Avvenire di Calabria

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Abitare la città. sulle orme di Giuseppe Lazzati PDF Stampa E-mail
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Sabato 29 Novembre 2008 11:17
SCUOLA DI FORMAZIONE FUCI 2008

Occasione di incontro, occhi, cuore, mente pronti ad aprirsi, orizzonti che si aprono e si allargano per parte del gruppo FUCI di Reggio Calabria e per molti altri provenienti da tutta Italia…
La Scuola di Formazione promossa dalla Federazione Universitari Cattolici Italiani (FUCI), che ha avuto luogo a Milano dal 30 ottobre al 2 novembre appena trascorsi, ha portato con sé un bagaglio di nuovi stimoli e suggestioni riguardo l’abitare la città sulle orme di Giuseppe Lazzati, nuova linfa sanamente politica all’albero già nutrito, peraltro, della formazione universitaria cattolica.
La Scuola di Formazione è infatti un evento formativo itinerante tra i luoghi significativi per l’associazionismo cattolico, per la vita universitaria, per la politica della città che la ospita e per il circolo FUCI che contribuisce alla sua realizzazione.

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Paolo e la Parola nel cuore della vita della gente PDF Stampa E-mail
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Venerdì 10 Ottobre 2008 19:01
Reggio, la Settimana Biblica a San Paolo:  aperta dall'Arcivescovo, conclusa dal Parroco


Dal 5 all’11 ottobre u.s. si  è svolta al Santuario San Paolo alla Rotonda una Settima Biblica. L’importante iniziativa si colloca nel contesto delle numerose attività culturali e spirituali che la comunità del Santuario si prefigge di realizzare nel corso dell’Anno Giubilare Paolino, indetto dal Santo Padre Benedetto XVI per ricordare il bimillenario della nascita dell’Apostolo delle Genti.
In questi giorni poi, si sta svolgendo a Roma, il XII Sinodo dei Vescovi sul tema: “La Parola di Dio nella vita del mondo e della Chiesa”. Il Papa ha detto di considerare provvidenziale il fatto che il prossimo Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio si celebri nell’Anno Paolino (28/06/2008 – 29/06/2009) perché l’Apostolo delle Genti vi avrà certamente un ruolo decisivo. Non a caso l’apertura del Sinodo è avvenuta proprio nella Patriarcale Basilica di San Paolo fuori le Mura.
     “Per una felice concomitanza - ha affermato il Papa - San Paolo sarà particolarmente venerato quest’anno, grazie alla celebrazione dell’Anno Paolino”,  e ha aggiunto inoltre che ”lo svolgimento del Sinodo sulla Parola di Dio offrirà alla contemplazione della Chiesa, anche la testimonianza di questo grande Apostolo e araldo della Parola di Dio. Possa il suo esempio essere di incoraggiamento per tutti ad accogliere la Parola della salvezza e a tradurla nella vita quotidiana in fedele sequela di Cristo”.
Anche la Settimana Biblica svoltasi nell’Auditorium Parrocchiale “Mons. Francesco Gangemi” del Santuario San Paolo alla Rotonda è stata davvero un’occasione di grazia per crescere nella fede e nell’amore alla Parola di Dio.             
Molto suggestiva è stata l’apertura di detta Settimana da parte dall’Arcivescovo Metropolita Mons. Vittorio Mondello. La comunità parrocchiale ha accolto con grande affetto ed entusiasmo il suo Pastore, nel salone, dove ogni sera alle ore 19.00, si sono tenute le varie relazioni, affidate ad alcuni Presbiteri del Clero Reggino, docenti di discipline bibliche presso gli Istituti Teologici Diocesani. Molto bello il collegamento televisivo che ha permesso di ascoltare dalla viva voce di Benedetto XVI la proclamazione del primo capitolo del libro della Genesi, aprendo così la grande tornata mediatica durante la quale, per una settimana circa, ininterrottamente notte e giorno, è stata letta ed ascoltata la Parola di Dio dalla prima all’ultima pagina. Al termine del collegamento, l’assemblea liturgica si è avviata in processione verso la chiesa-santuario, dove ha avuto inizio la solenne celebrazione eucaristica.
Nell’omelia il Vescovo si è soffermato sulla presentazione del documento preliminare, i cosiddetti Lineamenti al XII Sinodo, insistendo,  con la consueta chiarezza e forza, sull’importanza che la Parola di Dio deve avere nella vita di ogni credente, di ogni comunità, di tutta Chiesa, e perché no, del mondo intero. Al termine dell’omelia il rito del mandato catechistico a circa 40 catechisti, educatori, responsabili di gruppi adulti, giovani e ragazzi. Al termine della liturgia parole di ringraziamento sono state rivolte al Vescovo insieme al dono di una grande icona raffigurante l’Apostolo Paolo, con l’augurio che questi possa illuminare, benedire e rafforzare il ministero pastorale di Monsignor Mondello.
E’ partita poi, lunedì 6, la Settimana Biblica vera e propria, con la presenza del cappuccino, P. Michele Mazzeo che ha presentato un prezioso volumetto, recentemente da lui pubblicato, dal titolo: “Come e perché leggere la Bibbia” , soffermandosi a lungo su una bella espressione dell’indimenticabile Papa buono, Giovanni XXIII: “La Scrittura nella mano, nella mente, nel cuore, sulle labbra”. Molto avvincente, poi, il tuffo nel passato e nei luoghi biblici, che il Prof. Paolo Virdia, ha fatto fare a tutti i presenti, con particolare attenzione “Ai luoghi della vicenda umana di Paolo di Tarso”, resi più suggestiva dalla proiezione di un bel documentario della geografia di Dio scritta nella vita dell’Apostolo.

