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Primo Piano
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Scritto da Ken Curatola
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Venerdì 12 Giugno 2009 18:00 |
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A Reggio, al Cedir, Domenica 21 giugno 2009 - “Costeggiando giungemmo a Reggio (Atti 28,13)”
I^ Giornata del Pellegrinaggio nella Regione Calabria Pellegrinaggio Paolino a Reggio da tutta la Calabria al culmine ormai dell'Anno Paolino che sta per chiudersi solennemente. Il Pellegrinaggio, organizzato da don Antonio Bacciarelli, si svolgerà all'Auditorium Versace del Cedir, nella maniera seguente: *** Ore 15 Accoglienza dei Pellegrini al Cedir ore 15.20 Saluto S.E. Mons. Vittorio Luigi Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova ore 15.30 In ascolto dell’Apostolo Paolo: - Lettura di passi scelti dagli Atti degli Apostoli - Catechesi sul messaggio di San Paolo a cura di S.E. Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone-Santa Severina ore 16.00 In cammino con l’Apostolo Paolo: Canto dedicato a San Paolo di Don Gerardo Albano e proiezione di un documentario filmato sui “luoghi santi paolini” ore 16.15 Presentazione dei programmi e delle attività dell’anno 2009 ore 16.45 Trasferimento a piedi verso la Basilica Cattedrale S. Maria Assunta ore 17.15 Recita del Santo Rosario ore 18.00 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Vittorio Luigi Mondello, con gli Ecc.mi Vescovi presenti
*** Per raggiungere il CEDIR saranno messi a disposizione delle Parrocchie gratuitamente dei pullman. I Parroci possono contattare l’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi allo 0965-385515. don Antonio Bacciarelli
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Primo Piano
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Scritto da Gianni Sergi
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Domenica 25 Gennaio 2009 11:23 |
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Mlac, il filo conduttore del convegno: 'Preoccupati ed impegnati per il bene comune'
Reggio di fronte al mondo del lavoro: realtà e prospettive
“Preoccupati ed impegnati per il bene comune.”: potrebbe essere lo slogan che ha animato gli intenti dell’Azione Cattolica diocesana che, su iniziativa del MLAC ha promosso un convegno, svoltosi sabato17 gennaio presso l’Auditorium San Paolo di Reggio Calabria, il cui tema così titolava: "La città di Reggio Calabria di fronte al mondo del lavoro: realtà e prospettive".A relazionare sullo spinoso argomento è stato invitato il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti. Chi meglio del nostro sindaco poteva rappresentare la realtà territoriale e recepire le istanze della cittadinanza? Il convegno si è svolto in un clima abbastanza familiare e ciò ha consentito a tutti di ascoltare e parlare serenamente, ma soprattutto di rappresentare analisi, idee ed anche lamentele in un confronto civile e proficuo. E’ stato l’Arcivescovo Mons. Vittorio Mondello a fare gli onori di casa, a lodare l’iniziativa del MLAC e ad analizzare brevemente la situazione della nostra terra in termini di occupazione. |
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Primo Piano
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Scritto da Carmine Gelonese
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Domenica 25 Gennaio 2009 11:14 |
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La crisi può diventare un'opportunità
Lavoro e welfare in tempo di crisi
In tema di lavoro non è tempo di miracoli o formule magiche. Il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica ha voluto opportunamente un convegno sul lavoro nella nostra città, in una stagione particolarmente critica della vita economica e sociale del nostro territorio e internazionale; il bollettino di guerra quotidiano racconta da settembre scorso di reazioni a catena che dal versante finanziario si spostano alla cosiddetta “economia reale”, quella delle famiglie, dello stipendio, dei consumi. I dati sul lavoro riflettono la congiuntura internazionale: nelle previsioni Eurostat per il 2009 il tasso di disoccupazione in Italia sale dell’8,2%, contro il 6,7% del 2008; e anche nella nostra Provincia e più in generale nel Meridione questo tasso, tendenzialmente più alto, può ulteriormente crescere anche per l’effetto dell’eliminazione o forte riduzione di meccanismi di agevolazione che negli anni 2000-2006 avevano costituito una vera e propria forma di sanatoria del