Avvenire di Calabria

Locride
Festival per la Pace PDF Stampa E-mail
Locride
  
Sabato 25 Ottobre 2008 14:16
Si svolgerà ad Ardore S. Nicola in Piazza “Saverio Montalto”


Un popolare Festival  per scoprire e promuovere l’importanza e il valore umano e sociale della Pace, con la partecipazione diretta dei piccoli, dei ragazzi, dei giovani, degli adulti, associazioni e movimenti, sarà organizzato Domenica, 26 ottobre 2008. La Manifestazione si propone di svegliare inoltre la partecipazione e il coinvolgimento generale di tutti alla vera promozione della Cultura etica e  permanente. Sosterremo che quello della Pace è un valore sommo da costruire ogni giorno nella frontiera della famiglia, del lavoro, della scuola attraverso la concretizzazione di altri valori perenni, come la giustizia, il rispetto di ogni persona, l’uguaglianza,la libertà, la dignità, il diritto, il compimento del proprio dovere, il bene comune, l’abbattimento del lavoro nero, Dio. Il Festival rilancia l’urgenza della Pace e stimola soprattutto i giovani a non sciupare le loro preziose energie durante il tempo libero. Amore, solidarietà, perdono, riconciliazione,
unità, non violenza, musica, canto, danza saranno al centro della Manifestazione.

Sarà il trionfo gioioso di un popolo lavoratore protagonista nella serenità, nel lavoro, nell’ordine, nell’intercultura e nelle speranze giovanili. Nella bellezza naturale della civiltà Calabra e Ionica si integreranno pure le civiltà Ucraine, Polacche, Slave, Musulmane, Mediterranee. Si parlerà anche del tema della Cultura come ricerca personale e di gruppo alle fonti legislative, letterarie e scientifiche, urgente nella prospettiva occupazionale, come crescita della persona umana, come liberazione dalla ignoranza, dall’analfabetismo spirituale, dalla schiavitù atavica, come dialogo col Paese, l’Europa e il mondo. Si intende offrire un contributo al popolo, ancora rassegnato, per sollevarsi verso la fierezza, verso un futuro più sereno, più giusto e più lontano dalle suggestioni della droga, della criminalità, della delinquenza minorile, della prostituzione, della calunnia, considerando che quello della Locride è un territorio molto a rischio. Musiche, mostre di quadri di pittura, di scultura, di artigianato; esposizione e distribuzione in omaggio di libri, riviste, illustrazioni culturali e turistiche; ballo del cavalluccio; danza della tarantella Jonica allieteranno il pubblico in una sana aggregazione civile.  Interverranno parlamentari, rappresentanti della Chiesa, delle Istituzioni regionali, provinciali, comunali, della scuola e del sindacato. Una tavola rotonda tratterà il tema: “Giovani protagonisti del loro futuro”. Il “Premio per la Pace 2008” sarà consegnato a monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, nuovo Vescovo di Locri-Gerace.

 
Jean Louis ordinato Diacono PDF Stampa E-mail
Locride
  
Venerdì 10 Ottobre 2008 18:49
A Benestare

Nella splendida cornice della festa della Madonna del Rosario, a Benestare, nella parrocchia di Santa Maria della Misericordia si è svolta l’ordinazione diaconale di Jean Louis Rhein, per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione di mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo della nostra diocesi. Jean Louis è nato a Draguignan (Francia) il 11/03/1967, ancora fanciullo si trasferisce con la famiglia in Nuova Caledonia dove studia e diventa contabile; si iscrive all’università, durante la sua formazione presta servizio in una comunità di fanciulli disabili dove scopre la sua vocazione, aiutato da padre Francesco Carlino, allora missionario in quelle terra. Lascia l’università e inizia a frequentare il seminari nelle isole Figi, quando padre Francesco rientra in Italia Jean Louis decide di seguirlo affascinato di fare un’esperienza missionaria, e col permesso del proprio ordinario arriva nella nostra diocesi accolto dal vescovo mons. Giancarlo M. Bregantini. Qui frequenta il seminario pontificio regionale“San Pio X” di Catanzaro, dove completa gli studi filosofici e teologici. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nell’omelia ha esortato il neo ordinato ad amare il Rosario e a recitarlo quotidianamente in modo da essere aiutato a superare le croci che il Signore pone sul cammino. Inoltre, ha chiesto a Jean Louis di essere docile nell’obbedienza, che è questa l’unica strada
per fare la volontà di Dio. La celebrazione si è conclusa con la consegna del libro dei Vangeli di cui don Jean Louis è diventato annunciatore. Il nuovo diacono resterà a Benestare per esercitare il suo ministero in aiuto del parroco.

