi. Parte dell’instabilità relazionale è da attribuire alla riformulazione culturale e antropologica del maschile e del femminile. Ai partner è chiesto un impegnativo riassestamento dei ruoli, che non significa diminuire la loro identità, ma scoprirla dentro una relazione più essenziale e più esigente. La relazione diventa più dialettica perché le scelte e i compiti non sono delegati e ripartiti, ma tutti confrontati e discussi in un rapporto che vede la negoziazione tra aspirazioni e aspettative individuali e la ricerca della condivisione nella vita comune, dentro le possibilità e i limiti strutturali che rimangono quelli di una volta. Si comprende allora che le fragilità della coppia attuale rendono più debole la relazione rispetto al passato. Quando si superano, oggi come ieri, il livello del legame diventa più profondo.

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