Avvenire di Calabria

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Montalbetti, l’appassionato donarsi di uno straordinario Pastore PDF Stampa E-mail
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Martedì 21 Maggio 2013 09:18
La conferenza stampa è convocata per informare la diocesi sullo stato dell’iter della causa di beatificazione del Servo di Dio mons. Enrico Montalbetti, arcivescovo di Reggio Calabria dall’8 settembre del 1938 al 31 gennaio 1943.
I giornalisti, gli operatori sono accolti da una significativa esposizione di oggetti appartenenti al Vescovo: alcuni quaderni con appunti scritti dal Vescovo trentino, ma soprattutto la cotta che indossava al momento della tragica morte a seguito di un bombardamento dei caccia inglesi ad Annà di Melito Porto Salvo.
Infatti nella parrocchia di Annà il Presule era in Visita Pastorale e in quella circostanza era ospite della famiglia Ramirez, insieme al  suo segretario, al parroco, ad alcuni invitati.
Stava per essere servita la cena. Una occasione di convivialità e di cortesia si sarebbe, di lì a poco, trasformata in una tremenda tragedia.
La cotta porta ancora i segni della incredibile violenza. Un vescovo vittima della guerra, morto a soli 54 anni, lontano dalla terra veneta che lo aveva accolto nei primi anni della sua vita. Una adolescenza vissuta a Varese, sacerdote della diocesi ambrosiana e Vescovo a Trento prima di essere trasferito nella nostra diocesi, mons. Montalbetti in poco più di quattro anni si era fatto apprezzare ed amare per la sua spiritualità, per il suo impegno pastorale, soprattutto per la sua sensibilità pedagogica e per l’impegno nella catechesi.
Quando nel maggio del 1994 Mons. Vittorio Mondello introduce la causa di beatificazione  sono passati più di cinquant’anni dalla morte, tanto che il procedimento viene classificato “storico”, con l’esigenza quindi di raccogliere ogni documentazione attingendo agli archivi soprattutto delle Diocesi in cui aveva vissuto e operato, Milano, Trento e Reggio. Ovviamente del Servo di Dio viene documentato il suo insegnamento e il suo operato volendone delineare l’ortodossia della dottrina e la santità della vita, oltre che l’eroicità delle virtù.
La Conferenza stampa viene introdotta dal Vescovo, mons. Mondello, il quale dichiara che il processo diocesano aveva forse subito qualche rallentamento, ma non si era mai interrotto. D’altra parte il Presule reggino ricorda che la Diocesi in questi anni ha curato anche la causa di beatificazione di mons. Ferro, conclusasi nella fase diocesana. Volendo dare nuovo vigore al procedimento mons. Mondello richiama l’esigenza di un rinnovamento dei componenti del tribunale diocesano, alcuni dei quali sono di età avanzata, altri ancora sono defunti.
Compito di presentare i risultati finora acquisiti spetta a mons. Antonino Denisi, giudice delegato.
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La Regione offre ai Vescovi il chiarimento richiesto PDF Stampa E-mail
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Lunedì 29 Aprile 2013 10:49
Calabria - Le Norme sui servizi educativi per la prima infanzia

La Regione offre ai Vescovi il chiarimento richiesto


E’ di appena pochi giorni or sono l’appello che, all’unanimità,  i Vescovi calabresi avevano rivolto alle Autorità della Regione durante la loro Sessione primaverile: un appello volto a conoscere come l’appena emanata  Legge regionale sulle scuole dell’infanzia (con la quale é stata abrogata la precedente del 27 agosto 1973!)  potesse trovare attuazione concreta; su quali fondi insomma fosse radicata.
L’appello nasceva da un quesito, che legittimamente poteva sorgere dalla lettura del testo della legge.
Nell’articolo 22, infatti, c’é scritto testualmente che “la presente  legge (...) non comporta oneri diretti a carico del bilancio regionale”.
I vescovi si erano giustamente chiesti come sarebbe rimasta in piedi questa legge, o se per caso non fosse destinata a rimanere carta semplicemente scritta.
Per questo, il comunicato ufficiale del loro ultimo incontro (già da noi pubblicato) diceva che era “stata affrontata la questione delle scuole dell’infanzia, in riferimento alla recente legge regionale, buona in sé, ma che non ha alcun supporto economico”. E aggiungeva che  “i Vescovi hanno deciso di inviare una lettera agli organismi regionali per chiedere chiarimenti”.
Ma non c’è stato il tempo di scrivere ed inviare la lettera, perché i chiarimenti sono giunti immediatamente, molto prima di quanto ci si potesse ovviamente aspettare.
La risposta, insomma,  é pervenuta prima dell’invio della lettera. 
Ed é pervenuta direttamente al presidente della Cec Mons. Vittorio Mondello. Una risposta, é doveroso ammetterlo, decisamente chiara.
A fornirla é stato, per conto della Regione, il presidente della Commissione regionale su Bilancio, Attività produttive e Fondi comunitari, on. Candeloro Imbalzano.
Imbalzano, recandosi personalmente in udienza da Mons. Mondello - dopo aver ricordato che questa Legge regionale sui servizi educativi per la prima infanzia ha visto finalmente la luce dopo 40 anni di sostanziale “vacatio” e dopo una lunga lotta per l’approvazione protrattasi dal 2010 ad oggi - ha chiarito dove  la Legge attingerà i fondi per la sua concreta attuazione.
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L’impegno di “custodire” le persone e il creato PDF Stampa E-mail
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Domenica 24 Marzo 2013 12:02

