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Un racconto personale della presidente scomparsa giovedì scorsa da don Enzo Gabrieli, sacerdote cosentino che ne ha seguito la parabola politica

Il prete-giornalista: «Santelli, ''morbosa'' per la sua Calabria»

di Redazione Web 18/10/2020

Oggi in edicola troverete l'ultimo numero de L'Avvenire di Calabria. Tra le notizie sulla dipartita della governatrice è intervenuto anche don Enzo Gabrieli, sacerdote cosentino e delegato della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici per la Calabria. «Jole Santelli lascia una grande eredità alla Calabria e, specialmente, ai suoi giovani: lottare con caparbietà per il bene della società, anche in condizioni di grande sofferenza, quale può essere una malattia». Prosegue don Gabrieli: «La ricordo da vicesindaco di Cosenza e mi è rimasta impresso la sua "calabresità": un attaccamento viscerale, quasi morboso, alla sua terra. Un amore profondo che l’ha spinta ad andare oltre le fatiche umane in questa ultima, difficile, fase della sua vita».
 
Don Gabrieli, poi, svela alcuni retroscena: dalla scelta della chiesa di San Nicola per il rito delle esequie, «era la parrocchia della sua famiglia; un quartiere "nuovo" dove i residente sono molto radicati e ne rivendicano l'identità. E Jole era tra questi» alla sepoltura presso il cimitero di Malito, paese di origine della famiglia e dove sono sepolti i genitori: «Scelte frutto del suo innamoramento totale per una terra da cui era partita oltre vent'anni fa, ma non si era mai separata».

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