| L' importanza dell'informazione nella vita delle persone |
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| Sabato 06 Marzo 2010 11:54 | |
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Mosorrofa - Il convegno per ricordare Don Demetrio Cutrupi - Relazione di Angelo Zema su un tema scottante L' importanza dell'informazione nella vita delle persone Ogni anno, la comunità parrocchiale di San Demetrio in Mosorrofa, organizza nel mese di febbraio, un convegno per ricordare il compianto Sacerdote Don Demetrio Cutrupi, zelante pastore d'anime che fin dal 1962, anno del suo arrivo in parrocchia, diede un grande impulso alla pastorale giovanile e a quella culturale fondando nel 1970 il foglio parrocchiale" L' Eco di Mosorrofa" (di cui si celebra il 40° anniversario) che è stato palestra e scuola di formazione per tanti giovani del paese. Don Cutrupi è anche autore di una "Storia di Mosorrofa". Il 27 febbraio, nella chiesa parrocchiale, si è tenuto perciò l'interessante Convegno su "L'importanza dell'informazione nella vita delle persone" organizzato dal Consiglio pastorale e dall' Azione cattolica. Dopo l'introduzione di Pasquale Andidero che ha ricordato la figura di don Cutrupi e l'intervento del parroco, don Mimmo Labella che si è soffermato sul valore della comunicazione con Dio e con gli altri, la parola è passata al relatore, il dott. Angelo Zema, responsabile della comunicazione della Diocesi di Roma e direttore di" Roma Sette" inserto domenicale di" Avvenire." L'autorevole relatore, peraltro di origini mosorrofane ha saputo coinvolgere il numeroso pubblico presente tracciando una panoramica interessante sul mondo dell'informazione . Il tema che è stato scelto è molto attuale. Sappiamo da un lato quanto l'informazione è importante, è necessaria per la nostra vita, ma sappiamo anche quanto i mezzi d'informazione sono pervasivi, condizionano la nostra vita. I mezzi di comunicazione, con le loro scelte, possono influire sul nostro modo di pensare e di agire, in base a quello che leggiamo, alle opinioni che ci costruiamo o modifichiamo e alle emozioni che suscita in noi ciò che leggiamo, vediamo o ascoltiamo. Di fronte a un tema di grande delicatezza, ricco di grandi potenzialità e di grandi rischi, Il dott. Zema ha cercato di chiarire quali dovrebbero essere, a suo avviso, i quattro punti chiave del giornalismo: la raccolta e la ricerca dei fatti, la verifica delle fonti, possibilmente diverse, l'analisi e il trattamento dei dati raccolti con competenza e professionalità; la presentazione di un contenuto in una forma accessibile al pubblico cui ci si rivolge. Ci sono tanti fattori però che condizionano questi elementi e rendono tutto più difficile. Un esempio: la velocità che oggi viene imposta dalla concorrenza sfrenata soprattutto a livello televisivo,o su internet o sulle agenzie di stampa. Non c'è il tempo per il giornalista, per fermarsi e valutare. Conta chi dà per primo la notizia: che la notizia abbia tutti caratteri della completezza, purtroppo, resta un fatto secondario. E così a volte si rischia di avere un'informazione superficiale, non controllata, non verificata. Parole per la "edificazione" Il giornalista si è poi servito delle parole di San Paolo, grande comunicatore del Vangelo, per capire quanto siano rispettate, nel mondo dell'informazione, le sue parole. Il giornalismo dovrebbe essere infatti un servizio alla verità, Bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al prossimo..parole buone che possano servire per la necessaria edificazione (Efesini, 4) Paolo detta alcune regole del buon comunicatore. Dite ciascuno la verità, raccomanda innanzitutto e aggiunge poi di usare parole buone per la necessaria edificazione. Edificare come costruire, dando per esempio la possibilità per li lettore, l'ascoltatore, di formarsi un proprio giudizio rispetto a quanto ha letto o ascoltato o visto in merito a una certa notizia. Purtroppo