E’ stata, poi, la volta di don Stefano Ripepi, che ha intrattenuto l’uditorio con una bellissima relazione: “La Parola di Dio nelle parole di Paolo”, riuscendo con singolare chiarezza a far capire come gli scritti di Paolo sono veramente Parola di Dio e come davvero Dio si è servito e si serve dell’Apostolo delle Genti per comunicare la sua Parola, la sua volontà e il suo amore. Giovedì la parola è passata a don Antonio Bacciarelli, che ha ricordato come l’uomo contemporaneo mostra in tante maniere di avere un bisogno grande di ascoltare Dio e di parlare con lui. Si avverte un appassionato cammino verso la Parola di Dio come sorgente di vita e di pace. Questo cammino è l’esperienza forte che ci comunica “La Parola di Dio nella catechesi e nei catechismi”.
L’ultimo relatore, infine, don Sasà Santoro, ha chiuso brillantemente la settimana Biblica con un incontro sul tema: “Il vecchio e il nuovo Testamento: due aspetti dell’unica Parola di Dio”, facendo cogliere la ricchezza inesauribile di questo immenso tesoro che la Chiesa ha a sua disposizione, ma che deve saper riaprire ed elargire il più possibile ad ogni credente e in ogni comunità.
E’ toccato in conclusione al Parroco, nell’omelia della celebrazione eucaristica di sabato sera, tirare le fila di questa indimenticabile Settimana Biblica, che ha visto un numeroso gruppo di perone interessati ritrovarsi ogni sera per un’intera settimana, in una singolare esperienza cristiana ed ecclesiale, che certo non può restare un momento isolato nel cammino di una comunità cristiana. Da qui l’istituzione del gruppo biblico, che si incontrerà al Santuario ogni mercoledì sera, e l’apertura di vari centri di ascolto della Parola che si terranno nell’arco dell’Anno Paolino presso numerose famiglie della parrocchia stessa. “Gesù è il centro e il fine della Scrittura. La celebrazione eucaristica domenicale da sola non basta più per fondare, nutrire e far crescere la fede dei cristiani”. Ogni comunità cristiana potrà vivere un'esperienza forte di fede e potrà avere un futuro solo se riuscirà a mettere in pratica quel prezioso suggerimento che il Concilio Vaticano II ci ha lasciato e che forse per molto tempo abbiamo relegato nel dimenticatoio: “In religioso ascolto della Parola di Dio…, affinché per l’annuncio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami”.  

