accedi | registrati | 19-10-2020

Il Vescovo della Diocesi mons. Leonardo Bonanno, ha conferito l’ordinazione sacerdotale a don Sandrino Gaudio 50 anni originario di Bonifati

Giornata di festa per la diocesi di San Marco Argentano-Scalea

di Redazione Web 16/10/2020

Ieri, memoria di Santa Teresa d’Avila, nella Chiesa Cattedrale di San Marco Argentano il Vescovo della Diocesi mons. Leonardo Bonanno, ha conferito l’ordinazione sacerdotale a don Sandrino Gaudio 50 anni originario di Bonifati (Cs). Alunno del Seminario diocesano ha conseguito la maturità classica presso il liceo statale “Candela” in San Marco Argentano.

Ha frequentato il biennio filosofico nella Pontificia Università Lateranense e il triennio teologico nel Pontificio Seminario Regionale San Pio X di Catanzaro e ha insegnato della religione cattolica nelle scuole secondarie di Primo grado e collaborando nell’opera pastorale con i Parroci che si sono succeduti nella sua Parrocchia Santa Maria Maddalena del suo paese. Dopo matura riflessione e attento discernimento vocazionale è pervenuto al diaconato conferitogli dal Vescovo mons. Bonanno nello scorso anno.

Ha svolto il suo ministero nelle Parrocchie San Giuseppe Lavoratore in Scalea e Beata Vergine del Rosario di Pompei in Belvedere Marittimo. Abbiamo intervistato mons. Bonanno che ha avuto parole di paterno affetto verso don Sandrino: «Ogni sacerdote è un “mistero” a se stesso, come soleva dire San Pio da Pietrelcina, e come credo riusciamo a capire a poco a poco secondo le nostre modeste capacità. Questa comprensione umano – divina deve potersi accompagnare alla donazione di tutto se stesso al Signore per la salvezza delle anime. Il santo sacerdote, educatore della gioventù, don Giovanni Bosco ripeteva al Signore questa preghiera “Da mihi animas, coetera tolle!” (“Dammi le anime, del resto non mi importa!”).

Per poter fare questo bisogna alimentare la nostra vita con la preghiera, vivere le promesse sacerdotali: obbedienza, povertà, castità. Credo di poter dire, per la mia quasi cinquantenaria esperienza sacerdotale che l’obbedienza sia la virtù che sintetizza le altre due. Un cuore libero é chiaro segno di povertà e di purezza. Il ricordo va a quei presbiteri e religiosi che don Sandrino ha incontrato a Bonifati, che con il loro esempio hanno arricchito la sua interiorità, in particolare la Piccola Famiglia dell’Annunziata fratelli e sorelle cristiane, fin al giovane sacerdote che da poco cura la parrocchia, don Guido Quintieri. Tra i familiari un posto privilegiato va alla mamma di don Sandrino, come nel cuore di ciascuno di noi, angelo custode della nostra missione ma in modo speciale perché con la sua sofferenza partecipa intensamente al suo ministero come Maria accanto al Figlio, l’unico Sacerdote. Da sacerdote egli ancor di più potrà accostare i fratelli con la discrezione che lo contraddistingue, dando priorità ai piccoli del Vangelo, che poi coincidono con i poveri e i peccatori». Don Sandrino collaborerà da sacerdote nella parrocchia di Grisolia Scalo, retta da padre Vito Torrano, temporaneamente ammalato; impedito dal servire la sua parrocchia in attesa che con l’aiuto di Dio e di Maria riprenda la sua apprezzata missione in mezzo al popolo.

Giovanni Celia (fonte Calabriaecclesia)

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