accedi | registrati | 11-4-2021

Lettura attività fondamentale nella prima fase della pandemia secondo i dati forniti dal report Produzione e lettura di libri in Italia

Il 40% degli italiani legge almeno un libro all’anno

di Redazione Web 11/01/2021

Nel 2019 rimane stabile rispetto all’anno precedente il numero di lettori di libri: sono il 40,0% delle persone di 6 anni e più. Lo rende noto oggi diffondendo il report “Produzione e lettura di libri in Italia” per il 2019.

“A partire dall’anno 2000, quando la quota di lettori era al 38,6%, l’andamento è stato crescente – spiega l’Istat – fino a toccare il massimo nel 2010 con il 46,8% per poi diminuire di nuovo fino a tornare, nel 2016, al livello del 2001 (40,6%), stabile fino al 2019”.
Stando ai dati diffusi, la quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani: 54,1% nel 2019 tra i 15 e i 17 anni, e 56,6% tra gli 11 e i 14 anni. Tra uomini e donne continua a persistere un divario rilevante, anche se nel 2019 si è registrata una diminuzione significativa di 1,8% di lettrici: legge il 44,3% delle donne, il 35,5% degli uomini. “In assoluto – viene spiegato –, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell’anno). La quota di lettrici scende sotto il 45% dopo i 55 anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% a partire dai 20 anni”.

Il report conferma che istruzione (legge libri il 71,9% dei laureati, il 46,1% dei diplomati e solo il 25,9% di chi possiede al più la licenza elementare) e territorio (ha letto almeno un libro il 47,6% delle persone residenti nel Nord-ovest, il 48,1% nel Nord-est, il 27,9% nel Sud, il 25,9% in Sicilia e il 38,9% in Sardegna) sono elementi che incidono sulla lettura, che la lettura è un’abitudine di famiglia e che, anche per la lettura, si verifica un divario digitale tra Nord e Sud.

Durante la prima fase dell’emergenza indotta dalla pandemia di Covid-19 – si legge – la lettura ha accompagnato le giornate di più di 6 persone su 10 (62,6%), rappresentando la terza attività del tempo libero maggiormente svolta dopo la Tv-Radio (93,6%) e i contatti telefonici/videochiamate con parenti ed amici (74,9%). In particolare, la lettura di libri ha interessato il 26,9% della popolazione di 18 anni e più, con una quota maggiore di donne rispetto agli uomini (30,8% contro 22,7%)”.

Sono 86. 475 i titoli pubblicati a stampa nel 2019 in Italia dagli editori censiti, cioè dalle imprese e dalle istituzioni che svolgono l’attività editoriale come attività primaria. Nell’ambito di questa offerta libraria, circa due terzi dei titoli pubblicati sono costituiti dalle novità (il 58,4%) e dalle nuove edizioni (l’8,5%), mentre il restante (33,1%) è rappresentato dalle ristampe. Lo rende noto oggi diffondendo il report “Produzione e lettura di libri in Italia” per il 2019.
Nel report viene spiegato che “il traino è l’editoria scolastica e per ragazzi”. Infatti, delle 86.475 opere pubblicate nel 2019 più di nove titoli su dieci sono libri (92,6%) mentre i restanti sono opuscoli (7,4). Le opere librarie del genere “varia” dominano l’offerta (78,6%), le opere scolastiche arrivano all’11,4% e quelle per ragazzi raggiungono il 10% dei titoli pubblicati.

In termini di tiratura, le opere scolastiche e per ragazzi coprono una considerevole quota di mercato: circa quattro copie stampate su dieci sono libri per la scuola (28,4% della tiratura) ed una su sei sono libri per ragazzi (16,1%). In particolare, tra le pubblicazioni per ragazzi si ha un’elevata incidenza di opuscoli, pari al 44,8% del totale, in buona parte pubblicazioni destinate a un pubblico di bambini.

Stando ai dati diffusi, nel 2019, nella produzione di libri in Italia sono 1.706 le imprese e le istituzioni che svolgono come principale la pubblicazione di libri. Il 53% (considerando il volume complessivo della produzione editoriale in termini di quantità di copie stampate nell’anno di riferimento) di queste sono definibili “micro-editori” (hanno stampato non più di 5.000 copie), il 38,1% piccoli editori (tiratura massima di 100.000 copie), il 6,8% medi editori (tiratura non superiore a un milione di copie), il 2,1% grandi editori (hanno pubblicato titoli per una tiratura superiore a un milione di copie).
Quasi un’opera su due è disponibile anche in formato e-book ma, rileva l’Istat, “il mercato del libro digitale è ancora prerogativa dei grandi editori, i quali pubblicano circa il 46,2% del numero complessivo di libri in formato e-book, a copertura del 67% delle opere pubblicate a stampa. Un titolo su quattro è pubblicato invece da medi e piccoli editori e solamente il 4% dai micro-editori”.

A.B. (Agensir)

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