sommerso (come crediti di imposta all’occupazione e tipologie di sgravi contributivi). La crisi impone al governo nazionale e locale riflessioni e scelte ben precise non solo in termini di promozione del lavoro e in particolare e del lavoro di giovani e donne, ma anche nella possibile revisione delle politiche sociali e di lotta alla povertà. Non si può infatti dimenticare che proprio recentemente sia l’ISTAT che l’OCSE hanno certificato l’incremento negli ultimi anni delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi: l’Italia è purtroppo tra i primi posti, con forbici sempre più ampie tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, tra uomini e donne… La crisi può essere un’opportunità, ci ha detto giustamente a fine 2008 il Presidente della Repubblica. Può esserlo, ad esempio, se i diversi livelli di governo adotteranno politiche sociali e del lavoro coordinate, ognuno per i propri compiti. Comune, Provincia e Regione hanno infatti ruoli e strumenti diversi, ma spesso, anche per i diversi “colori” dei propri governi, preferiscono gareggiare nel “dare lavoro” piuttosto che nel “creare occupazione”. Negli anni passati, infatti, le diverse Amministrazioni hanno adottato provvedimenti una tantum e a pioggia, indirizzando risorse pubbliche su strumenti che hanno portato ad occupazione o imprenditorialità effimere, di facile “appeal”, pronte però a crollare sotto la scure della competitività del mercato o degli ostacoli finanziari e ambientali. Questo tempo richiede invece riforme coraggiose, che comportino una revisione totale del sistema del welfare nazionale e regionale. Lo chiedono da molto tempo tutte le realtà che, operando attivamente nel sociale, toccano con mano le situazioni di povertà e il degrado del tessuto economico e sociale dei nostri territori. Si chiede una riforma degli ammortizzatori sociali, l’adozione di interventi che non durino lo spazio di un anno, in una continua incertezza sulle risorse disponibili (troppi bonus!). Alle critiche su questa tipologia di interventi, per la verità bipartisan, si obietta che di fronte ad un sostegno alla povertà non si può disquisire. Ma uno Stato che traccheggia di anno in anno, e non crea condizioni stabili per incoraggiare chi ha un lavoro e sostenere chi non ce l’ha, non adempie al suo dovere di promuovere e tutelare la libertà della persona, principio fondamentale della nostra Costituzione e del magistero della Dottrina Sociale (cfr Compendio…, capp. 6 e 7). Altri Paesi europei stanno lentamente perseguendo azioni di sistema. La Francia, sulla scia di una tradizione consolidata, adotterà dalla prossima estate il “Revenu de Solidarieté Active” (RSA), un sistema misto di reddito minimo e di complemento ai redditi più bassi, che non scoraggi comunque la ricerca di un lavoro stabile. In Italia esistono troppi interventi di carattere assistenziali, di diversa natura, adottati in momenti diversi della vita economica, spesso scoordinati o sovrapposti, che non soccorrono tutta la platea dei lavoratori in difficoltà (basti pensare alla platea dei contrattisti a progetto e delle altre forme di lavoro atipico). L’adozione di un reddito minimo, generalizzato e sostitutivo di altri strumenti esistenti, costerebbe, secondo gli economisti de la voce.info, circa 3-4 milioni di €: l’equivalente del costo sostenuto dalle tasche dei contribuenti per coprire il buco creato dall’affaire Alitalia...
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Primo Piano
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Scritto da Filippo Curatola
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Sabato 04 Ottobre 2008 17:34 |
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Mons. Angelo Casile, un incarico di notevole impegno e di sicuro prestigio: Direttore dell'Ufficio della Cei per la Pastorale del lavoro
Mons. Angelo Casile è nato a Reggio il 10 maggio del 1967. E’stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1992. Dopo gli inizi del suo ministero in varie realtà della nostra diocesi, specialmente come Vicerettore al Seminario Pio XI, e da ultimo parroco a Gallico Marina, è stato chiamato a Roma negli organismi della Cei, ormai da circa dieci anni. Nei giorni scorsi, durante l’ultimo Consiglio permanente della Cei, è stato proposto alla direzione dell’Ufficio della Cei per il lavoro e successivamente nominato Direttore il 29 settembre scorso. Appresa la notizia abbiamo avuto con lui, venuto nei giorni scorsi a Reggio, un fraterno colloquio che pubblichiamo per i nostri cari lettori.
