accedi | registrati | 21-10-2020

Il decreto 'Cura Italia' ha infatti introdotto un significativo risparmio di imposte per le liberalità effettuate nel corso del 2020

Donazioni alle parrocchie? Si possono detrarre fino al 30%

di Redazione Web 01/10/2020

I momenti di difficoltà spesso sono accompagnati da gesti di solidarietà più sentiti e numerosi e fanno riscoprire il bisogno di ciascuno di contribuire in qualche modo allo sforzo comune, di fare la propria parte, per quanto piccola. Non è un caso che tra le prime misure adottate dal Governo per fronteggiare la crisi causata dalla pandemia da Covid-19 figura anche un’agevolazione fiscale a favore di quanti donano denaro o beni per affrontare l’emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale.

Il decreto 'Cura Italia' ha infatti introdotto un significativo risparmio di imposte per le liberalità effettuate nel corso del 2020 a favore degli enti pubblici e privati che sono stati ( e, anche se in modo diverso, sono ancora) in prima linea in modo da agevolare il finanziamento degli ' interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19' ( art. 66 del D. L. 18/ 2020), comprese le misure ' finalizzate a mi- sure urgenti di solidarietà alimentare', come ha chiarito l’Agenzia delle entrate nella circolare 8/ E/ 2020. Anche le parrocchie e gli altri 'enti religiosi civilmente riconosciuti' (diocesi, istituti religiosi, Caritas diocesane…) rientrano tra gli enti a favore dei quali è possibile effettuare queste liberalità particolarmente 'premiate' fiscalmente e rigorosamente vincolate alla realizzazione di 'progetti Covid', come: la gestione di strutture (anche provvisorie) di assistenza e accoglienza di persone in stato di bisogno a causa dell’emergenza epidemiologica, sia sotto il profilo sanitario che economico e sociale; il sostegno alimentare a favore di soggetti in condizioni di fragilità; la fornitura di beni di prima necessità a nuclei familiari in difficoltà. Sappiamo bene che l’emergenza non è finita ed è quindi importante che la generosità non si fermi ma che continui, anche sostenuta dagli sconti fiscali ancora utilizzabili per le donazioni che saranno effettuate nei mesi che mancano alla fine dell’anno.

Ricordiamo che l’agevolazione riguarda tutti i soggetti; alle persone fisiche e gli enti non commerciali viene riconosciuta una detrazione del 30% ( in pratica, facendo una donazione di 1.000 euro si pagano 300 euro di tasse in meno), mentre per i titolari di reddito di impresa, come le società, viene riconosciuta la deducibilità (la donazione riduce la tassazione come gli altri costi aziendali). Se la liberalità è in denaro occorre che la donazione sia 'tracciata' attraverso il canale bancario o postale (assegni, bonifici carte di credito, di debito o prepagate).

Ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale sono sufficienti i documenti bancari o postali o quelli della società che gestisce le carte, ma a condizione che sia possibile individuare: il beneficiario della donazione, la natura di liberalità del pagamento e la sua finalizzazione al finanziamento degli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Covid. È comunque senz’altro possibile ( e se richiesto dall’offerente, necessario) che la parrocchia rilasci una ricevuta con i propri dati, quelli dell’ente, la data e il mezzo di ricevimento della donazione, la causale del tipo ' erogazione liberale ai sensi dell’art. 66 D. L. 18/ 2020, conv. L. 27/ 2020'.

Se la liberalità è in beni occorre che questi siano accompagnati da un documento fiscale descrittivo degli stessi (fattura, documento di trasporto...) e che la parrocchia o altro ente destinatario rilasci una ricevuta, che contenga i dati identificativi visti sopra e che richiami il documento di accompagnamento dei beni. Da ultimo una importante precisazione. Diversamente dalle liberalità deducibili destinate genericamente alle attività di religione e culto della parrocchia e degli altri enti ecclesiastici (che non richiedono particolari formalità contabili), in questo caso è necessario provvedere a registrare tutte le liberalità ricevute e documentare e contabilizzare l’utilizzo degli importi e dei beni ricevuti per le sole finalità previste dalla legge (emergenza Covid-19).

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2020 ©avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative