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Sono sempre di più i casi in cui si riesce a creare un lavoro che sia da stimolo per ricominciare dopo le sofferenze

Storie di riscatto: ritagliarsi un futuro con la sartoria sociale

di Redazione Web 08/03/2017

di Carmen Nucera - La cooperativa Sociale Soleinsieme nasce sul territorio reggino nel Giugno 2014 con uno scopo ben preciso: promuovere attività di riscatto sociale per quella fascia vulnerabile rappresentata dalle donne in difficoltà che urla quotidianamente aiuto. È stato possibile realizzare questo progetto sociale grazie alla costituzione della Rete Madre–bambino che vede unite diverse realtà operanti sul territorio, dagli enti istituzionali locali e non, ai centri di ascolto e le comunità di accoglienza, da sempre impegnati nel terzo settore.
Il cammino che viene affrontato vede le donne protagoniste del loro cambiamento, poiché si è voluto andare al di là del puro assistenzialismo che continuava a renderle parassite di un sistema saturo. Le donne che si rivolgono ai nostri sportelli, hanno voglia di fare, di riprendere in mano la loro vita ed essere un modello educativo positivo per i figli che si ritrovano a crescere da sole. La cooperativa offre la possibilità di un inserimento lavorativo, svolgendo attività di pulizia o curando la formazione sartoriale presso il proprio laboratorio sito in via Possidonea.
Tutto questo è possibile dopo un percorso di conoscenza e di valutazione di competenze, poiché il disagio vissuto da queste donne, non è puramente economico, ma va ad interessare soprattutto la sfera emotivo–psicologica spesso logorata dalle violenze subite. Il nostro é quindi un cammino, lento ma progressivo, di presa di coscienza della propria situazione. Sono tante le storie ascoltate e vissute fino ad ora, i percorsi intrapresi e quelli conclusi talvolta prematuramente.
Tra tutte, ci sono delle storie che ci danno la forza di continuare a credere in questo progetto e sono le storie di quelle donne che hanno ripreso in mano la loro vita intraprendo un percorso di autonomia e indipendenza.
La cooperativa opera a stretto contatto con la comunità di accoglienza dell’Arcidiocesi Reggio– Bova, si tratta di una sinergia consolidata nel corso del tempo che ci permette oggi di poter raccontare storie di donne, che dopo un lungo percorso di formazione lavorativa curato dalla cooperativa e sostegno psico–pedagogico a cura degli operatori della comunità, sono fuoriuscite dal contesto comunitario, riprendendo le redini della loro vita. È proprio di qualche giorno fa l’ultimo “successo” raggiunto, con una donna di origine straniera, che dopo tre anni vissuti in comunità ed un percorso di inserimento lavorativo conclusosi con un contratto, è riuscita a prendere un appartamento in affitto in città, potendo finalmente iniziare a ricostruire la propria vita insieme al figlio. È per storie come questa che continuiamo ad operare sempre nella stessa direzione, al fianco delle donne.

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