Cosa avverti, caro don Angelo, dopo questi anni di servizio al vertice della chiesa italiana e, specialmente, fianco a fianco con Mons. Betori, nuovo arcivescovo di Firenze? Quali emozioni? quali ricordi speciali? quali rimpianti, se ce ne sono? quali speranze? Ed insieme quale augurio a Mons. Betori? Sono stati anni preziosi, intensi, impegnativi, vissuti al servizio nel servizio. Al servizio del Segretario generale della CEI, e con esso al servizio dei vescovi italiani. Non potrò mai dimenticare le parole di stima e di ringraziamento che monsignor Betori ha rivolto nei miei confronti, in occasione del Convegno pastorale della nostra Diocesi nel settembre 2001… Si, ricordo la sua presenza, allora… Ma cosa disse per te? Presentando gli Orientamenti pastorali: “Devo ricordare - disse - il mio segretario personale don Angelo Casile, a cui ho chiesto il sacrificio di lasciare il suo impegno nella pastorale del lavoro per un servizio molto più umile, pesante e nascosto”. Furono parole che tracciarono il solco del mio servizio lungo questi otto anni… Servizio umile, nascosto, e tuttavia in qualche modo ‘tangibile’… In qualche modo si, perché furono anni costellati da Assemblee generali, Consigli permanenti, il Convegno ecclesiale di Verona, le Settimane sociali dei cattolici italiani e non ultime le Giornate mondiale della gioventù e l’immane lavoro per la Nuova traduzione della Bibbia. Eventi tutti in cui ho imparato tantissimo dal Segretario generale, sia sotto il profilo episcopale e sia umano… E particolari emozioni? Di emozioni ce ne sono state tante, l’ultima in ordine di tempo quando il Santo Padre lo ha nominato Arcivescovo di Firenze, sede cardinalizia prestigiosa, dove monsignor Betori, di questo ne sono sicuro, riuscirà a toccare i cuori dei fedeli e coinvolgere i sacerdoti, i religiosi, i laici in un progetto, quello di una Chiesa particolare tutta proiettata nell’annuncio evangelico che si fa ascolto, dialogo, promozione umana, cultura. E indelebili ricordi?... Un ricordo molto speciale è stato il pellegrinaggio in Terra Santa di qualche anno fa. Non dimenticherò mai la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Betori al Santo Sepolcro a Gerusalemme, così come tutti i momenti di riflessione sul testo biblico che monsignor Betori ci ha proposto lungo tutto il percorso sui luoghi di Mosè. In qualche modo una ricerca di Dio nel luoghi in cui Dio si è fatto uomo… Si. Chesterton nel suo L’ortodossia scriveva: “C’è una verità di Dio, la quale non ha ombre: è la verità del Padre che ci chiama, dello Spirito che ci muove, del Cristo che ci lega a sé”. Ecco, i miei anni alla Cei come segretario personale di monsignor Betori, li vedo sotto questa ottica. Aggiungerei…la verità del Padre che ci ama e per questo ci chiama… Si, l’ho vissuto proprio così… Don Angelo, sei Direttore adesso di un grande ed importante Ufficio della Cei. I nostri lettori, è inutile ignorarlo, ti vedono sempre come 'uno di loro', un 'reggino'; e sono orgogliosi che un figlio di questa terra abbia raggiunto - sempre nello spirito del servizio - traguardi umani e pastorali di questo rilievo. Cosa vuoi dire al riguardo ai nostri lettori? Diventare Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro è anzi tutto un grandissimo onore per me che nel gennaio del 1999 dalla mia parrocchia di Gallico Marina giunsi alla Segreteria generale della CEI per collaborare con Mons. Mario Operti, indimenticabile Direttore dello stesso Ufficio... …e ora prendere addirittura il suo posto... Prendere il posto di Don Mario nell’avvicendarsi della storia e dei disegni del Signore è per me un saldare un debito di riconoscenza nei suoi confronti. Con Don Mario, deceduto nel giugno del 2001, ho lavorato intensamente per due anni e mezzo, percorrendo decine di migliaia di chilometri su e giù per l’Italia, e ho condiviso la preparazione di ben tre Giornate giubilari per il mondo del lavoro e la conduzione dei tantissimi tavoli di lavoro relativi ai diversi ambiti dell’Ufficio: lavoro, disoccupazione, economia, politica, salvaguardia del creato, giustizia e pace… E adesso? Adesso, con l’aiuto di Gesù, vissuto sulla terra come figlio dell’artigiano di Nazaret, spero di non deludere quel credito di fiducia manifestato nei miei confronti da Mons. Betori, che mi ha proposto alla direzione dell’Ufficio, dai Vescovi del Consiglio Episcopale