Avvenire di Calabria

Calabria, la voce di chi non ha voce PDF Stampa E-mail
  
Domenica 24 Giugno 2012 23:12
La Nota dei Vescovi sulle politiche sociali

Calabria, la voce di chi non ha voce


Sta per essere presentata ufficialmente in un’attesa conferenza stampa: si tratta della Nota che i vescovi della Calabria hanno steso in merito alla situazione delle politiche sociali. E che pensiamo sia destinata a diventare un documento storico. Sabato mattina se ne conoscerà in dettaglio il contenuto.
Ma, da quel che già si sa, il documento ha un volto preciso: essere la voce di chi non ha voce.
Diciamoci la verità.
La situazione oggi in Calabria é davvero ai limiti del dramma. La crisi globale che attraversa in sostanza l’intero pianeta - ed alcuni paesi europei in particolare - qui in Calabria si fa strada con tutta la sua violenza. Ma non si avverte, forse, in maniera eclatante. Bisogna avere occhi per scoprirla, orecchi magari per ascoltarla.
Ti accorgi degli effetti della crisi, se entri dentro il tessuto della vita quotidiana di tanta gente: disoccupati, anziani con pensione minima, pensionati sociali, famiglie numerose, famiglie con un solo reddito, ammalati senza assistenza, immigrati senza diritti...
Allora la crisi si tinge di colori ai limiti dell’assurdo: c’è chi non ha letteralmente da mangiare, chi non può comprarsi le medicine, chi rinvia analisi mediche necessarie in attesa di riuscire a racimolare i soldi per farsele, chi (é la storia di una madre) - nonostante un normale impiego in ditta privata -
dopo una giornata di lavoro mal retribuito, continua la sera a fare due-tre ore di pulizia presso privati per racimolare altri pochi euro per far andare avanti i figli.
C’è gente sfinita, che non ce la fa più.
Ed ha una cosa in comune tutta questa gente. Non ha voce.
I vescovi non ce l’hanno fatta più neppure loro. Al di là di ogni iniziativa diocesana di sostegno agli ultimi, hanno pensato fosse indispensabile e urgente farsi “voce di chi non ha voce”. E’ nato così questo documento.

Ogni pagina, ogni riga, penso che sia in fondo abitata da un volto.
Il volto dell’uno o dell’altro, di un povero o di padre di famiglia stanco, di una madre sfibrata dal lavoro o di un giovane che attende da anni una chiamata che non arriva, di un uomo maturo che ha perso a 54 anni il lavoro o di un immigrato che percorre da 16 anni le nostre strade e si alza alle cinque del mattino, per potersi alzare ancora l’indomani.
Il documento dei vescovi racchiude in sintesi una miriade di volti; é come la pelle il dramma di una crisi epocale.
E’ bello sapere che alla fine il documento fa appello anche alle comunità ecclesiali e alle parrocchie, perché riscoprano con forza il dovere dell’attenzione agli ultimi e la gioia di testimoniare l’amore. Perché, l’aspetto forse più insidioso di questa crisi é il rischio della fuga nel privato, il “si salvi chi può”, che passa dall’uno all’altro come messaggio silenzioso: e che può condurre nei recinti dell’egoismo e della difficoltà di aprirsi agli altri perfino chi è cresciuto dentro la cultura cristiana dell’accoglienza.
Un documento, quindi, che segna una svolta, apre uno spiraglio di speranza dentro scenari di vite disperate.
Che lo si legga, é il nostro augurio. E che, soprattutto, ad ogni livello, lo si incarni e lo si viva.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Luglio 2012 08:31 )
 

Ultimo Numero


 Numero 18 del 18/5/2013

Editoriale

Una sveglia per l'Europa

“I martiri di Otranto aiutino il caro popolo italiano a guardare con speranza al futuro, confidando nella vicinanza di Dio che mai abbandona, anche nei momenti difficili”. Così, con grande semplicità, Papa Francesco ha sintetizzato il senso della canonizzazione di 800 cittadini della splendida cittadina salentina.  Leggi tutto...

Abbonamenti 2013


Abbonamenti 2013, un gesto di vera comunione ecclesiale.
Rinnova il tuo abbonamento, per saperne di più Clicca qui
Copyright © 2013 Avvenire di Calabria. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.