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Coldiretti, "le fattorie sono i luoghi forse più sicuri per l’attività didattica rispetto al rischio di trasmissione del coronavirus"

Covid: 3mila aule anti contagi nelle fattorie italiane

di Redazione Web 16/01/2021

Sono oltre tremila le fattorie didattiche italiane che potrebbero oggi mettere a disposizione spazi per le lezioni dei ragazzi in modo da permettere di rispettare le misure di sicurezza anti contagio da Covid. È quanto ha affermato la responsabile di Coldiretti Donne Impresa Floriana Fanizza in occasione dell’evento promosso dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per la presentazione sui canali social del Ministero degli interventi a contrasto delle povertà educative e contro la dispersione scolastica.
Le fattorie didattiche sono aziende agricole autorizzate a fare formazione sul campo per le nuove generazioni puntando – ha precisato la Fanizza – sull’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi, l’alternanza delle stagioni e la possibilità di produrre in modo sostenibile. Una percorso di formazione che vede spesso coinvolti anche i 24mila agriturismi che da nord a sud della Penisola custodiscono tesori ambientali, culturali ed enogastronomici delle proprie aree di riferimento.
Negli ultimi venti anni – ricorda la Coldiretti – circa 10 milioni di bambini di cui il 70% nella fascia d’età compresa fra i 4 e gli 11 anni, dalla scuola materna alla primaria e il 30% studenti più grandi medie e superiori hanno già frequentato le fattorie didattiche italiane grazie alle iniziative Educazione alla Campagna Amica di Donne Impresa Coldiretti.
Proprio perché spesso in aree isolate e con ampi spazi all’aperto – continua la Coldiretti – le fattorie sono inoltre i luoghi forse più sicuri per l’attività didattica rispetto al rischio di trasmissione del virus. Non è un caso infatti – sottolinea la Coldiretti – che appena lo 0,3% delle 66781 denunce di contagio da Covid-19 al lavoro registrate dall’Inail in Italia riguardino l’agricoltura.
Soprattutto nelle zone rurali più marginali – sottolinea la Coldiretti – la “scuola in campagna” può poi risolvere molti problemi organizzativi ed essere un utile affiancamento all’attività degli istituti scolastici del territorio, superando i limiti della Dad, la didattica a distanza. Quasi 1 famiglia su 3 (32%) che vive in campagna non dispone, infatti, di una connessione a banda larga con difficoltà quindi di accesso alle lezioni on line con i propri insegnanti, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al 2019.
Un pesante digital divide italiano che va colmato – conclude la Coldiretti – per poter utilizzare al meglio anche nelle campagne non solo lo strumento della didattica a distanza ma anche tutto il potenziale delle nuove tecnologie: dai corsi di aggiornamento on line fino all’agricoltura 4.0 per ottenere un incremento di produttività accompagnata dalla riduzione dei costi e a favore della sostenibilità ambientale ma anche cogliere le opportunità del turismo nelle aree interne e del commercio on line in questo momento di difficoltà.
Coldiretti

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