accedi | registrati | 19-11-2017

C’è ancora chi ci crede, orientando le decisioni e gli obiettivi

Le scelte delle trentenni tra carriera e maternità

di Redazione Web 08/03/2017

di Roberta Nunnari - Durante i secoli la donna ha acquistato nella società un ruolo sempre più importante, conquistando la parità con l’uomo, superando emarginazioni a volte umilianti, battendo pregiudizi anacronistici. Non per questo, però, nella maggioranza dei casi, ha rinunciato alla maternità. Essere mamma, oggi, è uno dei “lavori” più difficili e importanti che ci siano. Di questi tempi, la difficoltà dell’essere mamma, credo sia legata ai ritmi di vita a cui siamo costrette. Il mondo ci mette davanti a continue sfide. La complessità della vita e del lavoro, in particolare sembra cresciuta notevolmente. Per quanto mi riguarda l’essere mamma è una delle cose più belle al mondo, ho sempre desiderato essere mamma, sin da quando ero piccolina. Come la maggior parte delle bambine fantasticavo, come sarebbe stata la mia vita. Beh, adesso guardando il mio presente, e il mio futuro (i miei due figli), non avrei potuto chiedere di più alla vita desiderata e immaginata da ragazzina. Come dire? Avevo una forte vocazione alla maternità, che in fondo non è altro che ispirazione– amore profondo per la vita. Alla soglia dei trentaquattr’anni, ho due figli meravigliosi, Giuseppe, cinque anni e Louis due anni e mezzo, ed ovviamente un marito splendido. I miei figli prima di tutto, anche prima della carriera, a cui ho rinunciato per loro; ma per questo non me ne pento, credo sia molto più importante la mia presenza giornaliera nella loro vita. Non mi ritengo una mamma apprensiva, lascio fare loro le proprie esperienze, sono liberi di scegliere le proprie attività, cercando sotto sotto, per quanto possibile di guidarli nella strada giusta. È vero quando dicono che la maternità ti sconvolge la vita, i tuoi ritmi cambiano, la notte non si dorme, la vita sociale viene messa da parte, il tuo corpo cambia. La mia vita e quella di mio marito è cambiata, i nostri ritmi si sono adeguati a loro, stiamo più tempo in casa. Per i primi mesi di entrambi ho deciso di dedicarmi anima e corpo a loro, per poi pian piano riprendere la mia vita in mano grazie alla collaborazione dei super nonni. Di certo conciliare il tutto non è molto semplice, la stanchezza a fine giornata si sente, correndo di qui e di li tra lavoro e bambini, ma nella tranquillità della sera quando vedi i tuoi angeli dormire, stringendoli a te forte forte, non puoi che essere soddisfatta anche di qualche acciacco in più. La maternità mi ha insegnato che, anche se la responsabilità di crescere i figli è immensa, il mondo in cui ti arricchisce e ti rende persona è magico. Mi ha insegnato che ora che ho figli nulla è più come prima, ma benché io sia stanca e affaticata, vogliosa di più tempo per me, non tornerei indietro per nulla al mondo perché ho scoperto un amore infinito, incondizionato, un nuovo modo di essere a cui non potrei più rinunciare per nulla al mondo.

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2017 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative