Avvenire di Calabria

Una strada per uscire dall'ateismo pratico... PDF Stampa E-mail
Prima Pagina
  
Domenica 08 Febbraio 2009 11:41
Il documento conclusivo del Consiglio permanente della Cei

Una strada per  uscire dall'ateismo pratico...


La “questione di Dio”, l’orientamento a “promuovere forme di aiuto a sostegno delle famiglie colpite dalla difficile congiuntura economica”, il tema dell’educazione come “linea portante” degli Orientamenti della Cei per il prossimo decennio. Questi i principali argomenti oggetto di dibattito tra i vescovi, nel corso dell’ultimo Consiglio permanente della Cei (Roma, 26-28 gennaio), al quale ha partecipato anche l'arcivescovo mons. Vittorio Mondello..

La “questione di Dio”
“L’indebolimento del senso di Dio produce un affievolimento del senso dell’uomo e di riflesso una «fibrillazione etica», che non tarda a manifestare i suoi effetti negativi anche sul piano sociale ed economico, come la recente crisi finanziaria ha messo in drammatica evidenza”. È quanto fanno notare i vescovi italiani a proposito della “questione di Dio”, aggiungendo che tale scenario “esige non una disamina pessimistica o peggio rassegnata dei fatti, ma una terapia positiva, di cui proprio la recente Assemblea generale del Sinodo dei vescovi si è fatta interprete”.
È questa, per la Cei, “la strada per ridimensionare quell’ateismo pratico, che è più insidioso dell’ateismo teoretico e che consiste precisamente nel vivere come se Dio non ci fosse”. La Chiesa italiana, insomma, non è una “Chiesa dei no”, attestata cioè “su posizioni di conservazione e sempre pregiudizialmente avversa al progresso e alle esigenze della persona”. Al contrario, la Chiesa “sperimenta nel suo quotidiano essere popolo di Dio nella storia di agire ed essere percepita come fattore di autentico sviluppo e concreto punto di riferimento sul territorio resta, spesso, l’unico presidio in contesti sociali frammentati, insidiati da un pericoloso individualismo, nei quali anche i soggetti istituzionali faticano a intervenire in maniera efficace”.

'Educare',  dimensione materna della chiesa

Il tema dell’educazione, oltre ad essere il tema della prossima Assemblea generale, in programma a maggio, costituirà “l’asse intorno a cui costruire il futuro cammino pastorale, destinato a orientare i progetti e le iniziative della Chiesa in Italia nel prossimo decennio”. È quanto annunciano i vescovi italiani nel comunicato finale. “Educare - sottolineano i vescovi - appartiene alla dimensione materna della Chiesa e ne fa emergere la fecondità, attraverso l’ininterrotta catena generazionale. Proprio tale catena, che garantiva in passato la trasmissione della fede e della cultura, pare oggi sfilacciata, comportando un vero disagio di civiltà. Sembra infatti che molti abbiano smarrito la capacità di penetrare nel mistero della vita, insieme drammatico e stupendo”.
“Il tempo che ci è posto innanzi - affermano i vescovi - impegna ogni comunità cristiana a ritrovare il gusto e la gioia dell’educare, superando quel ricorrente dualismo che separa le convinzioni di fede dagli atteggiamenti pratici e riuscendo a far emergere nella persona ricondotta a unità l’interlocutore dell’annuncio evangelico e della proposta pastorale”.

La famiglia, il volano per uscire dalla crisi
 “Promuovere un’iniziativa nazionale a sostegno di quelle famiglie che, attualmente attestate sulla soglia della sussistenza, rischiano di accrescere il numero degli indigenti”. È una delle decisioni prese dal Consiglio permanente. In questo modo - si legge nel comunicato finale - la Chiesa intende “ribadire la priorità della famiglia”, che “non è non è un peso ma un soggetto economico, non è un terminale ma un «volano» per l’uscita dalla crisi e la crescita comune”. Spetterà alla sessione di marzo del Consiglio permanente, informano i vescovi italiani, “definire nel dettaglio i particolari del progetto, approvato ora nelle sue linee fondamentali”. “Gli interventi di carità promossi dalla Chiesa, pur essendo un’espressione irrinunciabile della sua cura alla persona nei suoi bisogni reali – precisano tuttavia i vescovi – non hanno la pretesa di costituire la soluzione di un problema che ha proporzioni assai vaste e chiama in gioco responsabilità che la travalicano, ma rappresentano piuttosto il segno di un’attenzione solidale”. “Fin d’ora”, assicura la Cei, “si intensificherà l’attività delle Caritas diocesane, delle molteplici opere di volontariato e delle parrocchie, quotidianamente chiamate a rispondere ai bisogni prioritari di quanti sono in stato di necessità”

 

Ultimo Numero


 Numero 28 del 4/09/2010

Editoriale

Sperare?

Uno scenario di sfasciume, più che di caldo infuocato. E’ la sintesi dell’estate che si chiude. L’intera Penisola è stata il teatro di questo multiforme sfasciume. Solo per ricordarne alcuni pezzi  Leggi tutto...

Copyright © 2010 Avvenire di Calabria. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.