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Le diverse iniziative solidali avviate dalle Comunità di Sant’Antonio e Sant’Agostino per aiutare le persone più bisognose

Reggio, a Natale ha vinto la solidarietà

di Tatiana Muraca 04/01/2021

Un Natale insolito, quello appena trascorso. Per molti, la pandemia ha rappresentato un’occasione di riflessione e di introspezione anche per quanto riguarda la fede. Dalla prima domenica di Avvento, infatti, le Comunità parrocchiali di Reggio Calabria hanno voluto portare avanti iniziative che andassero a rafforzare quelle già avanzate negli scorsi anni, e che potessero offrire luce e speranza nel buio di questo tempo. La comunità di Sant’Antonio, ad esempio, ha lanciato diverse iniziative di solidarietà che se da un lato vogliono aiutare e dare un supporto anche morale ai più bisognosi, dall’altro riuniscono sotto un unico “abbraccio” parrocchiani, volontari ed associazioni che fanno capo alla parrocchia stessa, e non solo. La “cucina solidale” è stata dedicata a papa Francesco e “sforna” circa 110 pasti d’asporto che vanno a rifocillare una trentina di famiglie della zona il 13 di ogni mese (in onore a sant’Antonio che si commemora il 13 giugno); lo si è fatto anche per Natale. Il 24 dicembre, infatti, la parrocchia ha lanciato una proposta “solidale” a tutta la comunità: preparare un cesto con l’occorrente utile per un pranzo di Natale degno di questo nome, dall’antipasto al dolce. Non è mancata l’attenzione verso i più piccoli. Insieme ad alcuni giocatori della Reggina, è stato organizzato un momento intimo e in totale sicurezza a favore dei bambini, a cui sono stati donati viveri e un po’ di sano entusiasmo sportivo e natalizio. E dai bambini parte una delle ultime iniziative voluta dalla comunità di Sant’Antonio: a loro è stato chiesto di preparare una scatola contenente un pasto caldo, alcuni prodotti detergenti o di bellezza, un accessorio per passare il tempo, come ad esempio un mazzo di carte. Il tutto accompagnato da un biglietto di auguri. Le scatole così confezionate sono state consegnate il giorno di Capodanno alle persone che vivono per strada. A Sant’Antonio, inoltre, si è voluto vivere il periodo dell’Avvento a contatto, per quanto possibile, con i famiglie e ragazzi. La catechesi si è ridotta ad un unico incontro e alla messa del sabato pomeriggio con pochi presenti. «Un Natale essenziale», come lo definisce il parroco di Sant’Antonio, don Graziano Bonfitto, in cui siamo stati costretti a «levare tutti i fronzoli». Molte famiglie hanno sofferto, ma si spera che questi sacrifici possano contribuire alla causa: la fine del Coronavirus.
Una pandemia che ha colpito tutte le fasce della popolazione, dai privilegiati ai più emarginati del mondo. Verso questi ultimi, da anni, si orienta la solidarietà di un’altra parrocchia reggina, quella di Sant’Agostino, che si appoggia al Centro d’ascolto diocesano, in prima linea nell’accoglienza agli immigrati. «Rispetto agli anni precedenti - ci dice Padre Bentoglio - abbiamo avuto molte più richieste di aiuto materiale: con il sostegno del Banco Alimentare e delle famiglie della parrocchia, abbiamo allargato le iniziative di carità». In tutto questo periodo, infatti, la Comunità di Sant’Agostino ha toccato con mano altre problematiche generate dal Covid: le nuove povertà. Interi nuclei familiari che si sono ritrovati in condizioni di indigenza e che con difficoltà riescono ad accettare la loro condizione. «Queste persone, così come altre – aggiunge padre Bentoglio – non hanno potuto vivere un Natale normale. A loro sono giunte le nostre donazioni». Una “macchina” solidale messa in moto dalla Comunità anche tramite la consegna di beni di prima necessità agli stranieri e di articoli per l’infanzia a mamme immigrate con neonati da accudire. E dall’infanzia, si è partiti ancora una volta per dare un senso al Natale. «Ho visto molti adulti soffrire, ma insieme a loro ci siamo adoperati affinchè i più piccoli non sentissero il peso del momento», parole di padre Bentoglio, che con la sua parrocchia, domenica 27 dicembre, ha organizzato una tombola online. Un centinaio di bambini uniti, seppur virtualmente, in questo Natale, «comunque di gioia, in cui abbiamo potuto sperimentare nuova solidarietà, vicinanza e amicizia».

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