nel mondo dell'informazione di oggi le parole buone non sono l'ingrediente essenziale delle notizie, mancano sovente nella "casa dell'informazione" quelle parole che sappiano edificare nel segno della verità e della responsabilità. Non tutto edifica: la cronaca e il gossip Non tutto edifica scrive Paolo nella prima lettera ai Corinzi cap. 10. Non tutto cioè contribuisce al servizio alla verità. Eppure questa è la missione ella comunicazione. Insomma l'informazione non corretta, non vera, non responsabile può portare alla divisione, può esasperare conflitti e intolleranza . Una scorretta informazione può portare a danneggiare le coscienze, alla destabilizzazione dei soggetti più fragili, come i bambini e gli adolescenti. San Paolo scrive Quanto alla fornicazione... neppure se ne parli tra voi... lo stesso si dica per le volgarità, le insulsaggini, trivialità (Ef. cap. 5) Anche l'insulsaggine trova il suo spazio nei mezzi di comunicazione, il confine con l'intrattenimento viene superato spesso. Si leggono notizie sul cambio di partner dell'attrice o sulle novità della velina: più che una notizia è una pubblicità. Le notizie fanno spettacolo la parola d'ordine è stupire, aggredire, raccontare, imporre, quasi costruire storie, un giornalismo quasi senza scrupoli. Come sostiene il sociologo Bauman, nel suo libro "La società sotto assedio", le celebrità.... dicono alle persone confuse per cosa vivere e come cercare le cose per le quali vale la pena di vivere. Ciò che conta sui giornali o su internet è la capacità di eccitare. Quello che c'è di profondo nelle storie delle persone resta spesso in secondo piano, non viene valorizzato, il sistema per come è concepito, ci fa pensare che noi esistiamo se siamo rappresentati, ecco perché molti puntano ad apparire a tutti i costi: quando Bauman parla della capacità di eccitare gli animi viene da pensare a certi titoli "gridati", si fa a gara a chi alza di più la voce. Si punta molto sul personaggio: sono scomparse invece tante notizie sul Sud del mondo, completamente dimenticato dai nostri Tg fatta eccezione per calamità o stragi. L'informazione sul Sud del mondo è del tutto marginale sull'informazione italiana, molto provinciale. Ci sono poi gravi episodi di cronaca nera in cui c'è un eccesso di dati sugli abusi a danni dei minori, in cui si danno particolari che consentono il riconoscimento della vittima e questo è un giornalismo che non rispetta la dignità delle persone. Perché certi dettagli non sono indispensabili al racconto della notizia. C' è la necessità di inseguire l'evento, a volte di crearlo, come insegna la vicenda di Dino Boffo direttore di "Avvenire" verso il quale furono costruite accuse infamanti che vennero smentite solo dopo che era stata lesa la sua dignità e solo dopo averlo costretto a dimettersi. Spesso ci troviamo di fronte a un giornalismo che alle notizie privilegia le indiscrezioni da corridoio. E in fondo quello che accade con i discorsi del Papa e dei Vescov,i dove si tende a ridurre tutto ad interpretazione politica. Cosi finisce che la vita vera della Chiesa, quella testimoniata quotidianamente da laici, religiosi, sacerdoti non passa quasi mai dai media o viene strumentalizzata. Vigilare: la responsabilità degli operatori Vigilare dovrebbe essere la primaria responsabilità degli operatori in quanto l'oltraggio alla verità non paga. Responsabilità significa saper rispondere alla propria coscienza e ogni attività informativa deve far proprio l'esercizio della correttezza e della responsabilità. Responsabilità significa un linguaggio chiaro: puntare a far capire ciò che accade e debba aiutare a formarsi un opinione chiara. Compito di un giornalismo d'inchiesta sempre più raro a trovarsi. E' il compito di un giornalismo che dovrebbe essere meno ideologico e più aderente alla realtà, come accade oggi dove si alimenta un clima di scontro che si percepisce nella politica e nella società che non