 
Buon cammino!… PDF Stampa E-mail
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Venerdì 10 Ottobre 2008 18:44
Riprendiamo, dopo la pausa estiva, l’ormai consolidata e… speriamo attesa… collaborazione con L’ Avvenire di Calabria.
In realtà le attività del Centro Diocesano non si sono mai interrotte. La partecipazione ai lavori per il convegno pastorale prima, i campi scuola e la programmazione annuale poi, ci hanno visti  impegnati durante i mesi estivi ed ora siamo pronti  ad affrontare con energia ed entusiasmo un nuovo anno associativo intenso e ricco di impegni. Tante le attività in cantiere, tante le novità, molti i progetti. A questi, di volta in volta, daremo spazio nelle pagine del Giornale.
Settembre è stato il mese che l’AC diocesana ha dedicato alla formazione. Alla due giorni di inizio anno è  intervenuta la vice presidente nazionale per il Settore Giovani, Chiara Finocchietti, relazionando sul tema  “Chiamati ad essere santi insieme” e sugli orientamenti che impegneranno  l’Associazione nel triennio 2008-2011, di cui offriamo in questa pagina una piccola sintesi.  Domenica 28 settembre, presso il Santuario del Volto Santo, si è svolta una giornata di formazione per i nuovi educatori e animatori. In oltre cento hanno risposto con entusiasmo ad una esperienza di formazione che costituisce solo l’inizio di un progetto più articolato e una risposta concreta, ferma ed  esigente ad una altrettanta emergenza. La formazione, dunque, precede e accompagna il cammino che nelle parrocchie, proprio in questi giorni, inizia. Cosi, tra consigli  pastorali e parrocchiali, momenti di preghiera, liturgie domenicali di accoglienza  le nostre comunità si mettono in movimento, in un’ansia di missione che attraversa un po’ tutti.
Alle associazioni parrocchiali auguriamo una buona ripresa delle attività nel segno di una fiducia capace di colmare ogni difficoltà, di una carità che sa accompagnare , di una speranza che sorpassa e riesce a scorgere il… “più in là” delle cose, di un entusiasmo che sappia dire del nostro… “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Buon anno associativo!

Ornella Occhiuto
Responsabile AC per la comunicazione



 
La festa del ciao PDF Stampa E-mail
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Venerdì 10 Ottobre 2008 18:44

Ore sette. Dopo giorni di meritato dolce far nulla, turbato solo dalla noia di qualche inopportuno compito vacanziero, come sembra disumana la voce della sveglia che chiama. Il pensiero va oltre la fatica di uscire da sotto il lenzuolo, e proietta i ragazzi con la mente seduti dietro il banco. Tutti un po’ spenti riprendono familiarità con la routine della vita invernale, segnata da un risvegliarsi frenetico di ritmi che spesso ammettono davvero poche soste. Così, timidamente, si rianima anche l’attività in parrocchia, dopo il sonnecchiare dell’estate. Qui è più difficile, o almeno ci auguriamo che lo sia, farsi intrappolare dall’ansia del “dover fare”, e ci si può abbandonare alla tentazione liberatoria dell’essere se stessi, del crescere per quello che si è: ragazzi. L’acr vuole partire da qui. Vuole partire dalla saletta accogliente dell’incontro settimanale, ma restando, anche nel freddo frenetico dell’inverno, con la porta aperta e lo sguardo in strada. L’inizio delle attività annuali dell’acr coincide con il “Mese del Ciao”, con il più semplice e diretto dei saluti che i ragazzi conoscono, segno della loro spontanea accoglienza, di quel modo genuino di allargare le braccia agli amici che, fermi alla porta, stentano a fare il primo passo. A conclusione di questa prima breve tappa del cammino acr, durante la quale i ragazzi acquistano familiarità con il tema che li accompagnerà per tutto l’anno, si celebra concretamente questo desiderio di aprirsi all’accoglienza dell’altro attraverso un momento di fraternità, che prende forma nella “Festa del Ciao”, la possibilità di vivere una giornata all’insegna del sano divertimento, della voglia di giocare e stare insieme, coinvolgendo quanti più amici è possibile. L’atmosfera della festa acr è contagiosa, e lo si capisce dai sorrisi e dai volti sudati dei ragazzi quando è l’ora di tornare a casa, stanchi ma felici, pronti a condividere l’avventura di un nuovo anno con compagni di strada sempre nuovi e numerosi.

 
Confraternite, quale futuro? PDF Stampa E-mail
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Sabato 04 Ottobre 2008 18:20
A Palmi, 11 e 12 ottobre il 4° Cammino delle Confraternite di Calabria.



