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L’assistenza domiciliare ha assunto la centralità tra i sussidi alle fasce bisognose

Preservare il grande patrimonio identitario

di Stefania Laganà 23/02/2017

Terza età e Amministrazione comunale: il tema – fuori dall’agenda mediatica – riguarda tantissimi reggini. Il cambio di guardia alle Politiche so- ciali, per quanto attiene alla guida politica, non consente un giudizio sulle azioni poste in essere. Da Palazzo San Giorgio confermano come «gli anziani residenti nel comune, in buona parte sono persone pienamente attive che offrono il proprio tempo, le proprie energie e le proprie attività alla collettività in generale». Un quadro ottimistico, molto differente da quello presentato – anche da queste colonne – dalle associazioni che operano a stretto contatto con i “nonni” della società. «Una parte minoritaria – si apprende da fonti interne all’Amministrazione Comunale – vive in una condizione di fragilità, di non autosufficienza in relazione alla quale necessita di aiuti e assistenza per l’espletamento di alcune funzioni di vita. L’assessorato alle Politiche sociali nella programmazione e nella realizzazione dei propri interventi, tiene conto di un’attenta analisi dei fabbisogni del territorio comunale».
Quali sono gli ambiti di intervento individuati? Sono molteplici bisogni emergenti quali la dimensione abitativa, vivere delle relazioni sociali per combattere la solitudine, avere dei pasti caldi e una cura attenta alla dimensione umana, con particolare riferimento all’assistenza domiciliare socio–sanitaria. Sono tutte azioni volte a rispondere alle esigenze di svaglio e di sostegno, soprattutto in particolari condizioni di disagio.
Un lavoro di analisi coadiuvato dagli uffici del settore Welfare del comune di Reggio Calabria che ha comunque recepito le istanze di indirizzo politico dell’Ente.
Si tratta di «azioni di intervento che offrono a ciascuno forme di integrazione, protezione e assistenza compatibili con le risorse e le caratteristiche di ognuno, promuovendo in particolare le forme di socializzazione e di reciprocità, sia per quanto riguarda le opportunità culturali, sociali e di mutuo aiuto, sia per quanto riguarda le esigenze di supporto, aiuto e assistenza».
In particolare, sempre da Palazzo San Giorgio, giungono le prime determinazione “pratiche”: «Attual- mente sono previsti interventi di carattere prestazionale a favore delle persone non autosufficienti attraverso dei servizi a sostegno della domiciliarità attivati a partire dalla valutazione socio– sanitaria dei bisogni complessivi della persona, fra i quali l’assistenza al domicilio ».
Un processo apprezzato dalla cittadinanza e che vede il coinvolgimento del privato sociale reggino, da sempre attento ai bisogni emergenti del territorio. Tra questi c’è la cura del patrimonio identitario e umano degli anziani. C’è poi l’altro risvolto della medaglia: l’assenza – cronica – di economie pubbliche. Su questo l’assessore Lucia Anita Nucera, sta lavorando per reperire le risorse per attivare i servizi di accoglienza nelle ore diurne, il trasporto da e per casa, il servizio pasti, le attività ricreative e di stimolazione e il sostegno economico per fare fronte all’indigenza.
Questa l’agenda del Comune per il prossimo triennio.

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