| La solitudine del frammento |
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| Editoriali | ||||
| Sabato 28 Marzo 2009 11:00 | ||||
La solitudine del frammentoAnche se i mezzi di comunicazione in Italia - tranne qualche eccezione - sono stati assai parchi nel descriverla, riducendo un evento di portata storica alle dimensioni di un incontro del vescovo di Roma con una delle parrocchie della diocesi, la visita in Africa di Papa Benedetto é stata davvero straordinaria. In queste pagine ne diamo solo un rapido sguardo. Eppure - nell'opinione pubblica collettiva - quella che non va troppo per il sottile, quella che evita di porsi domande e si accontenta di titoli e di slogan - la visita si é ridotta ad una parola: preservativi. Non vogliamo discutere qui il merito del problema (lo affrontiamo, del resto, in altra pagina), ma fermarci un istante sulla prassi dei mass media, ormai consolidata, di scegliere - di volta in volta - un frammento, isolarlo e presentarlo come il tutto. L'operazione, assolutamente priva di onestà intellettuale, riesce di solito in un duplice intento: da una parte 'riduce', dall'altra 'spinge a schierarsi'. Riduce l'evento al frammento e spinge la gente a schierarsi pro o contro. In casi come quello del preservativo, anche lo schierarsi é scontato. Questa prassi massmediale - che in casi come quello del viaggio in Africa del Papa raggiunge platee universali - tocca ormai ogni evento in qualche modo appetibile: sia politico o sportivo, di gossip o di semplice cronaca. Si sceglie un frammento, il più appetibile per l'audience, e sopra si costruisce un palazzo di chiacchiere. Con le quali - e questo é il dramma - quotidianamente si forma e si nutre la cosiddetta 'pubblica opinione'. Esserne coscienti é il minimo per chi ama la libertà. *** Ma questa prassi dei mass media trova una sponda, purtroppo sempre più estesa, nella vita di tutti i giorni. Diventa sempre più frequente scegliere un frammento e su quello costruire o distruggere i rapporti. Accade fra colleghi di lavoro, tra soggetti del mondo della scuola, tra fedeli di una parrocchia, tra persone di gruppi ecclesiali, tra i membri perfino di una famiglia... Si sceglie un frammento e si imbastisce un processo. Non importa quel che hai fatto, quel che sei, quel che pensi; non contano i sacrifici che hai magari affrontato, la generosità che ti distingue, la correttezza della tua vita... conta quell'unico frammento. E sei perduto. L'altro giorno passando davanti al balcone di una casa, mi é accaduto di vedere rinfacciato ad una rumena un 'frammento' come una cosa mostruosa; la conoscevo, sapevo che da anni lavorava in quella casa per uno stipendio di fame, si spendeva da mattina a sera. Ma aveva commesso chissà che, aveva forse dimenticato di togliere una buccia da un angolo del balcone... un frammento insomma... e si scatenava una guerra! *** Prigionieri del frammento, ci si dimentica di quel che é stato scritto: che 'il frammento ha senso solo in riferimento al Tutto' e che 'il Tutto é vivo dentro ogni frammento '. Si toccano qui perfino le sponde del rapporto tra l'umano e il divino, tra l'esserci e l'essere, tra il visibile e il mistero. Guarda un po' - dico a me stesso - dove ci ha portati quel viaggio del Papa: dagli orizzonti della grande Africa agli spazi angusti della mia piccola vita. Ma é il gioco del tempo, in fondo, che dialoga con l'eterno.
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Editoriale
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