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Era nata a Fossato Jonico (Reggio Calabria) il 5 marzo del 1936 e per tanti anni si era spesa nel servizio nella sua terra d'origine

Figlie di San Paolo, l'addio a suor Maria Immacolata

di Redazione Web 05/01/2021

Ieri, 4 gennaio, suor Maria Immacolata è tornata alla Casa del Padre. La consacrata alle Figlie di San Paolo - all'anagrafe Caterina Tripodi - era nata a Fossato Jonico (Reggio Calabria) il 5 marzo del 1936. Una messa in suo suffragio si svolgerà giovedì 7 gennaio alle ore 16 presso la Basilica Cattedrale di Reggio Calabria. 

A dare notizia della dipartita della religiosa reggina è la Madre generale, suor Anna Maria Parenzan con una nota che riportiamo.
 
Nel coinvolgimento in occasione dell’11° Capitolo generale, sr M. Immacolata aveva condiviso l’appello che risuonava fortemente nel suo cuore e dava un senso alla vita paolina: «Abbandonare ogni paura e mettersi in piedi, in ascolto del Signore, nella consapevolezza del compito profetico che ci è stato affidato che richiede coraggio, intraprendenza e audacia nel rischio». Questo dinamismo apostolico così ardito, unito alla certezza di essere in ogni momento nelle mani del Signore, è l’eredità che sr M. Immacolata lascia a tutte noi.
 
Entrò in congregazione nella casa di Alba il 5 agosto 1951, a quindici anni di età. Dopo alcuni anni di formazione e l’esperienza apostolica a Lodi, visse a Roma il noviziato che concluse, con la prima professione, il 19 marzo 1956. Trascorse il tempo dello juniorato nella comunità di Foggia, impegnata specialmente nella diffusione della Parola presso parrocchie, istituti, uffici. E dopo la professione perpetua emessa a Roma nel 1961, iniziò il lungo curriculum come librerista e, nella maggioranza dei casi, come responsabile della libreria, nelle città di Trento, Benevento, Foggia, Catanzaro, Salerno Palermo, Taranto, Napoli Duomo, Messina, Lecce, Reggio Calabria. A Benevento, Catanzaro, Messina svolse, anche per diversi mandati, il servizio di superiora animando le comunità a un grande amore al vangelo e al popolo e sollecitando l’apertura di nuove vie alla missione.
 
Fin dagli inizi, sr M. Immacolata aveva espresso la gioia per la vocazione paolina e il desiderio di farsi, come Paolo, tutta a tutti. Confidava alla superiora provinciale, nel 1969, il proposito di diventare “veneta con i veneti, “lombarda con i lombardi”, “calabrese con i calabresi”. E quando le venne proposto di completare gli studi sistematici, confidò la preferenza verso studi più pratici per poter qualificare meglio la missione. Proponeva la partecipazione a corsi di relazioni pubbliche o di libroforum per relazionarsi al pubblico in modo più appropriato ed essere in grado di presentare i libri con maggior competenza. In questi ultimi anni aveva vissuto con sofferenza, a Reggio Calabria, l’incertezza circa il futuro della comunità e forse anche per questo aveva manifestato con decisione il suo pensiero: «Siamo consapevoli che le forze vengono meno… dobbiamo credere che siamo nate a Nazareth e dobbiamo perciò fidarci della provvidenza... Auspico comunità missionarie che rendano vivo ed efficace il carisma anche nelle periferie. Nonostante la nostra debolezza e povertà, il Signore continua a dirci: Non temete, io sono con voi».
 
Con questo spirito combattivo ha vissuto anche l’insorgere, alcuni anni fa, di un tumore al seno che in questi ultimi tempi ha invaso con metastasi l’intero organismo. Ma pur con dolori acuti, fino allo scorso novembre si è resa presente in libreria e ha partecipato con entusiasmo al corso di formazione sul digitale, organizzato online dalla provincia Italia. Con un cuore sempre giovane, desiderava essere pronta per accogliere le sfide apostoliche dell’oggi. A metà dicembre, la situazione fisica si è improvvisamente aggravata ed è stata ricoverata per alcuni giorni nell’Ospedale “Regina Apostolorum”. Dall’antivigilia di Natale, si trovava nella comunità “Giacomo Alberione” dove è stata accompagnata, con grande amore, all’incontro con il Maestro, l’Agnello di Dio che, proprio oggi, le ha rivolto l’invito a “vedere” dove abitava e sperimentare per sempre il luogo della sua dimora.

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