 
Il “Cammino Emmaus” nella Diocesi di Locri-Gerace PDF Stampa E-mail
Locride
  
Sabato 04 Ottobre 2008 18:01
Durante l'incontro di aggiornamento del clero svoltosi in Seminario alla presenza del Vescovo è intervenuto, tra gli altri, don Bruno Cirillo, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano. Pubblichiamo la sintesi della sua relazione.



L’Iniziazione Cristiana nella Chiesa Italiana
L’I.C: descrizione sintetica e finalità
•    “Per iniziazione cristiana  si può intendere il processo globale attraverso il quale si diventa cristiani. Si tratta di un cammino diffuso nel tempo e scandito dall'ascolto della Parola, dalla celebrazione e dalla testimonianza dei discepoli del Signore attraverso il quale il credente compie un apprendistato globale di via cristiana e si impegna ad una scelta di fede e a vivere come figlio di Dio ed è assimilato con il battesimo, la confermazione e l’eucaristia al mistero pasquale di Cristo e della Chiesa” L’iniziazione è proprio il movimento, la dinamica con cui la Chiesa genera nuovi figli e li inserisce stabilmente nella sua comunione. Noi ci occupiamo dell’I.C. dei fanciulli e dei ragazzi.
Quale la situazione di fatto in Italia (e nella nostra Diocesi), alla luce di questa definizione
•    Qual è il ruolo attuale della comunità (= Chiesa) nell’I.C. dei fanciulli e dei ragazzi?
In quali momenti partecipa vi effettivamente? Quali figure educative della comunità prendono parte al cammino?
•    Quali finalità, struttura, stile, hanno gli attuali percorsi di I.C nelle Parrocchie?
Si va al catechismo per ricevere i sacramenti; i contenuti sono quasi esclusivamente concettuali; la metodologia è scolastica, come la terminologia; l’incontro è “lezione”; il gruppo è “classe”, il luogo dell’incontro è “aula”; l’itinerario è “corso”, con un “programma” da finire, a prescindere dal cammino effettivo di apprendistato cristiano fatto dai fanciulli|ragazzi; quasi assenti le esperienze di preghiera, di comunione e di servizio; spesso infatti le catechiste sono le “maestre”; il catechismo è di fatto il “libro di testo”.
•    È importante anche chiedersi quali famiglie chiedono per i figli il cammino di I.C.  
I  fanciulli che si predispongono all’I.C. hanno bisogno di essere “evangelizzati”. “Sempre più spesso infatti non si può presupporre quasi nulla riguardo alla loro educazione alla fede nelle famiglie di provenienza”. Le nostre famiglie per lo più vivono qualche momento tradizionale di vita di fede e sempre di meno insegnano le preghierine. Praticamente assenti i padri!
In linea di massima vale anche per la nostra Diocesi una situazione consolidata a livello nazionale: “Nonostante l’impegno di tanti, risulta evidente la situazione di grave crisi in cui si trova oggi il processo tradizionale di Iniziazione Cristiana. C’è un forte scarto tra le mete ideali dell’iniziazione , le risorse impiegate ed i risultati conseguiti. Per molti ragazzi e ragazze la conclusione del processo di iniziazione coincide praticamente con l’abbandono della vita cristiana” (La formazione dei catechisti… n. 4).