fa il bene dl Paese e non fa il bene della verità. "Il vostro parlare" direbbe San Paolo "sia sempre con grazia" (Ef. cap. 4)," Grazia" intesa come gratitudine per lo stupore nel raccontare la vita del mondo, del territorio, delle persone comuni, grazie è anche apertura fatta di curiosità, ingrediente principe di ogni giornalista, al nuovo che ciascuna notizia contiene. L'esperienza di Roma Sette e Romasette.it E lo sforzo che fa anche "Roma Sette", il settimanale in edicola con "Avvenire" nella zona di Roma, nel suo piccolo, nella quotidiana attenzione a un "nuovo" che non è fatto solo di cronaca nera ma di storie che raccontano il bene nascosto e ignorato dai mezzi d'informazione, come le vicende dei volontari che assistono i poveri della città o i giovani emarginati, le storie di missionari come quello che in Amazzonia ha aperto 17 asili intitolandoli a squadre di calcio italiane o storie di persone che hanno sofferto e poi trovato la strada per testimoniare la speranza e il perdono come Agnese Moro. L'importante è che le storie siano raccontate con discrezione, cercando pur con i nostri limiti umani di seguire le parole di Paolo "La carità non manca di rispetto e si compiace della verità". Si, perché anche il bene fa notizia, deve fare notizia, con attenzione pazienza e con la passione per l'uomo e per la verità, come cerca di fare anche L'Eco di Mosorrofa in cui viene coltivata la memoria delle radici e il gusto di raccontare il presente, storie di un'umanità viva. Come fa anche il settimanale diocesano L' Avvenire di Calabria. Questo è il nostro compito: saper raccontare, imparando noi cristiani, da quella grande palestra che è la Bibbia. E le storie che mostreremo, saranno un segno per la gente. Quante storie nelle comunità locali, nei paesi, nelle città rischiano di restare ignorate. C'è una distanza tra il mondo che viene rappresentato dai mezzi di comunicazione e la vita vera della gente. Ed è importante far luce su queste comunità nascoste. Questo impegno può consentire di recuperare oggi la dimensione narrativa della conoscenza in un contesto che privilegia la cultura del frammento, degli sms, dei post e così via. Pare sempre più urgente una riflessione sul tema dell'informazione come servizio alla verità e alla dignità dell'uomo. L'insoddisfazione degli utenti e gli auspici del Papa In una recente indagine gli italiani chiedono competenza, tematica professionalità comprensibilità eticità. Alla preoccupazione della gente ha dato voce Papa Benedetto XVI che nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali del 2008 ha indicato la necessità di una info-etica auspicando che "i mezzi di comunicazione sociale siano al servizio di un mondo più giusto e solidale" e contribuiscano a far crescere "la verità sull'uomo". Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono scrive Benedetto XVI è un compito esaltante. Sta a noi inserirci fattivamente in quella che il Papa ha definito "la pastorale del'intelligenza". Che richiede attenzione alle persone, impegno al dialogo con gli altri nella tensione verso la verità. Noi cristiani sappiamo che possiamo contare su un riferimento solido. San Paolo ci ricorda: "Tutto posso in Colui che mi dà forza". |
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| Ultimo aggiornamento ( Sabato 06 Marzo 2010 11:57 ) |
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Ogni anno, la comunità parrocchiale di San Demetrio in Mosorrofa, organizza nel mese di febbraio, un convegno per ricordare il compianto Sacerdote Don Demetrio Cutrupi, zelante pastore d'anime che fin dal 1962, anno del suo arrivo in parrocchia, diede un grande impulso alla pastorale giovanile e a quella culturale fondando nel 1970 il foglio parrocchiale" L' Eco di Mosorrofa" (di cui si celebra il 40° anniversario) che è stato palestra e scuola di formazione per tanti giovani del paese. Don Cutrupi è anche autore di una "Storia di Mosorrofa". 
