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La testimonianza di Angelo Merlino, oggi tra i più giovani presidenti del Parco reginale delle Madonie e ieri studente del Dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea

Storie di talenti: «Ad Agraria, le mie basi»

di Redazione Web 27/10/2020

di Carlo Taranto - Angelo Merlino è presidente del Parco regionale delle Madonie; 38 anni, siciliano, tra i presidenti dei parchi dell’isola è il più giovane e il più qualificato. Dottore di ricerca, si è laureato in Scienze forestali e ambientali presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La sua è una storia di successo, pur con i sacrifici di chi ha dovuto studiare in un’altra regione. Lo incontriamo per farcela raccontare... Sono stato anch’io un fuorisede come tanti. Sono cresciuto nella provincia di Messina, ma gli studi superiori li ho fatti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Era la sede più vicina con corsi di laurea in Scienze forestali e ambientali. Ne avevo sentito dire un gran bene e lì ho conseguito la laurea magistrale. È stata un’esperienza formativa esaltante che mi ha dato basi solide, tanto che dopo aver completato il dottorato ho continuato a collaborare con il dipartimento di Agraria, per svolgere attività di ricerca con gli stessi docenti che mi avevano formato». Quanto è stata importante la formazione universitaria in Scienze forestali e ambientali? L’Università mi ha dato un metodo, una capacità critica utile per affrontare le sfide della vita e del lavoro. Mi ha posto anche in una rete di relazioni – con i colleghi, con i professori – che ancora oggi per me sono importanti. Reggio Calabria mi ha offerto un ambiente universitario molto accogliente. Al Dipartimento di Agraria si vive una dimensione “umana” particolare: una grande fermento di ricerca, ma in un luogo che senti subito familiare. Con gli studenti di allora, ora affermati professionisti, spesso ci sentiamo e ci consultiamo anche sulle questioni tecniche e di lavoro. Con gli stessi professori è rimasta una bella amicizia e ancora collaboro. Angelo Merlino, dopo la formazione universitaria ha girato l’Italia, ha messo in gioco le competenze acquisite seguendo diverse opportunità di lavoro in varie regioni. Si potrebbe dire che la sua è la storia di un “cervello” che, una volta tanto, torna casa? La nomina al Parco delle Madonie è stata davvero un ritorno a casa, geografico e scientifico: la tesi di laurea l’avevo sviluppata proprio lì, nel Parco. Non solo l’esperienza in Università mi è stata utile per il lavoro, ma questa mia nuova avventura la vivo in continuità con essa. Quando a Reggio studiavo Scienze forestali e ambientali i professori ci portavano a fare esercitazioni pratiche residenziali nei parchi della Calabria. Si studiava respirando l’aria impregnata dei profumi del bosco. Un’esperienza bella. Quando si cresce, davvero lo studio diventa il respiro della vita professionale. Da studente, non solo ho potuto conoscere gli aspetti più avanzati dalla ricerca, ma mi sono stati mostrati molti risvolti pratici della loro applicazione, a diretto contatto con le realtà operative. Per questo, dopo, non ho percepito scollamento tra il periodo dello studio e quello del lavoro.

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