Gli elementi “strutturali” da cui si riparte
Per porre rimedio a questa situazione i vescovi italiani hanno chiesto di ripensare l’I.C. in prospettiva missionaria, di evangelizzazione, come tutta la pastorale della Chiesa in Italia. (Cf Comunicare il Vangelo… n. 59; La formazione dei catechisti…n. 4). Anche per i fanciulli\ragazzi i nostri vescovi propongono il modello “catecumenale” di I.C, (cf Comunicare il Vangelo… 57; La formazione dei catechisti…n. 3), che poi è quello della definizione descrittiva data sopra. Questi i cardini:
•    riscoperta del protagonismo della comunità cristiana nel suo insieme; essa “educa con tutta la sua vita e manifesta la sua azione dentro una concreta esperienza di ecclesialità” (La formazione dei catechisti… n. 6);
•    valorizzazione del ruolo centrale della famiglia. I genitori, in forza del sacramento del matrimonio, sono i primi educatori e testimoni della fede nei riguardi dei figli (cf La formazione dei catechisti… n. 9).
•    itinerari che integrano armoniosamente le esperienze fondamentali della vita cristiana (Parola di Dio; celebrazioni; fraternità; carità e servizio, cf La formazione dei catechisti… 7), per il tempo necessario ad acquisire la maturità cristiana. Il sacramenti sono culmine, non fine dell’itinerario: “È importante ribadire che la catechesi non è finalizzata ai sacramenti, ma è un percorso di introduzione globale nella vita cristiana e di maturazione nella fede” (La formazione dei catechisti… 4).
Il Cammino Emmaus e la sua strutturazione
È il percorso di I.C. “in stile catecumenale”, che dal 2005-2006 è quello ordinario per la nostra Diocesi. Partito nel 2004, è stato pensato per dare attuazione ai principi sopra esposti. Esso prevede due percorsi, uno per i fanciulli\ragazzi ed uno per i genitori.
Il percorso per i ragazzi  
Si struttura in tre grandi passaggi:
•    Il Primo Triennio. Si  rivolge orientativamente ai ragazzi dai 6 agli 8 anni. È un passaggio  di I.C. fortemente cristocentrico, dedicato cioè principalmente alla (prima) scoperta della persona di Gesù: ciò che ha fatto, ciò che ha detto, ciò che ci ha rivelato, ciò che ci ha donato. Attraverso di lui scopriamo anche la vera identità di Dio (il Padre, il Figlio, lo Spirito) e veniamo introdotti alla prima conoscenza della Chiesa. Vengono dati i primi orientamenti della relazione di preghiera (personale e comunitaria) con Dio e di vita morale. L’obiettivo generale è mettere le fondamenta di una identità cristiana dei fanciulli, renderli cioè discepoli di Gesù nella relazione interpersonale.
•    Il Secondo Triennio. Ha come obiettivo specifico far maturare nei ragazzi e nelle loro famiglie l’appartenenza alla comunità cristiana. Il Triennio propone all’inizio una panoramica della storia della salvezza da Abramo ai profeti, presentata in chiave attualizzante. Ritorna quindi su Gesù, che chiama a condividere la sua vita e la sua missione: vocazione e sequela. Nasce così la “comunità dei chiamati” (= gruppo), a sua volta finalizzata alla testimonianza “all’esterno” (= il gruppo nella comunità cristiana e civile). Il Triennio avrà il suo momento qualificante e culminante nella celebrazione unitaria di Cresima e Prima Eucaristia, secondo gli indirizzi dati a livello nazionale (cf  L’iniziazione cristiana. 2 … nn. 46-53-54; La formazione dei catechisti… 4). Due le motivazioni fondamentali della scelta: ribadire che è l’Eucaristia il culmine dell’I.C e il vero sacramento della maturità cristiana; non collocare un sacramento a conclusione di ogni periodo del percorso, per evitare che questi periodi assumano, di fatto, la configurazione “corsi” per ricevere i sacramenti stessi.
•    La “Mistagogia”. Un biennio di ripresa ed approfondimento del percorso precedente, attraverso contenuti, esperienze, celebrazioni, linguaggi adatti alla preadolescenza. Si tratta di fatto della tappa-ponte tra I. C. e pastorale giovanile.
Le tre articolazioni del “Cammino” sono suddivise in itinerari annuali (se ne prevedono quindi otto). Rispettando i principi a cui ci siano ispirati, negli itinerari temi contenutistici, celebrazioni\riti, esperienze caritativo\comunionali, almeno tendenzialmente, sono sempre presenti e ben armonizzati.  Il tutto scansionato sui periodi dell’anno liturgico (o cristiano), che  di fatto costituiscono le tappe di ogni itinerario. Da subito si è insistito molto sulle verifiche di tappa.

Il percorso per i genitori
Ci è sembrato necessario fare una proposta specifica per i genitori, per comunicare con le nostre famiglie con linguaggio “adulto” e in tempi adeguati ai loro ritmi di vita (sganciati quindi da quelli dei figli). La proposta ha un duplice obiettivo generale: aiuto alla riscoperta della vita di fede; sostegno nell’attività educativa nei riguardi dei figli in famiglia. Gli itinerari sono annuali, come quelli dei fanciulli\ragazzi, ma sono previsti complessivamente meno incontri
Un punto di incontro tra i due percorsi sono gli incontri genitori-figli, di carattere liturgico, previsti per la fine di ogni tappa degli itinerari.