Permanente, che mi hanno votato all’unanimità, e dai miei colleghi sacerdoti, che condividono con me l’avventura cristiana al servizio della Segreteria generale della Cei… Ma sempre da reggino, don Angelo, no? Indubbiamente, nel mio servizio alla Chiesa in Italia non potrò mai dimenticare le mie origini reggine, l’essere figlio di questa splendida terra di Calabria con tutte le sue risorse, i suoi problemi e le sue speranze. Ai cari lettori de “L’Avvenire di Calabria” chiedo l’aiuto del loro affetto e della loro preghiera per poter mantenere sempre alto l’onore di essere reggino. Puoi spiegare ai nostri lettori, in estrema sintesi, caro Monsignore, di cosa si occupa questo Ufficio della Cei? È, per caso, un Ufficio che può anche incrementare un clima culturale che aiuti lo sviluppo del lavoro e sostenga l'attenzione verso chi non ha un lavoro? La Chiesa, nata per evangelizzare, è chiamata dire a ogni uomo: “Dio ti ama, Cristo è venuto per te, per te è Via, Verità, Vita”. L’Ufficio ha il compito di sostenere a livello nazionale l’attenzione su questo messaggio, che è il cuore del Vangelo, rivolgendosi soprattutto agli ambiti del lavoro e della salvaguardia del creato, dell’economia e della politica, della giustizia e della pace. L’Ufficio, in piena sintonia con gli orientamenti pastorali della CEI e il progetto culturale cristianamente orientato, si propone di evangelizzare il sociale ponendo in rapporto con il Vangelo di Gesù la vita e l’attività umana nei vari ambiti sopra ricordati… E con quale concreta finalità? Per un motivo ben preciso: affinchè la comunità cristiana sia pienamente coinvolta dentro le situazioni, i problemi, la cultura, le povertà e le attese di un territorio e di una storia… Lavori, quindi, anche per dare speranza ai giovani? Certo, perché in particolare, l’Ufficio, assieme al Servizio nazionale per la pastorale giovanile e alla Caritas italiana, dal 1995 promuove il Progetto Policoro, grazie al quale la Chiesa italiana affronta il drammatico problema della disoccupazione attraverso il coinvolgimento delle diocesi e delle associazioni laicali. E cosa si propone - si chiederà ancora qualche lettore - il Progetto Policoro? Tale Progetto, che è in fondo una perla ideata da Don Mario Operti, si propone di aiutare i giovani attraverso l’evangelizzazione, la formazione delle coscienze e i gesti concreti. I cuori sono rinnovati nella speranza che nasce dal Vangelo, le menti crescono nelle opere di giustizia e legalità, le mani si mettono insieme per agire nel lavoro, nel rispetto del creato… Un Progetto che in fondo tocca soprattutto il Sud del Sud?... Si. Il Progetto affronta veramente la questione meridionale, costruendo anche relazioni rinnovate tra Nord e Sud del Paese, superando insieme i meccanismi dell’illegalità e dello sfruttamento. Nella nostra Calabria, ma un po’ in tutto il meridione, incontriamo molti giovani che hanno iniziato una storia lavorativa autonoma o cooperativa per lavorare a partire dalle persone più che dal mercato, dalla solidarietà più che dal profitto. Ti troverai quindi in contatto, più o meno, con tutte le diocesi d'Italia? Tra i diversi compiti di questo Ufficio pastorale c’è anche quello di creare rete tra il centro, con le varie associazioni nazionali, le regioni e soprattutto le diocesi. Credo che il primo anno del mio impegno sarà dedicato tutto alla conoscenza e all’ascolto delle diverse realtà territoriali, dei progetti pastorali e delle iniziative sul territorio. Hai in prospettiva, nella tua qualità di Direttore dell'Ufficio... di fare qualche capatina - se non qualcosa di più - anche nelle chiese della nostra Calabria, nella tua e nostra Reggio? Sicuramente non mancheranno occasioni per incontrare i vari delegati per la pastorale sociale della Calabria e della nostra amata Reggio. È certo che l’Ufficio presiede alla realizzazione e organizzazione di propri Convegni nazionali su temi rilevanti, delle Marce della Pace di fine anno (quest’anno si svolgerà a Palermo) e delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Vedremo… Lasciaci, don Angelo, un ultimo pensiero… Vivere il nostro lavoro con lo spirito del Fanciullo Gesù, che nell’umile e sublime scuola di Nazaret, imparò il gusto del silenzio, la sublimità del servizio, l’arte del lavoro. Grazie don Angelo... Grazie, don Pippo...
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