L’ inizio del Ministero tra gesti e parole

L’impegno di “custodire” le persone e il creato


Città del Vaticano - Il papa è sulla jeep e sta attraversando piazza San Pietro salutando tutti i fedeli presenti. Ma non gli sfugge un giovane disabile. Fa fermare la macchina e si avvicina per salutarlo insieme agli altri in piazza con l’Unitalsi. Papa Francesco ha abbracciato Cesare, un uomo di 50 anni che nonostante la sua disabilità ha voluto essere presente a questo evento. E ai più piccoli, ai più deboli papa Francesco ha dedicato uno dei passaggi più significativi della sua omelia per l’inizio del suo pontificato, il 265° dopo quello di Pietro.
 
“Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità; chi ha fame, sete, è straniero, nudo malato, in carcere”.
 
Un passaggio applaudito e che indica il modo come lui voglia esercitare il suo ministero petrino. “Il prendersi cura, il custodire - ha spiegato - chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza” ed ha invitato a non aver “timore della bontà, della tenerezza!”.
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L’incontro con il Risorto sulle strade della speranza PDF Stampa E-mail
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Domenica 24 Marzo 2013 11:49

Messaggio per la Pasqua dell’ Arcivescovo Mondello

L’incontro con il Risorto sulle strade della speranza


Carissimi,

in questo momento così delicato e carico di speranza della vita della Chiesa e del mondo - con nel cuore la commozione per il forte gesto di rinuncia di Benedetto XVI e la gioia di avere già avuto da Dio il dono dell’umile Papa Francesco come Vescovo di Roma e Pontefice della Chiesa universale - sento vivo il bisogno - nell’imminenza della celebrazione del mistero di Cristo, morto, sepolto e risorto - di rivolgermi a tutti voi, ad ognuna delle comunità cristiane delle quali siete parte viva, per esortarvi ad accogliere nella pienezza questo singolare momento di grazia, questo passaggio del Signore, che vuole condurci - anche attraverso l’esperienza dura della croce - alla gioia della libertà.

Quello che stiamo per vivere é il momento più alto nel cammino dell’intero anno liturgico: la grande Settimana, che si apre con la Domenica della Passione o delle Palme e culmina con la Domenica della Risurrezione. Se riusciremo a viverla pienamente ed intensamente, può diventare per noi, presbiteri e fedeli, come e magari più di un corso di esercizi spirituali.

Se, infatti, “accompagneremo” Cristo nella totale offerta di Sé - dall’Ultima Cena alla solitudine del Getsemani,

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“Sono venuti a prendermi quasi alla fine del mondo...” PDF Stampa E-mail
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Domenica 17 Marzo 2013 11:32

Francesco I è il 266 Successore di S. Pietro - Grande semplicità e forte emozione nelle sue prime parole

“Sono venuti a prendermi quasi alla fine del mondo...”


Il primo Papa fuori dal continente europeo è stato eletto – al 5° scrutinio - nel 75° Conclave della storia della Chiesa, dai 115 cardinali elettori.
Il volto sereno e sorridente, il drappo rosso che abbraccia l’affaccio della Loggia, la banda che suona l’inno nazionale e lui che ascolta commosso in piedi. Otto anni dopo il suo predecessore, il Papa emerito, papa Francesco - il 266° Romano Pontefice della storia della Chiesa, primo Papa gesuita della storia - alle 20.21 si è affacciato per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni per salutare e ricevere il saluto della folla, un oceano festante in piazza S. Pietro che aveva atteso più di un’ora sotto la pioggia per vedere il nuovo Papa.
 
“Fratelli e sorelle buonasera!”, le sue prime, semplici, parole.
L’ attesa fumata bianca era arrivata alle 19.06, dal comignolo della Cappella della Cappella Sistina. A dare il solenne annuncio al popolo, alle 20.12, è stato il cardinale protodiacono, cardinale Jean Louis Tauran.
Queste le sue parole in latino: “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam: Eminentissimun ac Rverendissimum Dominum, Dominum Georgium Marium Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio, qui sibi nomen imposuiti Franciscum”.
 
Quasi dalla fine del mondo
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 Numero 22 del 16/6/2013

Editoriale

Le radici e le ali

C’è un uso cattivo dell’aggettivo “tradizionale” ma è il futuro a guidare le scelte più importanti di ogni uomo e di ogni donna. Ricorre spesso nei dibattiti, riaccesi in questi giorni nei Paesi europei, l’aggettivo “tradizionale” a commento della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna oppure a commento della visione cristiana della vita umana nelle sue diverse stagioni.   Leggi tutto...

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