I soggetti attuatori
1.    Tutto il Cammino viene “pensato” e sussidiato con apposite schede dal Gruppo Diocesano per l’I.C. Quest’anno saremo al Quinto Itinerario (secondo del Secondo Triennio). Le schede prodotte dal Gruppo Diocesano suggeriscono struttura e contenuti per incontri. Non sono perciò “libro di testo”, ma il necessario supporto alla programmazione parrocchiale, la cui importanza è decisiva per l’attuazione del progetto.
2.    Il “Cammino” è affidato infatti alle comunità parrocchiali, che devono tornare ad essere il “grembo” nel quale matura la nascita dei nuovi cristiani (cf sopra). Essa deve essere sollecitata ed educata ad accompagnare attivamente il cammino dei suoi fanciulli\ragazzi e delle loro famiglie: ne va del suo futuro! Nel concreto, il primo ad essere interpellato dalla necessità di accogliere e promuovere il “Cammino” è il Parroco. Ma già nel processo di “comprensione” del “Cammino” egli dovrà coinvolgere i collaboratori che ritiene più idonei ad assumersi l’impegno di radicarlo in Parrocchia. L’I.C. si deve strutturare da subito come un processo comunitario e non individualistico. Si chiede infatti che si costituisca il Gruppo Progetto, espressione della comunità locale, che articola la programmazione parrocchiale, diventando così il motore del “Cammino” in Parrocchia,
3.    Il Gruppo Progetto (= G.P.), infatti adegua la proposta diocesana alle situazioni specifiche delle comunità. Su composizione e compiti del (= G.P.), cf scheda la apposita contenuta nella Partenza dell’Itinerario 2004-2005. Richiamiamo solo alcune attenzioni e funzioni particolari riguardanti il G.P.:
•    Il G.P. è unico per tutti gli itinerari, anche dei genitori. Solo così può assolvere alla sua funzione di garantire unitarietà alla programmazione parrocchiale e di valorizzare tutte le persone e le risorse disponibili.
•    Compito specifico del G.P. è la programmazione di massima dell’itinerario annuale e delle singole tappe, con particolare attenzione alle verifiche. Almeno all’inizio, insieme al Parroco, i componenti del G.P (o alcuni di essi) guideranno anche gli incontri per i genitori.
•    La guida è affidata, per quanto possibile, al Parroco; si sottolinea l’importanza della presenza di una o più coppie.
•    Al suo interno dovrebbero instaurarsi “relazioni nuove”, di “carattere nuziale”, per trasferire questo stile negli incontri con le famiglie e negli stessi Gruppi di Iniziazione (cf sotto).
•    È necessario da subito individuare accompagnatori dei Gruppi di Iniziazione, distinti dai membri del G.P. Per le motivazioni, cf le Relazioni di sintesi dei Campi Scuola 2004, 2005 e 2006 (coordinare i diversi itinerari; inserire e formare persone nuove fra gli accompagnatori; stimolare l’autoformazione; favorire una mentalità comunionale tra gli accompagnatori). Se ciò non accade, fra l’altro, il G.P. si fraziona in tanti sottogruppi, e non assolve alla sua funzione specifica.
4.    Gli itinerari per i fanciulli sono tenuti nel Gruppo di iniziazione (mai più “classe”!). Gli incontri vengono preparati nel dettaglio dagli accompagnatori del Gruppo, con l’aiuto almeno di alcuni membri del G.P.
L’esperienza suggerisce di invitare i genitori (le mamme) a rimanere anche agli incontri del Gruppo di iniziazione. Quelle più sensibili vanno individuate e poi, con l’adeguato sostegno del G.P, inserite gradualmente come accompagnatrici. È questa la via che si sta rivelando la più efficace per inserire persone nuove nel “giro” degli operatori di I.C.
5.    Fra i soggetti attuatori va inserita la famiglia. Sostenuta dalla comunità nei modi che abbiamo sopra esposto, in essa dovrà maturare e consolidarsi la trasmissione della fede ai figli, anche attraverso momenti di annuncio e di formazione cristiana proposti dai genitori stessi.
 


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 Numero 18 del 18/5/2013

Editoriale

Addio a Giulio Andreotti

Ho conosciuto personalmente Giulio Andreotti nella fase forse più delicata della sua vita, nel 1993, quando già era stato inquisito a Palermo, e divenne direttore del mensile 30Giorni, nella cui redazione lavoravo.
Credo sia stato uno statista cattolico, capace di incarnare il realismo cristiano in politica, in totale sintonia e persino simbiosi con la visione internazionale della Santa Sede. Leggi tutto...

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