“L’incontro confraternale  vuole essere, deve essere, un passo in avanti nel cammino de confratelli di oggi… Dalla bocca di Cristo, annunziata dalla sua Chiesa, verranno le parole che indicano il cammino delle Confraternite per oggi e come profezia del futuro.” Un passaggio significativo del breve messaggio di mons. Luciano Bux, vescovo della diocesi ospitante. C’è molto  fermento per la preparazione. Ardita è la speranza. L’aria è di “novità”. Circa un anno fa, il 10 novembre in piazza San Pietro, Benedetto XVI, alla Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia, in udienza speciale, ha definito le Confraternite come “aggregazioni di fedeli laici dediti a porre in luce alcuni tratti della religiosità popolare unendo concrete opere di misericordia.” Nella stessa circostanza, il Papa ha voluto sottolineare che “le Confraternite non sono società di mutuo soccorso o associazioni filantropiche, ma un insieme di fratelli che si propongono di mettere in pratica il comandamento dell’amore che spinge ad aprire il cuore agli altri.” La relazione del Delegato vescovile delle Confraternite di Oppido-Palmi, sul tema, in cui seguirà un dibattito, “Tra storia e profezia: l’enigma di un cammino,” pare che voglia sciogliere alcuni enigmi, cui si riferisce anche il vescovo Bux nel suo messaggio: “Oggi in un contesto di mondo globalizzato e molto meno fondato sul Vangelo rispetto al nostro mondo passato; il senso delle Confraternite rischia di apparire enigmatico…” Forse dalla Calabria, il Cammino di Fraternità, potrà segnare una svolta nuova, per l’impegno delle Confraternite nel mondo di oggi. Espressione dei laici nella chiesa, le Confraternite debbono mantenere ben saldi i requisiti della “evangelicità” e della “ecclesialità”. È  Benedetto XVI, sono i nostri vescovi, i parroci, gli assistenti spirituali, il popolo cristiano e la società stessa, che invitano le Confraternite a guardare avanti per poter continuare ad essere scuole popolari di fede vissuta e fucine di santità.” E sfileranno – forse più di mille – per le vie di Palmi il 12 ottobre, non per folclore ma per un simbolico Cammino di Fraternità, nell’oggi della storia. Sfileranno con l’Abito del confratello, come un nuovo stile di vita, un distintivo di valori, un impegno che non conosce soste, delusioni e scoraggiamenti. Si vuole accendere in Calabria un “fuoco“ nuovo nel laicato delle Confraternite. “Ti rivesta il Signore dell’uomo nuovo che è creato secondo Dio,” e il confratello risponde:”Nella giustizia e nella santità della verità”. È la formula della vestizione, ricca di pensieri e di valori cristiani. L’abito non è solo segno d’appartenenza a questa o a quella confraternita, nobile o meno nobile (gli “incappucciati” erano tali, per annullare le proprie posizione sociali), è soprattutto  un segno visibile di tutto un discorso interiore e di percorsi concreti e significativi, dove prevalgono la cultura, la parola di Dio, le pratiche di culto: che aiutano alla riflessione, al discernimento, ad impegnare nuove energie, a rivitalizzare la fede, a testimoniare la carità, la solidarietà in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Anticamente, taluni confratelli si facevano seppellire con l’abito cosi come avviene  per i preti. Oggi più che mai, l’abito evoca intelligenza, fede, coraggio e creatività. Le comunità confraternali debbono essere sempre disponibili a nuove sfide, a nuovi spunti e nuovi itinerari di vita, spesso richiesti dalle variegate realtà confraternali. Non si può essere uniformi, appiattiti, sterili. Bisogna anche sapersi “vendere” per Cristo, per la chiesa, per la società. “Protagonisti o nessuno”: è stato il grido dei ciellini a Rimini, mentre il Papa in Sardegna, và in cerca di “laici cristiani nuovi impegnati”, ed indica Maria come “la stella della nuova evangelizzazione”. Tempi duri, si dice. No, sono tempi nuovi!
Di seguito il programma.


 

 

 

 

 

 
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 Numero 28 del 4/09/2010

Editoriale

Sperare?

Uno scenario di sfasciume, più che di caldo infuocato. E’ la sintesi dell’estate che si chiude. L’intera Penisola è stata il teatro di questo multiforme sfasciume. Solo per ricordarne alcuni pezzi  Leggi tutto...

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